Carlo Morelli medico e riformatore

Francesco Carnevale
è stato assistente presso l’Istituto di Medicina del Lavoro dell’Università di Padova e poi di Verona dal 1969 al 1986, quindi, sino al 31.12 2009, dirigente di medicina del lavoro nell’Azienda Sanitaria di Firenze.
È cultore di storia della salute dei lavoratori.

Carlo Morelli (1816-1879) è figura di primo piano in una ideale galleria di medici toscani illustri; nasce a Campiglia Marittima dove il padre, originario della Garfagnana, era medico “condotto”, si laurea in medicina a Pisa nel 1839 e segue un primo tirocinio biennale sotto l’egida di Francesco Puccinotti (1794-1872), igienista, medico legale e storico della medicina ma anche interessato alle lettere (era sodale di Giacomo Leopardi) ed alla redenzione dei poveri, dei lavoratori e dell’Italia. A Puccinotti Morelli rimarrà sempre legato culturalmente sino a ripercorrerne le orme come storico della medicina.
Da Pisa Carlo Morelli va a Firenze, a 
S. Maria Nuova, passaggio all’epoca obbligato per la “specializzazione”, e si lega alla scuola di Maurizio Bufalini (1787-1875), clinico dell’osservazione e della sperimentazione ma contrario alle posizioni estreme ed ammantate di ideologie; del maestro, curerà nel 1851 
l’edizione dei Discorsi politico-morali, una specie di “manifesto” scientifico e sociale nel quale evidentemente si riconosce. A S. Maria Nuova si svolgerà tutto il suo percorso professionale sino al primariato ottenuto nel 1874.
Della causa risorgimentale Morelli si mostra chiaramente simpatizzante ma non proprio militante come lo erano invece in quegli anni altri medici toscani a cominciare dal famoso chirurgo Ferdinando Zannetti (1801-1881), quello che estrasse la pallottola da “fuoco amico” dal piede di Giuseppe Garibaldi; manifesta tuttavia precocemente uno speciale impegno ed una ricerca (arricchiti dalla conoscenza della letteratura internazionale) in campo sociale che si aggiungono a quella precisamente clinica ed a testimone ci sono i suoi molti scritti dei quali si ricordano solo i più notevoli: prefazioni ed aggiunte ad alcune opere dell’autorevole riformatore Jean-Étienne Dominique Esquirol (1772-1840) sulle malattie mentali (1846-1847); Della pazzia in rapporto ad alcuni elementi della civiltà (1850) dove si rappresentano il “disordine economico, la corruzione pubblica” e quindi la povertà “delle quali resultato frequente e tristissimo sono le pazzie”; l’interesse per la “pubblica igiene” viene dimostrato oltre che da scritti tendenti a suggerire delle “riforme” come Intorno alla 
Polizia Medica di Toscana (1848), da rendiconti puntuali di una sua attività che potremmo intendere come “medico-legale”, ad esempio La questione igienica della Fonderia di rame alla Briglia in Valle Bisenzio presso Prato (1849). In questa operetta, forse non richiesto da nessuna delle due parti in lite, una delle prime controversie moderne in tema di inquinamento ambientale (emissioni solforose ma non solo), Morelli, seguendo l’aforisma ramazziniano “Tale è l’aria quale è il sangue”, suggerisce un cauto allarmismo ed invita, prima di assumere un atteggiamento negazionistico, a ricercare e considerare tutti gli effetti possibili dell’inquinamento, sulle piante e sugli animali. Stessa posizione, ma più decisa, l’autore assumerà in Analisi igienica delle fabbriche di Sevo (1868) quando scriverà “Amico e fautore della libertà e specialmente delle libertà dell’industria, non si può non far plauso ad ogni tentativo per moltiplicarla e diffonderla ma non per questo dimenticarsi mai che l’industria non può splendere se non sia morale e cessa d’esserlo ogni volta che per giovare a pochi danneggia molti”.
Per un periodo, attorno al 1850, Carlo Morelli opera, distaccato da S. Maria Nuova, presso l’ospedale per le malattie cutanee S. Lucia che si trovava a Firenze in via San Gallo. È questa l’occasione per affrontare un nuovo “morbo popolare che crucia orribilmente tanti infelici”, molto diffuso nella pianura padana ma presente anche in Toscana; sulla scia di un precedente lavoro del 1814 di Vincenzio Chiarugi (1759-1820) scrive con grande passione scientifica e sociale La pellagra nei suoi rapporti medici e sociali (1855) e tratta delle “cause removibili”, cioè economiche e sociali, del morbo, indicandone con sicurezza la terapia, la dieta più ricca e varia, e rifuggendo da ipotesi eziologiche tanto astruse quanto nocive alle quali si appassioneranno tanti medici ed in primis Cesare Lombroso (1835-1909). Sempre nel 1955, come aveva fatto nel 1767 il medico naturalista Giovanni Targioni Tozzetti (1712-1783), pubblica Cenni sull’alimurgia fiorentina, quasi a complemento del saggio sulla pellagra; alimurgia è “Opera o discorso sulle materie alimentarie, ossia su quelle che tolgono la fame”, che insegna a riconoscere delle piante spontanee, da consumare in tempi di carestia ma non solo. Del 1857 è la fortunata Guida pratica e razionale alla cura dei morbi cronici della pelle che riporta anche immagini suggestive sulle lesioni dermatologiche della “pelle agra”.
Morelli fonda o dirige riviste (Il Tempo. Giornale italiano di medicina, chirurgia e scienze affini; Cronaca medica) e ricoprirà compiti istituzionali di prestigio in concomitanza dei quali sarà capace di esprimere posizioni moderne di grande interesse assurgendo al ruolo di consigliere privilegiato di possibili riformatori, sia prima e che dopo l’Unità d’Italia: Commissario per l’ispezione del carcere di Volterra; Commissario per l’elaborazione di un regolamento igienico del Comune di Firenze e per la riorganizzazione degli studi superiori; da Deputato per la Sinistra nel 1866 (rieletto, si schiererà però con la Destra) si occuperà attivamente del regolamento delle facoltà di medicina, del riordinamento della sanità marittima e del corpo sanitario militare, della riorganizzazione del sistema scolastico e penitenziario, delle modifiche al codice di procedura penale.
Alla fine Morelli ritorna alla clinica, le sue ultime ricerche riguardano dei casi di patologia neurologica e l’anchilostomiasi tra alcune categorie di lavoratori toscani.
Le carte ed i libri di Carlo Morelli sono rimasti inesplorati per circa 150 anni ma oggi risultano ben ordinati e conservati da un suo discendente acquisito, il dott. Roberto Diddi, e sono facilmente consultabili in rete: 
http://www.archiviocarlomorelli.it/home.asp
Ricorrendo il duecentesimo anniversario della nascita, il Centro di Documentazione per la Storia dell’Assistenza e della Sanità (Borgognissanti, 20, 50123 Firenze, tel. 055 6935567; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) organizza, presso la sede dell’Ordine dei Medici di Firenze, per i giorni 6 e 7 dicembre 2016, un Convegno ed una Mostra Documentaria: “Carlo Morelli: un riformatore nell’Italia dell’Ottocento” con un programma che a partire dall’operato e dagli scritti del medico si propone di sviluppare temi quali: attività politica e professionale: rapporti e carteggio con i principali protagonisti del progresso medico-scientifico e politico; sistema manicomiale; sistema carcerario; sistema scolastico; sanità militare marittima; igiene e malattie popolari.

Info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Il nostro sito utilizza i cookies per offrirti un servizio migliore.

Se vuoi saperne di più o avere istruzioni dettagliate su come disabilitare l'uso dei cookies puoi leggere l'informativa estesa

Cliccando in un punto qualsiasi dello schermo, effettuando un’azione di scroll o cliccando su Accetto, presti il consenso all’uso di tutti i cookies.