Pollini e allergie

Martina PetralliMartina PetralliRicercatrice del Centro di Bioclimatologia dell’Università degli Studi di Firenze, con esperienza pluriennale nell’ambito della Biometeorologia umana e della Climatologia delle aree urbane. Ha conseguito il master in Meteorologia Applicata e il dottorato in Scienza del Suolo e Climatologia. Dal 2003 collabora con l’Istituto di Biometeorologia del CNR e con l ’Università degli Studi di Firenze

 


Le pollinosi colpiscono circa il 20-30% della popolazione nei Paesi industrializzati. La presenza dei pollini in atmosfera è strettamente legata alle caratteristiche delle specie vegetali e alle condizioni meteorologiche. In un contesto generale di cambiamento climatico e riscaldamento globale, sia i calendari pollinici aggiornati che i bollettini per la previsione dei pollini costituiscono ottimi supporti al medico per una corretta gestione della malattia allergica tramite la terapia.

 

Parole chiave: aerobiologia, pollini, allergeni, malattie respiratorie, fenologia delle piante

 

Introduzione

L’aerobiologia è la scienza che studia le particelle sospese presenti in atmosfera, prendendo in considerazione sia le fonti che le producono sia le modalità di dispersione e trasporto nell’aria, sia gli effetti che queste particelle hanno sull’ambiente e sulla salute umana. Gli aeroallergeni rappresentano un fattore eziopatogenetico molto importante per le malattie allergiche dell’apparato respiratorio, come l’asma bronchiale e la rinite. Numerosi studi epidemiologici e sperimentali hanno confermato che l’inquinamento atmosferico è associato all’aumento della morbilità e della mortalità per neoplasie, malattie cardiovascolari e respiratorie.

La produzione e la diffusione di tutti gli aeroallergeni sono influenzate in modo determinante dalle condizioni meteorologiche, oltre che dalla fonte di emissione. Per quanto riguarda i pollini, non solo la loro diffusione, ma anche la loro produzione da parte delle specie vegetali è influenzata dalle condizioni meteorologiche. Lo studio della relazione tra le condizioni meteorologiche e la fenologia delle varie specie vegetali sta alla base dei modelli di previsione dei pollini e delle spore fungine presenti in atmosfera utilizzati per l’elaborazione dei bollettini di previsione settimanali, strumento utile per perfezionare le strategie terapeutiche dei pazienti allergici e per le strutture sanitarie per meglio allocare le risorse. Gli andamenti e gli eventi meteorologici influenzano il presentarsi e l’intensificarsi di malattie legate alla presenza dei pollini in atmosfera: l’asma da temporale, ad esempio, si osserva quando un forte temporale si verifica durante la stagione pollinica e in queste condizioni tendono ad aumentare anche le visite di medicina generale, le ammissioni al pronto soccorso e le ospedalizzazioni.

Il calendario pollinico

e i bollettini di previsione dei pollini

in Toscana

La fenologia delle specie vegetali è strettamente legata all’andamento meteo-climatico. Sulla base dei dati storici dei rilevamenti dei pollini in atmosfera, vengono elaborati i calendari pollinici. Questi calendari permettono di conoscere il periodo dell’anno in cui mediamente sono stati trovati in atmosfera i pollini di determinate specie o famiglie e quindi ci indicano il periodo in cui sarà più probabile trovarli in futuro: ma i calendari pollinici non sono definitivi, perché la fenologia delle specie vegetali è strettamente legata alle condizioni meteorologiche e alle caratteristiche dell’ambiente circostante. Anche le differenze architettoniche tra ambiente rurale e città determinano delle variazioni microclimatiche che possono causare una variazione nel periodo di produzione del polline da parte della stessa specie, per cui si osserva una fioritura anticipata degli individui della stessa specie che si trovano in città rispetto a quelli che si trovano nelle aree rurali circostanti. Uno studio condotto a Firenze ha evidenziato che differenze di fioritura di alberi della stessa specie si possono osservare anche all’interno del tessuto urbano, in funzione delle caratteristiche urbanistiche e della percentuale di vegetazione presente nelle diverse aree della città.

In Toscana, ARPAT coordina la Rete Toscana di Monitoraggio dei pollini e delle spore fungine, costituita da quattro stazioni di campionamento (Arezzo, Firenze, Grosseto e Lido di Camaiore). I dati del monitoraggio regionale confluiscono nella Rete Italiana di Monitoraggio Aerobiologico POLLnet (Sistema delle Agenzie-ISPRA), sul cui sito internet è possibile consultare alcune elaborazioni parziali dei dati toscani e delle altre regioni italiane (www.pollnet.it). Le famiglie che producono polline che può contenere allergeni e che vengono monitorate da ARPAT tramite il catturatore di pollini sono 16: Aceraceae, Amaranthaceae, Betulaceae, Compositae, Corylaceae, Cuporessaceae, Taxaceae, Fagaceae, Gramineae, Oleaceae (Figura 1), Pinaceae, Plantaginaceae, Platanaceae, Polygonaceae, Salicaceae, Ulmaceae e Urticaceae.

Fig1 Petralli

ARPAT emette settimanalmente dei bollettini sull’andamento delle concentrazioni dei pollini registrati nella settimana precedente all’emissione e sulla tendenza stimata per la settimana successiva. Questi bollettini, consultabili online nella sezione “bollettini” sul sito di ARPAT, si riferiscono alle quattro zone di monitoraggio aerobiologico; il bollettino di previsione dei pollini e delle spore fungine per l’area di Firenze viene elaborato da ARPAT in collaborazione con il Consorzio LaMMA e il Centro di Bioclimatologia dell’Università degli Studi di Firenze e contiene anche le previsioni aerobiologiche e meteorologiche per la settimana successiva e il commento dell’allergologo.

Conclusioni

Gli allergeni contenuti nei pollini rappresentano una delle principali cause di allergie che colpiscono circa il 20-30% della popolazione dei Paesi industrializzati. I cambiamenti climatici e le caratteristiche del territorio influenzano l’inizio e la durata della stagione pollinica e quindi gli effetti che la presenza dei pollini in atmosfera ha sulla salute della popolazione. La consultazione dei calendari pollinici e, ancor più, dei bollettini di previsione dei pollini può quindi essere un utile strumento sia al medico che al paziente per una corretta gestione della malattia allergica: aiuta il medico nella diagnosi (in quanto permette di correlare la storia clinica riferita dal paziente con le positività evidenziate dai test allergologici, in particolare nel caso di soggetti con positività multiple), fornisce indicazioni per iniziare la terapia farmacologica preventiva e permette di aggiustare correttamente la terapia farmacologica durante la stagione pollinica (Figura 2).

Fig2 Petralli

 

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