pozzo

La morte nel pozzo

Mario GraevMario Graev, Già Ordinario di Medicina Legale e delle Assicurazioni nella Facoltà di Medicina e Chirurgia nell’Università degli Studi di Firenze

 

 

 

La morte nel pozzo è un evento suicidario, che statisticamente rappresentava circa il 15-20% dei suicidi per annegamento.

I pozzi, quelli di una volta, non esistono più, se non per esigenze di irrigazione.

Per il medico e per la gente il suicidio di una donna che si getta nel pozzo suscita sempre una profonda emozione, soprattutto per il medico quando rigira tra le mani la sua anima e si rende conto che la sua professione non è solo tecnica, ma profondamente umana e ciò arricchisce, elevandola, la deontologia. Immaginiamo “Maria”, la persona che, gettandosi nel pozzo, concluse la sua vita terrena.

Giustifica questa sua tragica scelta l’abbandono da parte del suo “Giuseppe” invaghitosi di un’altra donna.

Innamoramento in senso psicanalitico è uno stato ossessivo che può sfociare in uno stato di follia tale da esserne trasformato in un delirio mortale.

Maria perse il significato della spaventosa e oscura profondità del pozzo, oltre 30 metri, che in realtà rappresenta l’orrido abisso.

Non conta che alcune notti prima la luna si specchiasse serena nel pozzo, Maria era disperata e altro non vedeva che la fine del suo dolore, non c’era più spazio alla speranza.

Per Giuseppe un amore finito, per Maria un amore disperato che la conduceva al suicidio. Quanto più piccola è la sfera ovalare dell’acqua nel pozzo, maggiore è la sua profondità.

Sapere che il pozzo ha troncato una vita, il suo profondo diviene abissale e mortale.

Non voleva più considerare che gettandosi nel pozzo non aveva la minima possibilità di tornare sulla decisione presa, il muro interno non le avrebbe dato alcuna possibilità di appiglio.

Nel suo percorso verso il destino era già del tutto anestetizzata, la decisione era presa, già suicidata la sua mente, il percorso da fare fino al pozzo era un mero fatto fisico, già un “morto che cammina”.

Sono rimasti sul pozzo solo il rotondo muro di mattoni, i sostegni di ferro e la carrucola arrugginita.

Chiuso l’imbocco.

Hanno adagiato quattro vasi di gerani.

Sopra una bandiera segnavento arrugginita garrisce quando il tramontano soffia.

Questo mio scritto è un ricordo doloroso di tutte quelle donne che per un amore disperato hanno concluso volontariamente la loro giovinezza.

 

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