L’eclampsia della principessa Anna Maria

FERNANDO PRATTICHIZZO, Dirigente Medico di Medicina Interna, Empoli, Azienda Sanitaria Toscana Centro.

Malattia ed eventi familiari nella fine del Granducato di Toscana di Fernando Prattichizzo

 

Parole chiave: eclampsia, Anna Maria di Sassonia, Leopoldo II, Granducato di Toscana

Fernando PrattichizzoNell’analisi storica non vengono considerate o per lo meno vengono sottovalutate le vicende familiari e/o personali dei governanti. Quest’aspetto era ancor più rilevante per i regimi monarchici, soprattutto quelli assolutistici. La fine del Granducato di Toscana con l’improvvisa partenza il 27 aprile 1859 di Leopoldo II avvenne senza spargimento di sangue e senza i festeggiamenti di popolo, che si auguravano i capi rivoluzionari. Una compiuta analisi del periodo è stata brillantemente realizzata nel 2014 dal Prof. Giovanni Cipriani col saggio “Una battaglia politica internazionale”. A questa vorrei aggiungere alcuni aspetti delle vicende familiari del Granduca, che possono aver influenzato la sua decisione politica finale. In quei tempi le casate dei regnanti procedevano ad una preliminare valutazione politica delle alleanze per stabilire il matrimonio dei pretendenti al trono, finendo spesso per imparentarsi con le casate dei soliti stati. Leopoldo II era figlio di Luisa Maria Amalia di Borbone-Napoli, aveva sposato in prime nozze il 16 novembre 1817 la principessa Maria Anna Carolina di Sassonia, deceduta per tubercolosi e sepolta in San Lorenzo a Firenze, in seconde nozze il 7 giugno 1833 Maria Antonia di Borbone. L’ultimo Re delle Due Sicilie Francesco II lo chiamava “zi’ Popo’ di Firenze” e raccomandava alla moglie Maria Sofia di Baviera di non fidarsi mai dei parenti di Torino: “Piemontesi falsi e cortesi”.Vittorio Emanuele II di Savoia era figlio di Maria Teresa d’Asburgo-Lorena di Toscana ed aveva sposato la cugina Maria Adelaide d’Asburgo-Lorena di Milano. Leopoldo II, dovendo decidere all’interno del suo stesso circuito familiare, giacché Vittorio Emanuele II era suo nipote e Francesco Giuseppe suo cugino, decise di evitare l’incipiente II guerra d’Indipendenza e di rifugiarsi in Austria. Oltre alle ovvie considerazioni politiche, su tale decisione può aver influito non solo la morte della prima moglie Maria Anna Carolina di Sassonia, ma anche la morte di Anna Maria di Sassonia, prima moglie del figlio, il futuro Ferdinando IV. L’8 gennaio 1859 si erano sposati per procura a Monaco di Baviera Francesco delle Due Sicilie e Maria Sofia di Baviera, sorella dell’Imperatrice d’Austria Elisabetta, detta Sissi.

Figura 1

L’arrivo di Maria Sofia a bordo della pirofregata “Fulminante”, partita da Trieste, era previsto a Bari e mentre si trovava in attesa ancora lì, i Reali delle Due Sicilie invitarono la famiglia di Leopoldo II a Napoli per i festeggiamenti delle nozze. Leopoldo II arrivò a Napoli il 22 gennaio, dopo aver ossequiato il Papa Pio IX a Roma. Nei giorni successivi Anna Maria presentò una minaccia d’aborto con gravi successive complicanze fino alla morte, dettagliatamente descritte da Leopoldo II. Il dì 4 febbraio “la sera si aggravò: alla reumatica gastrica si era aggiunta una infiammazione delle membrane, lingua e fauci si disquamavano”. Secondo l’interpretazione storica ufficiale si trattava di febbre tifoide, causata probabilmente dall’ingestione di frutti di mare inquinati. Il 6 febbraio Anna Maria abortì tra i patimenti. “Il 6 febbrajo poi venuto, in delirio chiamava la sua bambina, la sorella Sidonia…; l’utero era libero, ma le forze declinavano. Antonietta (la Granduchessa) l’assisteva di continuo. Il dì 8 una convulsione indicò che era minacciato il sistema nervoso; dopo altra fatale, nelle braccia del marito le fu amministrato l’olio santo… Ebbe calma ancora, prese acqua fresca, prese cibo, rispose. Ma ecco l’agonia. Ferdinando svenuto si conduce fuori, e si restò il padre Cerchi confessore, Antonietta ed io. “Mamà, Mamà!” disse, ché dalla spina saliva convulsione totale… Al levar del sole, Anna presa da convulsioni di nuovo, padre Cerchi piangendo: <La Madonna la liberi da tali tormenti>… le convulsioni si diradano, li tratti del volto si acquietano… le labbra, pallor si diffonde… Antonietta le chiude li occhi, le pone le braccia in croce, Ferdinando la bacia, la contempla… Anna Maria muore il 10 febbraio 1859. Il 13 avviene la partenza da Napoli. Il feretro è posto nella carrozza di gala e raggiunto il porto militare, viene imbarcato sulla fregata da guerra napoletana “Il Ruggero”, che fa rotta verso Livorno. Il giorno 15 viene gettata l’ancora nelle acque del porto labronico. Da quel momento il cannone sparerà un colpo ogni cinque minuti. La cassa viene caricata su una lancia e portata a terra. Su strada ferrata viene effettuato il viaggio verso Firenze, con arrivo alle 16.45.

Figura 2

Il feretro viene posto su una carrozza di lutto a sei cavalli, circondata dai ciambellani con torcia e preceduta dalla truppa. Ultima tappa è la Basilica di San Lorenzo, ove le esequie solenni si tengono il 17 marzo. L’evento diventa motivo di calunnie, come racconta Leopoldo: “In Toscana fu sparso che Anna avesse abortito, alcuni dicevano ad Acquapendente, altri a Roma, e noi senza core e giudizio si avesse voluto portar a Napoli e da ciò nata malattia irrimediabile: alla nostra gita a Napoli si attribuiva fine politico, fuga da Toscana”. I rivoluzionari mettono in giro inoltre la voce, secondo cui la causa della morte della Principessa Anna sarebbero stati i ripetuti amplessi ai quali la sottoponeva il Principe Ferdinando, dagli insaziabili appetiti sessuali. Il 27 aprile Leopoldo II con tutta la famiglia parte dal Forte Belvedere alla volta di Vienna ed appare legittimo supporre che tale decisione sia stata presa non solo sulla base dei tumultuosi eventi socio-politici, ma anche sulla base degli avvenimenti familiari, che avevano visto morire in giovane età sia la prima moglie di Leopoldo II, che del figlio Ferdinando, entrambe sassoni. Per giunta, la seconda morte era avvenuta per convulsioni febbrili, ascritte a tifo addominale, in realtà convulsioni epilettiche verosimilmente eclamptiche, che per le conoscenze mediche dell’epoca non potevano che turbare oltremodo la mente di un fervente cattolico, com’era Leopoldo II. Oggi sembra molto più verosimile che la morte della Principessa Anna Maria sia stata determinata, quindi, da uno stato di “male eclamptico”, che ai nostri tempi è diventato sempre più raro, per l’identificazione e il trattamento precoce dell’ipertensione arteriosa che la sottende e per la disponibilità di farmaci anticonvulsivi fondamentali, come i barbiturici e i sali di magnesio.

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