Microclima urbano: ruolo del verde ed effetti sulla salute

Martina PetralliMartina Petralli, Ricercatrice del Centro di Bioclimatologia dell’Università degli Studi di Firenze, con esperienza pluriennale nell’ambito della biometeorologia umana e della climatologia delle aree urbane. Ha conseguito il master in Meteorologia Applicata ed il dottorato in Scienza del Suolo e Climatologia. Dal 2003 collabora con l’Università di Firenze e con l’istituto di Biometeorologia del CNR

Giada Brandani, Simone Orlandini, Centro di Bioclimatologia, Università degli Studi di Firenze

Le città sono caratterizzate dall’isola di calore urbana, fenomeno che determina effetti negativi sulla salute soprattutto in estate. La corretta progettazione del verde può avere effetti positivi sulla salute in termini di riduzione delle temperature, di contenimento di pollini allergenici nell’aria, di riduzione delle concentrazioni di alcuni inquinanti presenti nell’aria e di favorire l’attività fisica.

 

Parole chiave: Ambiente urbano, alte temperature, bambini, pollini, aree verdi


Introduzione
L’aumento dell’età della popolazione e della frazione di popolazione residente nelle aree urbane fa sì che la popolazione urbana sia particolarmente vulnerabile agli effetti del caldo sulla salute. Le città sono, infatti, caratterizzate dall’Isola di calore (Figura 1), fenomeno per cui nelle città le temperature si mantengono più elevate e per un periodo di tempo più lungo rispetto alle aree rurali circostanti (Oke, 1978).

Fig 1 petralli
Alle nostre latitudini, il valore dell’Isola di calore si mantiene generalmente tra i 3 ed i 5°C. La buona gestione e progettazione delle aree verdi urbane può avere effetti positivi sulla salute umana, in termini di riduzione delle temperature (sia come intensità che come durata), in termini di contenimento di pollini allergenici nell’aria, in termini di riduzione delle concentrazioni di alcuni inquinanti presenti nell’aria, in termini psicologici e in termini di aumento dell’attività fisica. A Firenze è stato condotto uno studio sulla distribuzione della temperatura all’interno della città e sono state quantificate le differenze termiche applicando indici climatici. È emerso che all’interno della città, la variabilità termica è elevata e varia in relazione alla presenza e alla tipologia di aree verdi (se alberate o meno) (Petralli et al., 2011). All’interno della stessa città, quindi, le persone possono essere più o meno esposte a condizioni termiche estreme. Un dato significativo riscontrato all’interno di Firenze riguarda le temperature notturne: la notte è il periodo durante il quale l’organismo dovrebbe “riposarsi” dalle condizioni di estremo caldo a cui è stato sottoposto durante il giorno; a causa del fenomeno dell’Isola di calore, in alcune zone della città dove c’è una minore presenza di aree verdi le temperature notturne si mantengono elevate per più tempo, tanto che lo studio condotto a Firenze ha mostrato che nelle aree della città caratterizzate da edifici alti e limitata presenza di aree verdi, il numero di “notti tropicali”(indice che identifica le notti con temperature minime superiori a 20°C) può essere fino a tre volte superiore rispetto alle zone della città più verdi.

Categorie maggiormente vulnerabili agli effetti del caldo sulla salute
La popolazione, nella sua eterogeneità, è suscettibile agli effetti negativi del caldo in maniera diversificata. La sensibilità al caldo può variare in base a fattori sociodemografici come l’età, lo stato di salute, la disponibilità di aria condizionata e il grado di esposizione a condizioni di estremo caldo (Grundstein e Williams, 2018). La parte di popolazione che maggiormente risente degli effetti del caldo è rappresentata dagli anziani, dai bambini, dalle persone allettate e, in generale, da quella parte di popolazione che non riconosce i sintomi legati al surriscaldamento del corpo oppure che non riesce a esprimere le sue necessità. In quest’ultima categoria rientrano anche i neonati e i bambini fino ai 2-3 anni di età. Gli anziani, anche se in salute, hanno spesso problemi legati alla disidratazione in quanto tendono a non sentire lo stimolo della sete (Phillips et al., 1991).

Gli effetti delle aree verdi su ambiente e salute della popolazione
Le aree verdi, nel loro complesso, producono una serie di benefici diretti e indiretti su ambiente e salute. In primo luogo, come già detto, la presenza di aree verdi identifica aree all’interno della città con temperature generalmente più basse delle aree circostanti. Questo è dovuto principalmente al fatto che la vegetazione arborea, grazie alla propria chioma, intercetta una parte della radiazione solare che altrimenti andrebbe a raggiungere le superfici sottostanti, venendo prima assorbita e poi riemessa sotto forma di calore. I suoli con vegetazione erbacea, invece, producono il loro effetto di mitigazione delle alte temperature soprattutto nel periodo serale e notturno, in quanto si raffreddano più velocemente delle aree asfaltate, perdendo facilmente calore per effetti radiativi.
La corretta progettazione del verde ha quindi evidenti benefici sulla popolazione: avere a disposizione aree verdi con condizioni termiche confortevoli induce a svolgere attività fisica all’aperto con maggior sicurezza e può incentivare anche la scelta della mobilità sostenibile: piste ciclabili completamente esposte alla radiazione solare nel periodo estivo saranno, infatti, poco attraenti rispetto al muoversi in auto dotata di aria condizionata.
Un caso particolare è quello dei parchi gioco per bambini (Figura 2): le temperature che possono raggiungere le superfici di alcuni giochi per bambini esposti al sole possono causare ustioni e i bambini che svolgono attività fisiche all’aperto in queste condizioni possono essere più suscettibili ai danni da calore (Vanos et al., 2016).

Fig 2 petralli


Inoltre le specie vegetali raffreddano l’aria circostante grazie ai processi di evaporazione che avvengono dal suolo permeabile su cui si trovano e di evapotraspirazione che avvengano sulle piante stesse. Le piante hanno inoltre la facoltà di intercettare sia fisicamente che chimicamente sostanze inquinanti presenti nell’aria, oltre ad avere la facoltà di fissare anidride carbonica.
Gli effetti negativi prodotti dalla vegetazione sono legati principalmente a due fattori: alla produzione di polline, che può essere allergenico, e alla produzione di VOC – composti organici volatili – che, in determinate condizioni di temperatura e umidità dell’aria, contribuiscono alla formazione di ozono.
Concludendo, le città sono caratterizzate dall’Isola di calore urbana, che determina effetti negativi sulla salute soprattutto nel periodo estivo. Per ridurre gli effetti negativi dell’Isola di calore, la corretta progettazione del verde nelle aree urbane ha un ruolo decisivo. Anziani e bambini rappresentano la parte di popolazione che più risente degli effetti negativi del caldo sulla salute e sono quindi anche la parte di popolazione che maggiormente potrebbe usufruire degli effetti positivi della corretta progettazione del verde in ambiente urbano. Altri effetti positivi del verde in ambiente urbano sulla salute della popolazione riguardano il comfort termico, la qualità dell’aria, l’umore e l’attività fisica.

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