La produzione di mappe di rischio territoriali legate alla presenza di piante arboree allergeniche

Francesca Natali, Centro di Bioclimatologia, Università degli Studi di Firenze

In Toscana viene effettuato un continuo monitoraggio aerobiologico attraverso la raccolta dei dati delle concentrazioni polliniche da parte di stazioni aerobiologiche diffuse sul territorio. Nell’ambito del Progetto AIS LIFE (LIFE13 ENV/IT/001107), i dati di alcune stazioni sono stati utilizzati per l’elaborazione settimanale di mappe di rischio delle principali specie allergeniche arboree.

 

Parole chiave: Mappe, pollini, rischio sanitario, allergia respiratoria

francesca nataliIntroduzione
Negli ultimi decenni si è assistito a un aumento del numero delle persone affette da rinite allergica e asma (World Allergy Organization). Tale crescita è legata anche alle variazioni climatiche; infatti l’aumento di circa 0,5°C della temperatura è molto significativo per le piante che tendono a prolungare il periodo di pollinazione, ovvero la produzione e il rilascio dei granuli pollinici in atmosfera. Alcune specie hanno anticipato il periodo di fioritura, altre hanno raddoppiato il numero di pollinazioni nel corso dell’anno, rappresentando un vero e proprio problema sanitario per i 18 milioni di italiani che soffrono di allergie al polline.
Anche per la popolazione pediatrica quello della pollinazione è un momento particolarmente difficile. Secondo recenti studi, l’allergia si lega anche a una riduzione del rendimento scolastico a causa del sonno disturbato e della difficoltà di concentrazione.
In Italia la rinite allergica ha raggiunto il 25,8% di prevalenza nella popolazione. La rinite allergica e l’asma hanno un impatto economico significativo sul paziente, sulla sua famiglia e in generale sulla società.
I motivi dell’incremento della suscettibilità allo sviluppo di allergie restano ancora poco chiari, ma lo stile di vita e i fattori ambientali come l’esposizione agli inquinanti dell’aria, sia outdoor che indoor, e la ormai comprovata sinergia tra pollini e inquinanti giocano sicuramente un ruolo primario nell’innescare e favorire l’insorgenza di allergopatie.

Il Progetto AIS LIFE e le mappe di rischio polliniche
Il progetto AIS LIFE (aerobiological information systems and allergic respiratory disease management), finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma LIFE+ 2007-2013 e coordinato dall’Università degli Studi di Firenze, Centro di Bioclimatologia, vede la partecipazione di Italia, Francia e Austria e si propone di approfondire le conoscenze sulle malattie respiratorie provocate dalle allergie ai pollini a beneficio delle politiche sanitarie e ambientali.
Uno dei principali obiettivi è quello di realizzare due sistemi informativi aerobiologici a Pisa, Parigi, Lione e Vienna, volti a migliorare la gestione della malattia allergica respiratoria legata al polline, incrementando la qualità della vita, riducendo i sintomi, le riacutizzazioni, l’uso dei farmaci, in definitiva dando vita a un management sanitario più virtuoso.
Tra i punti di innovazione del progetto, la creazione di un calendario pollinico personalizzato consultabile online e l’integrazione con i dati di inquinamento atmosferico a seguito dei recenti avanzamenti scientifici che mostrano un’importante sinergia tra pollini e pollutanti dell’aria.
Sempre nell’ambito del progetto, sono realizzati due casi studio, in Italia e Francia. In Italia, in particolare in Toscana, è stato effettuato il monitoraggio delle concentrazioni attraverso la raccolta dei dati di alcune stazioni aerobiologiche (Figura 1a)

Fig 1 natali

diffuse sul territorio toscano, nello specifico a Grosseto, Pisa e Firenze. Sono state quindi elaborate mappe di rischio, rivolte alla popolazione allergica, delle principali specie allergeniche arboree nelle quattro aree bioclimatiche in cui è suddivisa la regione Toscana (Figura 1b). I dati aerobiologici sono forniti da Agenzia Regionale Protezione Ambiente Toscana (ARPAT).
Per l’elaborazione delle mappe di rischio è stata effettuata l’analisi dell’uso del suolo attraverso il Software Corine Land Cover e l’Inventario Forestale della Toscana per individuare le famiglie arboree di interesse allergologico più presenti sul territorio toscano e definire la loro distribuzione geografica (Figura 2).

Fig 2 natali


Lo studio prende in considerazione le specie arboree più comuni e responsabili di allergie: Oleaceae (olivo e frassino), Fagaceae (querce, faggio e castagno), Corylaceae (nocciolo, carpino nero e carpino bianco), Betulaceae (ontano e betulla), Cupressaceae (cipresso), Platanaceae (platano).
I dati registrati dalle stazioni aerobiologiche e meteorologiche sono usati per creare mappe di concentrazioni polliniche classificate in assenti, basse, medie o alte per ciascuna famiglia in ciascuna area. Sono state definite zone di 5 e 10 km intorno alle potenziali sorgenti di pollini. Tali zone sono indicate con lo stesso colore, ma con differente tonalità in funzione della fonte da cui provengono le particelle polliniche. Per ciascuna specie è segnalata la tendenza per la settimana successiva. La distribuzione delle concentrazioni polliniche fornisce informazioni utili in relazione al livello di rischio per i pazienti, sulla base dell’area geografica e delle diverse specie considerate.
Di seguito sono riportati alcuni esempi di mappe che vengono diffuse sul web e che rappresentano un importante supporto alla gestione delle terapie dei soggetti allergici (Figura 3).

Fig 3 natali


Al fine di migliorare la qualità delle mappe sia dal punto di vista grafico che scientifico e di fornire informazioni sempre più puntuali, sono in corso approfondimenti tematici relativi alle modalità di diffusione delle particelle polliniche in atmosfera che tengano conto sia dello sviluppo fenologico delle piante in relazione all’andamento delle temperature sia di altri parametri meteorologici (vento, umidità e precipitazioni).
Il Dipartimento di Scienze delle Produzioni Agro-alimentari e dell’Ambiente (DISPAA) e il Centro di Bioclimatologia dell’Università degli Studi di Firenze ringraziano l’Agenzia Regionale per la protezione dell’Ambiente della Toscana per il supporto e la fornitura dei dati aerobiologici.

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