I Massive online open Courses in Medicina

Maria Renza Guelfi  Unità di Ricerca di Innovazione Didattica ed Educazione Continua in Medicina (IDECOM), Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica, Università di Firenze.
M. Masoni  Unità di Ricerca di Innovazione Didattica ed Educazione Continua in Medicina (IDECOM), Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica, Università di Firenze.
J. Shtylla Unità di Ricerca di Innovazione Didattica ed Educazione Continua in Medicina (IDECOM), Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica, Università di Firenze. 
G.F. Gensini  Già Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica, Università di Firenze.


Maria Renza GuelfiQuesto contributo tratta i Massive Online Open Courses, particolari risorse formative aperte (Open Educational Resources) che possono essere accedute da un elevato numero di utenti mediante piattaforma e-learning. Il loro trend di produzione in continua crescita da parte delle più prestigiose istituzioni universitarie internazionali ne rende necessaria una specifica trattazione. Maggiori approfondimenti sono disponibili nell’articolo “Open Educational Resources in Medicina”, pubblicato dagli Autori sulla rivista Tutor della Società Italiana di Pedagogia Medica.

I Massive Open Online Course (MOOC) sono Open Educational Resources (OER) dirette a un elevato numero di utenti che possono essere accedute mediante piattaforma e-learning, senza il pagamento di una tassa di iscrizione. 

L’origine dei MOOC risale al 2008, quando George Siemens e Stephen Downes organizzarono un corso aperto disponibile gratuitamente online dal titolo “Connectivism and Connective Knowledge”, che registrò l’iscrizione di oltre 2.200 studenti. Tutti i materiali erano liberamente disponibili e gli studenti potevano partecipare attraverso strumenti collaborativi, quali l’invio di post su blog e forum.

Un formatore Canadese, Dave Cormier, utilizzò il termine “MOOC” per descrivere questo nuovo tipo di evento formativo, caratterizzandolo come un corso gratuito, aperto a tutti e avente una data di inizio e di fine. Inoltre tali Corsi, accessibili via Web, richiedono un numero elevato di studenti per contribuire a un ambiente di apprendimento connesso. Questo tipo di MOOC viene ora denominato cMOOC (connettivistic MOOC), perché costruito attorno a un contenuto di base che deve essere fruito dai partecipanti ma la cui particolarità è rappresentata da un’ampia comunità che contribuisce in modo collettivo allo svolgimento, all’ampliamento e allo sviluppo del corso.
In un cMOOC gli studenti sono incoraggiati in modo non obbligatorio a contribuire sotto forma di post in blog, social network ecc. che vengono aggregati dagli organizzatori del corso e i corrispondenti indirizzi distribuiti a tutti i partecipanti tramite e-mail o newsletter.
Pur riconoscendo questo tipo di attività didattica interessante, molti docenti e discenti non la ritengono tale perché completamente diversa rispetto alle tradizionali attività formative strutturate e organizzate nella forma di corsi, in cui un preciso periodo temporale viene dedicato alla loro frequentazione. Per questo motivo importanti istituzioni come Stanford e MIT si sono impegnate a costruire nuovi tipi di MOOC, denominati xMOOC, strutturati in modo più simile a un corso convenzionale rispetto a un cMOOC, e organizzati in una sequenza ben definita di esercizi, valutazioni e interazioni comunicative in cui esiste una chiara distinzione tra docenti e discenti.
Generalmente offerti da piattaforme universitarie, gli xMOOC sono modellati intorno ai materiali didattici di un corso tradizionale e si basano su teorie dell’apprendimento e metodi di insegnamento tipici della formazione universitaria. Tipicamente sono organizzati intorno a lezioni frontali e questionari di valutazione; usano pochi contenuti esterni alla piattaforma perché la maggior parte dei materiali didattici consiste in lezioni preregistrate il cui video è disponibile nella homepage del corso.
Occorre pertanto differenziare due diversi tipi di MOOC: i cMOOC, basati su una costruzione collaborativa della conoscenza e gli xMOOC da fruire principalmente in autoapprendimento. Tra questi due estremi sono possibili forme ibride che combinano in varia modalità e tempi i due approcci. Gli xMOOC non sono quindi meglio o peggio dei cMOOC, sono diversi. Un altro aspetto significativo che differenzia un xMOOC da un cMOOC è l’organizzazione che lo propone. In un cMOOC un gruppo di esperti costruisce il corso, mentre in un xMOOC i produttori sono solitamente istituzioni universitarie e, in qualche caso, compagnie a fini di lucro (for-profit) in grado di investire ingenti finanziamenti per produrre video e altri contenuti didattici da rendere disponibili su piattaforme e-learning.
Nell’autunno 2011 l’attivazione da parte della Università di Stanford di un MOOC sull’argomento Intelligenza Artificiale ha registrato oltre 100.000 iscritti. La numerosità dei partecipanti ha fatto esplodere il fenomeno MOOC creando importanti aspettative e stimolando riflessioni sul futuro e sulle potenzialità innovative della rete nella formazione. Ciò ha favorito la nascita di due importanti start-up dall’Università di Stanford: Udacity e Coursera. Nel 2012 Harvard e MIT diedero origine ad EdX. Coursera ha poi costituito una forma di partnership con numerose Università, tra cui le americane Princeton, John Hopkins, Columbia e Duke. L’Università La Sapienza e la Università Bocconi sono per ora le uniche istituzioni italiane che contribuiscono ai corsi di Coursera.
È importante ricordare anche OpenupEd, un portale per l’erogazione dei MOOC attivato nell’Aprile 2013 con il supporto dell’Unione Europea, e Future Learn, una piattaforma di erogazione dei MOOC gestita dalle principali Università del Regno Unito e dalla Open University. Infine la Khan Academy, un’organizzazione no-profit che rende liberamente disponibili in rete migliaia di corsi su innumerevoli argomenti nella forma di video della durata di circa 10 minuti.
Recentemente in Italia si è costituito il Consorzio EDUOPEN, sostenuto dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca), che mira a fornire libero accesso ai corsi di istruzione superiore per migliorare e innovare l’insegnamento e l’apprendimento. EDUOPEN fornirà un sistema di corsi liberi e aperti in più lingue e mediante diversi approcci didattici: in presenza, a distanza e in modalità mista. Il progetto è gestito da Edunova, Centro Interuniversitario per l’Innovazione in materia di Istruzione, Ricerca e Comunicazione condotto dall’Università di Foggia.
I partner attualmente presenti sono: Politecnico di Bari, Università di Bari, Università di Foggia, Università di Ferrara, Università di Genova, Università di Modena e Reggio Emilia, Università di Parma, Università del Salento, Università Milano-Bicocca, con il supporto tecnico di CINECA e Moodlerooms. Eduopen è un progetto aperto a cui possono partecipare altre Università nazionali e internazionali; la descrizione del consorzio è disponibile all’indirizzo http://eduopen.it.
All’indirizzo http://www.mooc-list.com, il lettore interessato può ricercare all’interno di un database di MOOC forniti da differenti provider.

 

Info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

In Evidenza

Si informano i lettori di Toscana Medica che sarà di prossima pubblicazione un forum dal titolo “LA FRAGILITA’ OSSEA: UN PROBLEMA CHE POSSIAMO AFFRONTARE MEGLIO”. Si ringrazia la

lilly

per il proprio contributo non condizionante.

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