I Social Media in ambito sanitario

Marco MasoniMARCO MASONI

 

 


MARIA RENZA GUELFI
JONIDA SHTYLLA

Unità di Ricerca di Innovazione Didattica ed Educazione Continua in Medicina (IDECOM), Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica, Università di Firenze.

Questo è il primo di due contributi che trattano l’uso dei Social Media in ambito sanitario. Il primo chiarisce i concetti di social media e social network site, oltre a fornire statistiche che ne illustrano la diffusione in area sanitaria. Il secondo contributo entra nel merito e discute le linee guida relative all’uso dei social media prodotte da importanti organizzazioni medico-scientifiche internazionali, quali la British Medical Association e l’American Medical Association.

 


Social Media e Social Network Site: caratteristiche e differenze

Con il termine social media si intende l’insieme di applicazioni che consentono di condividere online contenuti testuali, audio e/o video. I social media sono basati sul paradigma del Web 2.0 che consente una forte interazione tra gli utenti della rete, che non sono più solo fruitori di pagine Web aventi contenuti statici e immodificabili tipici del Web 1.0, ma anche produttori di contenuti in modo tale da aumentare la partecipatività in rete. Per questo motivo i social media sono stati definiti anche User Generated Content (UGC), poiché consentono all’utente non avente competenze tecnologiche e informatiche di produrre e condividere contenuti online. I Social Media comprendono blog, wiki, podcast, ed altri applicativi del Web 2.0 che consentono interazione e comunicazione in rete tra cui i Social Network Sites, che comprendono Facebook, LinkedIn, Twitter, ecc.
Una ricerca condotta su 1.520 adulti americani nella primavera 2016 dal Pew Research Center rivela che l’86% sono utenti abituali di Internet: di questi il 79% utilizza Facebook, il 32% Instagram, il 31% Pinterest, il 29% LinkedIn e il 24% Twitter (vedi Figura 1).

social Figura 1
Una delle caratteristiche principali dei social media è consentire comunicazioni principalmente di tipo “molti a molti”, con contenuti aggiornati in maniera rapida e diretta. Ciò è possibile in relazione a un’ibridazione dell’esperienza sociale tra reale e virtuale che si rende indipendente dallo spazio fisico, poiché gli utenti, soprattutto grazie alla ubiquitarietà e pervasività dei dispositivi mobili, sono sempre connessi (always on) con la possibilità di intervenire sui flussi di comunicazione in tempo reale.
I Social Network Sites sono piattaforme che permettono interconnessioni virtuali ed un’estensione più o meno ampia della propria rete sociale. Dopo avere creato un profilo personale un utente può dare origine e/o partecipare a comunità online, gruppi di utenti che condividono specifici contenuti e interessi. Numerosi sono i Social Network Sites disponibili in rete. Pur avendo funzionalità simili, alcuni di essi hanno acquisito particolari declinazioni.
Nato nel 2004, Facebook è il social network site più generalista e più diffuso, comunemente usato dagli utenti per rimanere in contatto con la propria rete di amici virtuali o reali con i quali è possibile interagire, condividere link, pubblicare immagini e notizie. Twitter, presente dal 2006, è un servizio di microblogging, che consente la pubblicazione di messaggi testuali con al più 140 caratteri in una piattaforma capace di creare reti sociali. LinkedIn è invece un social network site principalmente rivolto all’ambito lavorativo: offre infatti la possibilità di inviare online un curriculum vitae allo scopo di allargare la rete di conoscenze professionali e favorire la ricerca di un’occupazione. Instagram permette di condividere fotografie, modificarle con operazioni di filtraggio in modo tale che possano essere valutate dai follower (meglio conosciuti come amici) attraverso i “likes” (mi piace).
Esistono inoltre Social Network Sites specifici per l’ambito sanitario. Uno dei più diffusi è Sermo, denominato Facebook per i medici. Nato negli Stati Uniti, si è esteso a livello globale tanto che ne esiste una versione in lingua italiana. In tale piattaforma i medici, frequentatori esclusivi del sito, possono discutere casi clinici ed esprimere opinioni su argomenti sanitari (vedi Figura 2).

social Figura 2

La diffusione dei social media tra i professionisti sanitari
Numerose e recenti indagini statistiche hanno dimostrato che i professionisti della salute utilizzano pesantemente i social media partecipando a comunità virtuali, tanto da caratterizzare un nuovo paradigma che prende il nome di Medicina 2.0, un termine che si riferisce alle metodologie e pratiche sanitarie connesse all’uso degli applicativi del Web 2.0. Altri studi riportano come la partecipazione ai social media sia in crescita ma con una rapidità diversa per studenti di Medicina e delle Professioni Sanitarie rispetto a coloro che operano nel sistema. Nel primo caso la percentuale di chi possiede un profilo personale su Facebook varia dal 64% al 96%, mentre per i professionisti è inferiore: dal 12% al 46% a seconda dei sondaggi. Questa elevata frequentazione degli studenti nei social media ha spinto numerose Scuole di Medicina a presidiare questo ambiente virtuale con una presenza su Facebook stimata intorno al 95% negli Stati Uniti, mentre su Twitter la percentuale scende al 10%.

Rischi correlati all’uso dei social media
In linea teorica, i social media potrebbero costituire uno strumento utile per offrire ai pazienti la possibilità di interagire e di comunicare con esperti a cui richiedere informazioni relativamente a opzioni e possibilità terapeutiche, consigli pratici e sviluppi della ricerca biomedica. Nonostante questi innegabili vantaggi, l’uso dei social media comporta anche dei rischi. Uno dei più importanti è l’eventualità che un’interazione online tra medico e paziente conduca alla divulgazione di dati sensibili. Per evitare questa possibilità occorre ricordare sempre che Internet è uno spazio pubblico dove le informazioni sono accessibili da soggetti terzi, che possono propagare ulteriormente i contenuti all’insaputa di chi li ha pubblicati. Date queste premesse il professionista sanitario dovrebbe adottare la massima attenzione per mantenere la riservatezza delle informazioni cliniche, evitando la loro divulgazione.
Un altro importante rischio che accompagna la frequentazione dei professionisti della salute nei social media è la diffusione di atteggiamenti e/o comportamenti che contrastano con una corretta etica professionale. Ciò può avvenire nel momento in cui i medici condividono fotografie, filmati e/o contenuti personali non adeguati al loro profilo: per esempio quando consumano sostanze alcoliche, o inviano messaggi contenenti un linguaggio scurrile o discriminazioni sociali.
Un esempio di comportamento non coerente con i principi etico-professionali che si è verificato negli Stati Uniti è il cosiddetto “Lying down game” che consiste nel pubblicare in rete immagini personali in posizione prona in luoghi pubblici. Infermieri, medici e psicologi che hanno partecipato a questo “gioco” hanno utilizzato per lo più lettini ospedalieri situati in sale operatorie e ambulanze oppure poltrone in sale d’attesa (vedi Figura 3).
Ovviamente ciò ha suscitato la disapprovazione dei datori di lavoro che hanno sanzionato o licenziato i dipendenti. Inoltre alcuni protagonisti di questi comportamenti disdicevoli sono stati radiati dall’albo professionale e, se studenti, espulsi dal Corso di Laurea.

social Figura 3
In base alle riflessioni precedenti invitiamo i professionisti sanitari a mantenere atteggiamenti corretti non lesivi dell’immagine professionale, anche perché un numero sempre crescente di organizzazioni recluta  il personale attingendo e consultando contenuti e informazioni pubblicate nei social media.
La possibilità di divulgare online i dati sensibili del paziente e di mantenere un comportamento consono con il proprio profilo professionale rende estremamente utile la produzione di linee guida che siano di ausilio al medico e ad ogni professionista per utilizzare in modo adeguato i social media, in modo tale che rappresentino uno strumento aggiuntivo da declinare verso una corretta erogazione dei servizi sanitari.
Gli studenti che intraprendono oggi la carriera di medico possiedono una notevole familiarizzazione tecnologica ma una scarsa competenza digitale. Questo scenario rende assai probabile un futuro utilizzo massivo dei social media in ambito sanitario a cui tutti i professionisti dovranno essere formati. Le principali organizzazioni internazionali dei paesi occidentali hanno da tempo intrapreso questo percorso producendo linee guida che rappresentano un prezioso ausilio pratico ed etico.
Per questo motivo, nel prossimo contributo, cercheremo di definire una cornice di riferimento che possa essere utile agli attuali medici e a coloro che lo diventeranno in futuro per un uso appropriato dei social media.


BIBLIOGRAFIA
Le voci bibliografiche possono essere richieste a:
 

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