I limiti della libertà

Antonio Panti

Antonio PantiIl Piano Nazionale Vaccini 2017/19 pone tra gli obiettivi principali quello di “sostenere il senso di responsabilità dei medici e la loro piena adesione alle finalità di tutela della salute collettiva che si realizzano attraverso i programmi vaccinali, prevedendo adeguati interventi sanzionatori qualora sussista un comportamento di inadempienza”. Sembra incredibile che il Ministero e le Regioni si pongano il problema di possibili “comportamenti inadempienti” dei medici. L’Ordine di Firenze aprirà procedimento disciplinare qualora fosse necessario (ma ci sembra più un’ipotesi di scuola che altro), tuttavia precisiamo che, se ci preoccupano gli atteggiamenti antivaccinisti di alcuni rarissimi medici, quasi più dispiace la minore capacità o volontà di rispondere alle richieste di chiarimenti dei cittadini e la carente propensione a prendersi il tempo necessario per convincere. Chi più dei medici può contribuire a superare le gravissime carenze di cultura scientifica proprie di questo paese?
E questo non è un problema da poco. Sul web, assurto al ruolo di oracolo infallibile, trionfano due tesi sulla medicina, o quella di essere al servizio degli interessi delle multinazionali (ma i vaccini fruttano assai meno denaro dei farmaci per chi è già malato) oppure di far parte di una cricca che nasconde i danni da vaccino (ma gli eventi avversi sono infinitamente meno numerosi dei casi  di malattia). Per questo rispondere alle domande dei cittadini non solo è un obbligo deontologico ma rappresenta una difesa del ruolo e del prestigio dei medici che devono avere l’ultima parola quando si parla di tutela della salute. In tempi di “post-verità” spetta ai medici difendere il giudizio di fronte al pregiudizio sulla scienza.
Ecco allora l’altra questione fondamentale, il richiamo di alcune associazioni contro gli obblighi vaccinali in nome del diritto di ognuno a scegliere per sé e per i propri figli. Un tema affascinante, i limiti della libertà. La proposta di legge toscana tocca questo punto e opera una scelta politica che non possiamo che condividere perché risponde a molte domande della medicina. La Costituzione obbliga lo Stato a “tutelare la salute quale diritto dell’individuo e interesse della collettività”. Di fronte ai rischi ambientali, alle disuguaglianze sociali, alla povertà e all’ignoranza quali causa di malattia, è sempre più chiaro che la tutela della salute è anche diritto della collettività e non solo  della singola persona.
Ma la libertà dell’individuo trova limite nel danno o nel rischio altrui. I bambini morti per malattie infettive perché non vaccinati dai genitori per ragioni di fede o per acritico timore della scienza, di quale libertà hanno goduto? E chi corre rischi perché altri bambini non sono vaccinati a quale diritto si appella? La legge deve trovare questi limiti con giudizio e sensibilità ma non può recedere di fronte alla libertà di tutti di essere protetti. È ovvio che il convincimento è strumento incomparabilmente migliore della costrizione. Però le famiglie che non vogliono vaccinare possono educare i loro figli a casa come si fa già in molti paesi senza far correre rischi a altri. Insomma ogni giorno ci accorgiamo che l’esercizio della razionalità trova spesso fortissimi limiti. Uno Stato democratico deve allora esercitare il suo potere e dovere di tutela. Quello stesso potere per cui si multa chi non indossa la cintura di sicurezza in auto. Ciascuno ha il diritto di rifiutare gli antibiotici anche se ciò può fargli rischiare la vita. Ma non può pensare che si tolleri la mancata vaccinazione di chi frequenta comunità infantili, perché così la sua libertà lede quella degli altri.
Purtroppo non si possono fare cinture sanitarie di fronte a malattie presenti in tutto il mondo né ha senso vaccinare quando siamo già in periodo epidemico. I medici si attrezzino per affrontare queste difficoltà: rispondere con pacatezza e serietà alle domande (le celebri FAQ) e difendere la medicina scientifica. E comincino col dare il buon esempio e vaccinarsi loro stessi: il recente ricovero per morbillo di alcuni medici fiorentini non è di buon esempio per i pazienti.

In Evidenza

Si informano i lettori di Toscana Medica che sarà di prossima pubblicazione un forum dal titolo “LA FRAGILITA’ OSSEA: UN PROBLEMA CHE POSSIAMO AFFRONTARE MEGLIO”. Si ringrazia la

lilly

per il proprio contributo non condizionante.

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