Smettere di fumare

Antonio Panti


Antonio PantiOggi il tumore polmonare rappresenta la prima causa di morte tra le malattie oncologiche negli uomini e sta guadagnando rapidamente posizione nelle donne. In Toscana la prevalenza è di circa 40 mila casi e come tutti sanno oltre il 70% sono fumatori.
Il fumo incide ancora in una percentuale superiore al 20% nella popolazione e le donne fumatrici stanno eguagliando il numero degli uomini. È evidente quindi, al di là delle prove scientifiche che ormai possediamo, la stretta relazione causale tra tabacco e tumore del polmone. Ecco perché il primo impegno dei medici e dei politici dovrebbe essere quello di investire nella lotta al fumo, il che produrrebbe migliori risultati di qualsivoglia terapia.
I costi umani e sociali dei tumori polmonari sono infatti elevatissimi e l’aumento della speranza di vita con una qualità percepita ragionevole ha comunque grandi costi e la prognosi resta sfavorevole. L’adenocarcinoma polmonare è una forma legata al fumo in cui la diagnosi precoce è particolarmente difficile mentre i tentativi di screening con la Tac spirale hanno dato fin ora risultati incerti e molto costosi. Per inciso ricordiamo che il fumo non è l’unico inquinante ambientale, tuttavia è l’unico per il quale si hanno dati certi.
Una volta che la diagnosi è stata posta e superato il primo approccio chemioterapico o più raramente radioterapico e dato per scontato l’eventuale intervento chirurgico, la seconda linea di farmaci comprende delle novità delle quali si è discusso in questa serata. Lo scopo che sembra raggiunto è quello di allungare la vita, garantendo una migliore qualità percepita. I criteri di selezione del target sono prevalentemente clinici e quindi da affidare ai centri oncologici. In Toscana i centri sono circa 16 e già sufficientemente in grado di costituire una rete operativa che può far fronte alle molteplici esigenze dei diversi singoli casi. I centri sono in genere dotati di équipes multiprofessionali particolarmente utili nell’utilizzo di farmaci innovativi. Certamente occorre migliorare i rapporti con i medici generali che hanno sempre in cura questi pazienti sia per qualsiasi malattia intercorrente che per qualsiasi reazione avversa. Infine anche in questo caso si pone l’annoso problema della sostenibilità del servizio. I costi per il nuovo farmaco sono senz’altro confrontabili con qualsiasi altro intervento di seconda linea. Anzi possono essere anche minori. Quindi il problema è quello che si presenta per ogni terapia oncologica avanzata ed è la questione generale del prezzo dei farmaci rispetto alla realtà dei risultati. L’orientamento moderno verso la cronicizzazione di questa come di altre molte forme oncologiche rappresenta comunque un grande successo.

 

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