Procedere con giudizio e monitorare attentamente

Giuseppe Petrioli  Laureato e specializzato in Medicina del Lavoro ed in Igiene e Sanità Pubblica a Firenze. Ha sempre lavorato nei servizi pubblici di prevenzione. Dirigente di struttura complessa dal 1993 (medicina del lavoro) e direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda USL 10 di Firenze dal 2001. Fa parte delle commissioni previste dall’art 12 e dall’articolo 6 del D.L.vo 81/2008.


Giuseppe PetrioliÈ molto importante che l’Ordine abbia ritenuto opportuno organizzare una riflessione sul tema salute – ambiente con particolare riferimento ai possibili problemi della piana. Sarebbe necessario dedicare una analoga iniziativa finalizzata a favorire l’emersione delle malattie professionali, oggi oggetto di una importante sottodiagnosi.
Nel territorio della piana vi sono potenziali fonti di inquinamento (aeroporto, termovalorizzatore e traffico) che possono generare giustificate preoccupazioni nei confronti delle quali è indispensabile fornire una comunicazione chiara, trasparente, corretta e coordinata tra i diversi Enti che hanno competenza in materia.
Il parere favorevole alla realizzazione del termovalorizzatore è stato rilasciato in virtù delle caratteristiche costruttive dell’impianto, delle modalità tecniche di gestione, della conseguente previsione di dispersione di inquinanti e del piano di monitoraggio ambientale sulle emissioni stesse. Per ulteriore garanzia è stato previsto un piano di sorveglianza sanitaria il cui coordinamento è stato affidato alla ASL con oneri economici a carico del realizzatore dell’opera.
Il piano di sorveglianza sanitaria comprende il monitoraggio epidemiologico degli eventuali effetti a breve e lungo termine sulla salute della popolazione ed il biomonitoraggio delle popolazioni animali e delle produzioni agroalimentari.
Sorveglianza sulla salute della popolazione: verrà confrontato lo stato di salute della popolazione nei 10 anni precedenti l’avvio del termovalorizzatore con quello degli anni successivi (a distanza di 2, 5 e 10 e 15 anni) con una attenzione agli effetti a breve latenza (esiti riproduttivi avversi), a lunga latenza (tumori, malattie respiratorie croniche) ed a quelli influenzati da esposizione cronica e picchi di esposizione (ricoveri ospedalieri e malattie coronariche).
Biomonitoraggio delle popolazioni animali e delle produzioni agroalimentari: poiché è possibile che gli inquinanti si depositino e accumulino nel suolo per passare successivamente nei vegetali e negli animali da reddito e nelle produzioni derivate (carne, latte e uova) il biomonitoraggio può consentire di rilevare precocemente concentrazioni anche molto basse in maniera continuativa nel tempo e nello spazio con costi contenuti, valutando anche effetti sinergici di contaminanti diversi.
Per condurre tale studio è indispensabile disporre di un “bianco”, effettuando le analisi prima dell’avvio del termovalorizzatore. Lo studio interesserà il terreno nel raggio di 3 km, prevedendo analisi anche su un’area di controllo per una durata di 5 anni ed interesserà 7 aziende che allevano ovini e 10 aziende agricole. Le matrici studiate sono suolo, latte ovino, vegetali a foglia larga, acqua di abbeverata e irrigazione, sangue e siero ovino di femmine adulte.
Per quanto attiene il nuovo aeroporto, le notizie fino ad oggi disponibili sono molto meno dettagliate in quanto non è stato ancora presentato un progetto esecutivo ma un master plan nei confronti del quale è stato espresso dalla Regione (delibera 1168 del 30/11/2015) un parere favorevole con la richiesta di alcune misure mitigative (potenziamento sistema tramviario e ferroviario, realizzazione terza corsia Firenze – Pistoia, potenziamento attività agricole e di piantumazione, redazione di una valutazione di impatto sanitario che tenga conto di termovalorizzatore ed adeguamento autostradale). In particolare la ASL ha preso atto che il potenziamento dell’aeroporto si inserisce in una area che già presenta criticità ambientali ed ha richiesto alcuni approfondimenti quali in particolare la valutazione degli effetti sul territorio pratese, gli effetti del rumore notturno, l’impatto del rumore sui recettori sensibili vicini, la valutazione di tutte le sostanze classificate come potenziali cancerogeni da IARC. Una valutazione più completa potrà essere espressa una volta disponibile il progetto esecutivo con la precisa indicazione del traffico aereo previsto, non essendo ovviamente l’impatto ambientale legato alle caratteristiche della pista ma al numero, tipologia e tragitto degli aerei in atterraggio e decollo.

 

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Si informano i lettori di Toscana Medica che sarà di prossima pubblicazione un forum dal titolo “LA FRAGILITA’ OSSEA: UN PROBLEMA CHE POSSIAMO AFFRONTARE MEGLIO”. Si ringrazia la

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per il proprio contributo non condizionante.

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