Novità vere e costi che aumentano

Antonio Panti


Antonio PantiDa più di cent’anni, la Scienza sospetta che il legame fra sistema immunitario e patologia oncologica sia particolarmente forte. Ormai è noto che la diminuzione delle difese immunitarie faccia perdere il controllo sulle cellule cancerogene e pendere la bilancia a favore dell’ospite patologico. Ecco quindi che i nuovi farmaci bersaglio, che agiscono attraverso il sistema immunitario, rappresentano non solo la conferma di un’acquisizione scientifica, ma una novità terapeutica importantissima. Un’innovazione che si inserisce nel trend moderno della medicina di precisione, quella che colpisce bersagli individuali e quindi promette risultati significativi. Ad oggi la risposta a questi farmaci è limitata al melanoma e ad alcune forme di tumore polmonare, ma la strada che si è aperta è ricca di promesse attraverso una sorta di rieducazione del sistema immunitario. Ad oggi queste terapie si affiancano a quelle tradizionali ed è altrettanto chiara la differenza rispetto ai vaccini oncologici, che in realtà prevengono la patologia dalla quale si può sviluppare un tumore, ad esempio del collo uterino o un epatocarcinoma. I nostri esperti sostengono che queste nuove strade, fortemente specialistiche, esigono una crescita culturale di tutti i medici e un ulteriore miglioramento del rapporto con il medico generale che segue il paziente a domicilio. Questa novità è paradigmatica di uno dei migliori problemi della sanità, e cioé il rapporto fra il costo di una terapia, il diritto di tutti a riceverla (equità) e la sostenibilità economica. Come districare una questione così complessa? Intanto omogeneizzando il comportamento delle aziende sanitarie; poi con una corretta registrazione della casistica e una precisa identificazione dei pazienti; infine il problema vero è definire le priorità. Come si sceglie e come si evita di ritrovarsi nella situazione di quasi tutti i Paesi del mondo in cui chi vuole curarsi con questi farmaci li paga di tasca propria? Altresì è vero che i risultati e la tendenziale cronicizzazione delle malattie a seguito di queste terapie deve influenzare il conto economico. È fondamentale che i professionisti definiscano percorsi oncologici comuni e che vi sia un’attenzione alla sostenibilità, non solo clinica ma anche organizzativa. Insomma, non esiste un diritto all’innovazione ma un “diritto governato alla innovazione” nella cui definizione siano coinvolti i cittadini. Su un tema come questo occorre ottenere la partecipazione e la condivisione di tutti gli attori, se vogliamo garantire i vantaggi che l’oncologia ci promette e far fronte al drammatico aumento dei costi. Uno sforzo di responsabilizzazione congiunta dei medici, delle amministrazioni, dei politici e dei cittadini onde razionalizzare queste prescrizioni. Tuttavia di fronte al carico empatico della malattia cancerogena la migliore difesa è la rete che offre le stesse possibilità e parla lo stesso linguaggio a tutti i pazienti. Infine la sperimentazione diffusa in tutte le sedi può accelerare i tempi e così rispondere al concreto bisogno di rapidità di introduzione in commercio di questi farmaci. Quindi nessuna decurtazione sul corretto percorso delle sperimentazioni, ma diffusione di queste e maggior rapidità nella raccolta dei risultati anche attraverso un eventuale sistema nazionale di controllo. L’industria chimica non può non collaborare a progetti del genere anche perché la sua sopravvivenza è legata alla reale possibilità di impiego di farmaci sempre più costosi. Insomma trasparenza, responsabilità e organizzazione dovrebbero farci evitare derive verso l’iniquità.


Si ringrazia MSD Italia Srl
per aver contribuito alla realizzazione della presente pubblicazione

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Si informano i lettori di Toscana Medica che sarà di prossima pubblicazione un forum dal titolo “LA FRAGILITA’ OSSEA: UN PROBLEMA CHE POSSIAMO AFFRONTARE MEGLIO”. Si ringrazia la

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per il proprio contributo non condizionante.

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