Stato della revelazione dell'incidenza dei tumori in Toscana

Alessandro Barchielli  Laureato in Medicina e chirurgia, specializzato in Medicina del lavoro, in Igiene e medicina preventiva ed in Statistica Sanitaria. Direttore della SOS di Epidemiologia della Azienda Sanitaria Firenze. Consulente dell’Osservatorio Epidemiologico della Agenzia Regionale di Sanità della Toscana.


Alessandro BarchielliIl Registro Tumori Toscano ha iniziato la rilevazione dei dati di incidenza dei tumori nella prima metà degli anni ’80 nell’area delle province di Firenze e Prato. Nel 2004 ha esteso in via sperimentale la rilevazione all’intera Toscana. A causa della legislazione nazionale sulla tutela dei dati personali sono stati interrotti i flussi informativi (in particolare ricoveri ospedalieri - flusso SDO - e referti anatomopatologici – flusso RAP) dopo il 2005. Nel 2013, in relazione anche a modifiche di alcune norme nazionali, la Giunta Regionale Toscana, con la delibera n. 429 del 3/6/2013 ha definito uno schema tipo di convenzione tra Regione Toscana, ISPO e le Aziende sanitarie per le attività connesse alla gestione del registro tumori. Tale delibera ha definito i flussi informativi che le Asl dovevano mettere a disposizione di ISPO per le attività di registrazione dei tumori, le modalità di gestione, anche informatica, dei dati e le procedure da utilizzare per la tutela dei relativi dati personali da adottare da parte di ISPO. Dopo che sono state stipulate tutte le convenzioni, all’inizio del 2015, con il supporto tecnico di ESTAR è iniziata la raccolta dei dati previsti, che al momento attuale è quasi completata, anche se permane ancora qualche difficoltà per recuperare alcuni dati, dovuta al cambiamento organizzativo dei sistemi informativi aziendali e per il turnover del personale addetto.

Stato della rilevazione dell’incidenza dei tumori in Toscana e prospettive di sviluppo:
1. Area provincie Firenze e Prato:

- disponibili dati per il periodo 1985-2008;
- 
in fase avanzata di preparazione dati per il successivo biennio 2009-2010.

2. Regione Toscana:

- 
disponibile rilevazione “sperimentale” per l’anno 2004;
- 
in fase avanzata di raccolta per il periodo 2006-2014 dei flussi informativi indispensabili per la definizione dei casi incidenti; una volta completa la raccolta di tali dati, in particolare per gli anni di calendario più recenti, sarà possibile procedere alla definizione della incidenza su base regionale.


ALCUNE CONSIDERAZIONI GENERALI
1. 
È utile richiamare alcune considerazioni generali sulla frequenza dei tumori, che possono modificare la percezione della popolazione ed anche degli operatori sanitari; ad esempio:

• 
1 uomo su 2, ed 1 donna su 3, si ammalano di tumori (casi entro 85 anni);
• 

1 uomo su 3, ed 1 donna su 6, muoiono per tumori (decessi entro 85 anni);
• 
circa il 60% dei pazienti affetti da tumori sono vivi a 5 anni dalla diagnosi, implicando una elevata prevalenza delle patologia oncologica nella popolazione.

2. 
Spesso gli allarmi della popolazione in relazione alla presenza di possibili fonti di inquinamento ambientale si focalizzano sui tumori. In realtà le patologie oncologiche, a causa del lungo intervallo temporale che generalmente deve intercorrere tra l’inizio della esposizione e lo sviluppo della malattia, rappresentano un esito di salute valido per valutare le conseguenze di esposizioni, sia ambientali che di altra natura avvenute in un passato anche lontano (esiti a lungo termine); per valutare gli esiti a breve termine e per scopi di sorveglianza di esposizioni in atto esistono altri outcomes di salute con breve latenza (ad esempio esiti gravidanza; eventi cardiovascolari acuti; riacutizzazione patologia respiratoria, ecc.).
3. 
Nella valutazione della relazione ambiente-salute occorrono metodi di studio rigorosi che tengano conto delle difficoltà metodologiche presenti, infatti spesso abbiamo a che fare con:

• 
aree di piccole dimensione e quindi una ridotta numerosità della popolazione esposta, che porta spesso i risultati nel campo della incertezza statistica;
• 
esiti (in campo oncologico) rari e di complessa definizione diagnostica (esempio classico le patologie oncologiche del sistema emolinfopoietico); questo secondo aspetto rende conto dell’importanza dei dati dei registri tumori che forniscono dati di affidabile qualità diagnostica, raccolte secondo metodologie validate a livello nazionale ed internazionale.

Queste ed altre difficoltà metodologiche nel campo della epidemiologia ambientale portano spesso a risultati incerti ed anche contraddittori tra diversi studi sullo stesso argomento. Di fronte a tutto ciò, nel momento in cui nella medicina clinica si è affermato un approccio 
evidence-based, è però necessario che il ricercatore si sforzi di applicare un approccio scientifico rigoroso, mostrando chiaramente i limiti del lavoro svolto, senza però rifugiarsi nel soggettivismo del proprio personale punto di vista di cittadino, che antepone opinioni a priori a quello dello studioso che applica metodi validati nello studio dei fenomeni.

 

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