Una Piana troppo "piena"

Patrizia Gentilini  Comitato Scientifico ISDE Italia.


Patrizia GentiliniIl 7 marzo presso l’Ordine dei Medici di Firenze si è svolto un incontro sulla situazione della Piana Fiorentina e sui potenziali rischi connessi ai nuovi insediamenti, in particolare all’inceneritore di Case Passerini e all’ampliamento dell’aeroporto. Per noi medici ISDE è importante ricordare che l’ambiente di vita e di lavoro è, secondo l’OMS, il maggior determinante della salute e già nel 2006 l’OMS valutava che il 25% di tutte le patologie nell’adulto ed il 33% nei bambini sotto i 5 anni era attribuibile a cause ambientali evitabili. Purtroppo l’enfasi costantemente posta sul ruolo dello stile di vita può rappresentare, a nostro avviso, un alibi per sminuire i rischi per la salute che si avranno per insediamenti - quali quelle sopra menzionati – frutto di errate scelte politiche, funzionali ad un malinteso senso del “progresso”. L’importanza dell’ambiente è ribadita anche nell’ultimissimo Rapporto dell’OMS che evidenzia come una morte su 4 a livello mondiale sia determinata dall’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo, dalle esposizioni chimiche e dai cambiamenti climatici. Secondo questo Rapporto in Europa, nel 2012, l’esposizione a fattori di rischio ambientale è costata la vita a 1,4 milioni di persone. In particolare per la cattiva qualità dell’aria il Rapporto 2015 dell’UE stima che nel nostro paese vi siano stati ben 84.400 decessi prematuri per i livelli di PM2.5, ossidi di azoto e ozono, ponendoci al primo posto nel continente europeo. Come ben noto la qualità dell’aria è particolarmente scadente in aree fortemente antropizzate e con particolari caratteristiche orografiche quali la pianura padana e la stessa piana fiorentina e qui più che mai bisognerebbe puntare ad un suo miglioramento: quando ciò si verifica - come mostrano gli incoraggianti dati in città degli Stati Uniti in cui sono diminuiti i livelli di PM10, PM2,5, NO2 - si riscontra un significativo miglioramento della funzionalità respiratoria con diminuzione degli attacchi d’asma nell’infanzia. Anche la qualità dell’acqua nel nostro paese desta preoccupazione per la presenza di pesticidi, di PFOA in Veneto, arsenico ma anche di glifosato, tetracloroetilene e composti alogenati nella piana fiorentina in cui tutti i punti di monitoraggio hanno mostrato una qualità scarsa delle risorse idriche. E proprio nella piana fiorentina con i nuovi insediamenti in progetto (terza corsia della Firenze-Mare, nuovo centro logistico Esselunga, cittadella viola, cementificazione di Castello, nuova area dei Mercati Generali e soprattutto inceneritore di Case Passerini da 190.000 tonnellate di rifiuti l’anno e nuova pista dell’aeroporto di Peretola da 5 milioni di passeggeri) una situazione ambientale già critica non potrà - a nostro avviso - che peggiorare ulteriormente, con conseguente aumento dei rischi per la salute. L’ampliamento della pista (con il 20% del traffico che sorvolerà Firenze) comporterà ovviamente un incremento delle tre grandi categorie di inquinanti ascrivibili al traffico aereo: combustione del kerosene, inquinamento da campi elettromagnetici e inquinamento acustico. Le emissioni prodotte dalla combustione del kerosene (particolarmente consistenti nelle fasi di decollo ed atterraggio) sono simili a quelle generate dalla combustione di altri carburanti fossili quali: Particolato, Monossido di carbonio, Ossidi di Azoto, Biossidi di Zolfo, Ozono, Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA) e Benzene. Numerosissime sono le criticità evidenziate dall’ampliamento della pista, ma soprattutto, come è stato autorevolmente affermato dalla Prof. Vittadini, è risultato gravemente carente lo studio di valutazione di impatto sanitario e a questo proposito ricordiamo che l’incidenza di cancro dal 2000 al 2005 nel Comune di Firenze è nettamente superiore alle aree circostanti. Anche il nuovo inceneritore di Case Passerini - in assenza di incidenti o malfunzionamenti, sempre possibili come l’inceneritore di Montale ha dimostrato a più riprese - darà un contributo non indifferente all’inquinamento in quanto emetterà ogni ora 170.000 Nm3 di fumi. Annualmente si avrà l’emissione in atmosfera di 6,7 tonnellate

 

di Particolato Totale Sospeso (PTS), 94,2 ton di NO2, 67,3 ton di CO, nonché 134,6 kg di Hg, idem di cadmio+tallio, 13,5 kg di IPA, nonché 135 mg di diossine. Queste sono le quantità che il proponente (Q-thermo) garantisce di poter rispettare e che coincidono - per i microinquinanti - con i quantitativi consentiti dai limiti di legge, ma va ricordato che esse sono solo una minima parte delle migliaia di sostanze che si formano durante i processi di combustione, il più delle volte neppure identificate. Ricordiamo che - come emerso dallo studio Moniter - l’87% delle polveri emesse da un moderno inceneritore sono PM2.5, quindi le più pericolose: i rischi per la salute a breve e lungo termine per l’inquinamento atmosferico sono ampiamente noti, ma sempre più si sta documentando anche una azione neurotossica per il cervello in via di sviluppo, con incremento di rischio per disturbi dello spettro autistico e di diabete. E proprio per esposizione ad inceneritori è ampiamente documentato anche dalla più recente letteratura un incremento di rischio non solo per patologie tumorali e non tumorali, ma anche per malformazioni, abortività spontanea e nati prematuri come dettagliatamente riportato nel 
Position Paper dell’ISDE. Mai ci stancheremo di ribadire che l’incenerimento è - da tutti i punti di vista - il peggior modo di trattare i rifiuti ed il simbolo paradossale di una economia “ lineare” basata su estrazione di materie prime, uso di combustibili fossili, produzione di prodotti e manufatti, a loro volta destinati (spesso nel tempo più breve possibile!) a diventare rifiuti. Ci sono Leggi della Natura che non possiamo dimenticare: la materia sul nostro pianeta è qualcosa di “ finito” e la vita si è sviluppata grazie ad una fonte esterna, il sole: è quindi a questa fonte inesauribile che dovremmo rivolgerci il più possibile per rendere possibile il proseguimento della vita stessa sulla Terra. Proseguire sulla strada dello spreco di risorse, di incentivazione dei processi di combustione e di energia fossile non è più sostenibile da alcun punto di vista ed iniziare da una corretta gestione dei rifiuti vorrebbe dire fare proprio il primo concreto passo verso quella “economia circolare”, in cui le risorse sono continuamente riciclate, si riducono gli sprechi ed è minima la produzione di rifiuti. L’incenerimento inoltre non risolve il problema dei “rifiuti”, perché ne riduce solo il volume e da un solo tipo di scarto ne produce altre tre generando ceneri, fumi tossici ed inquinamento delle acque. Anche il recupero di energia termica o elettrica è incomparabilmente inferiore a quello ottenibile con il riciclo dei materiali e va ricordato che la pratica si regge nel nostro paese solo grazie a cospicui incentivi statali. Paradossale appare anche il fatto che il traffico pesante per il trasporto delle ingenti quantità di rifiuti all’impianto venga considerato “trascurabile”. Purtroppo gli inceneritori, una volta costruiti, impediscono l’avvio di una corretta gestione dei rifiuti, a cominciare dalla loro riduzione, come indicano le stesse Direttive della UE, perché, come ebbe a scrivere David Kriebel: “una volta che questi costosissimi impianti sono stati costruiti, i gestori necessitano di una fonte continua di rifiuti per alimentarli”. Tutti questi concetti sono dettagliatamente spiegati in una lettera aperta al Presidente Mattarella, sottoscritta da oltre cento medici e ricercatori e dal Comitato Centrale della FNOMCeO. Realtà esemplari esistono nel nostro paese: in Veneto il Consorzio Contarina, che serve oltre 2 milioni di abitanti, raggiunge raccolta differenziata all’85%, una produzione di rifiuto secco non riciclabile di 55 kg annui per abitante, contro i 346 della media italiana ed un costo medio per abitante/anno di 107 euro contro i 175 della media italiana. Addirittura a Ponte nelle Alpi il rifiuto secco indifferenziato annuo è di soli 28 Kg/abitante, sono stati creati 10 nuovi posti di lavoro grazie a 400.000 euro risparmiati nei costi dello smaltimento e vengono riciclati anche prodotti assorbenti per la persona, con un sistema innovativo. In conclusione rinunciare a costruire inceneritori e ad ampliare l’aeroporto sono le scelte che a nostro avviso andrebbero fatte, in quanto coerenti con la Prevenzione Primaria, tanto cara a Lorenzo Tomatis: “la Prevenzione Primaria agisce sulle cause delle malattie, prima che queste si manifestino, riducendo l’esposizione delle popolazioni agli agenti tossici e cancerogeni e protegge il ricco come il povero, ma non porta né fama né onori o denari ed è purtroppo negletta ai governi e alle istituzioni”.

 

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