Visita di idoneità medica all'attività agonistica

Giorgio Galanti  Ordinario di Medicina Interna AOU Careggi, Adjunct Professor Sports Medicine and Nutrition University of Pittsburg. Direttore della Scuola di Specializzazione in Medicina dello Sport e dell’Esercizio. Direttore SODc di Medicina dello Sport e dell’Esercizio.

A. Bartoletti  Regione Toscana Direzione Diritti di Cittadinanza e Coesione Sociale, Settore “Prevenzione e Sicurezza in ambienti di vita alimenti e veterinaria”.

A. Baldasseroni  Responsabile operativo CeRIMP-Centro Regionale Infortuni e Malattie Professionali, Regione Toscana.

P. Calà  Direzione Generale. Diritti di Cittadinanza e Coesione Sociale. Settore Prevenzione e Sicurezza ambienti di lavoro, alimenti e veterinaria.

G. Boccuti

C. Gianelli  Regione Toscana Direzione Diritti di Cittadinanza e Coesione Sociale, Settore “Prevenzione e Sicurezza in ambienti di vita alimenti e veterinaria”.


Esperienza della Commissione Regionale d’Appello Toscana nel periodo 2008-2013

Giorgio GalantiLa prima legislazione nel nostro Paese, risale alla Legge del 28 dicembre 1950 (n° 1055) “recante” norme di tutela sanitaria delle attività sportive. La tutela sanitaria in questione, inizialmente affidata alla Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI), si esercitava nei confronti degli sportivi professionisti e dei cosiddetti “dilettanti con retribuzione abituale” nonché dei praticanti attività sportive considerate impegnative o pericolose (pugilato, atletica pesante, gare ciclistiche, sport motoristici e subacquei), imponendo a tutti costoro l’obbligo di sottoporsi ad accertamenti medici di idoneità con periodicità annuale quale condizione indispensabile per l’accesso alla pratica dello sport.
Il Decreto Ministeriale 18 febbraio 1982 “Norme per la tutela sanitaria dell’attività sportiva agonistica”, tuttora vigente, prevede l’obbligo per gli atleti di sottoporsi ad un apposito protocollo clinico–diagnostico periodico, diverso a seconda delle tipologie di sport praticato. Un aspetto da sottolineare è che una buona pratica clinica venga riportata fedelmente all’interno del testo di legge, rendendo in tal modo molto più difficili i necessari e continui aggiornamenti e complicando in tal senso gli aspetti formali del compito del medico.
Qualora a seguito degli accertamenti sanitari effettuati, risulti la non idoneità alla pratica agonistica prescelta (Giudizio di non idoneità), l’interessato può proporre ricorso mediante istanza indirizzata alla Commissione Regionale d’Appello nel termine di trenta giorni dal ricevimento del certificato di non idoneità.
La Commissione Regionale d’Appello, istituita con l’art 9 della legge regionale 35/2003 “Tutela sanitaria dello sport”, è chiamata ad esprimersi in caso di ricorso da parte dell’atleta avverso la non idoneità alla pratica sportiva agonistica, rilasciata dai competenti Servizi di Medicina dello sport operanti presso le aziende sanitarie e/o strutture ambulatoriali private accreditate della Regione Toscana.
Scopo del lavoro: studio epidemiologico descrittivo basato sull’attività svolta dalla Commissione Regionale d’Appello Toscana e sul giudizio delle visite d’idoneità medico sportiva svolte negli anni dal 2008 al 2013 dagli ambulatori di Medicina dello sport delle ASL e dalle strutture ambulatoriali private accreditate, ai sensi della normativa vigente in Regione Toscana.

Lo studio, organizzato per punti, segue il seguente schema:

A) valutare il numero di visite d’idoneità divise in due fasce di popolazione:< 18 anni e > 18 anni;
B) stimare le percentuali di atleti inidonei negli anni sopra citati e osservarne l’andamento in base anche alle motivazioni;
C) valutare le cause che hanno portato all’inidoneità e la relativa distribuzione nelle fasce osservate;
D) verificare se il giudizio d’inidoneità espresso in prima istanza sul territorio è risultato congruo o meno con la rivalutazione della Commissione Regionale d’Appello al fine di ottenere una stima sull’andamento dei ricorsi, comprensivo delle motivazioni e rivalutazioni.

Metodo: lo studio parte dalla revisione dei dati archiviati, presso la sede della Commissione Regionale d’Appello, (Az. Ospedaliero-Universitaria di Careggi, Agenzia di Medicina dello Sport e dell’Esercizio - Firenze) con riferimento agli atleti dichiarati non idonei negli anni compresi dal 2008 al 2013, raggruppati per fasce d’età tra maggiorenni o e minorenni e per motivazioni di non idoneità tra cardiologiche o non cardiologiche. Al fine di ottenere anche una stima della quantità di persone che praticano sport in Toscana e tra esse quanto siano diffuse le non idoneità, abbiamo reperito in Regione Toscana i dati afferenti il totale della popolazione che pratica attività sportiva agonistica diviso per fasce d’età ed il totale di visite effettuate (Tabella A). È stato effettuato anche un confronto dei risultati dello studio con i report prodotti da altre Regioni, ma per motivi di spazio tale confronto non è riportato nel presente articolo.

RISULTATI:

A)

Tabella 1

Dal confronto dei dati in possesso di Regione Toscana che provengono dagli ambulatori di Medicina dello sport delle ASL e dalle strutture ambulatoriali private accreditate e di quelli in possesso della Commissione, si rileva una discordanza sul numero degli atleti dichiarati inidonei nel periodo di riferimento 2008-2013 (1151 fonte Regione Toscana vs 1021 fonte Commissione). La differenza di 130 atleti probabilmente deriva da una sottonotifica delle inidoneità rispetto agli obblighi di cui al comma 9, dell’art. 5 della LR 35/2003.

B)

Grafico 1

C)

Tabella e grafico 2

Dettaglio patologie causa di inidoneità cardiovascolare in atleti <18 anni:

  1. Extrasistolia ventricolare e Aritmie Ventricolari (68 inidonei)
  2. Cardiomiopatia Ipertrofica (20 inidonei)
  3. Sindrome QT lungo (7 inidonei)
  4. Preeeccitazione Ventricolare (7 inidonei)
  5. Insufficienza Aortica (7 inidonei)
  6. Tachicardia Sopraventricolare Parossistica (7 inidonei)
  7. Displasia Aritmogena Ventricolo Destro (4 inidonei)

Dettaglio patologie causa di inidoneità cardiovascolare in atleti >18 anni:

  1. Extrasistolia ventricolare e Aritmie Ventricolari (159 inidonei)
  2. Ipertensione Arteriosa (56 inidonei)
  3. Cardiomiopatia Ipertrofica (36 inidonei)
  4. Insufficienza Aortica (23 inidonei)
  5. Ischemia Miocardica Inducibile da Sforzo (21 inidonei)
  6. Esito d’infarto o Cardiomiopatia Ischemica (18 inidonei)
  7. Insufficienza Mitralica (17 inidonei)

D)

Tabella e grafico 3

Conclusioni: Dal 2008 al 2013 possiamo riscontrare una quantità di visite di idoneità che si mantiene più o meno costante dividendosi equamente nelle due fasce d’età considerate.
Le percentuali di inidoneità nel corso dei vari anni si mantengono molto simili con una percentuale dello 0.13% considerando il totale delle visite nel periodo preso in esame.
Le motivazioni di inidoneità sono principalmente a carico di patologie cardiovascolari (66%); come anche i ricorsi con motivazione cardiovascolare (81%).
La percentuale di atleti inidonei che effettua ricorso alla Commissione Regionale d’Appello risulta bassa (18.5%).
I ricorsi hanno avuto una rivalutazione positiva annullando l’inidoneità data in precedenza nel 63% dei casi presi in esame.
A fronte della rivalutazione dei ricorsi che hanno annullato l’inidoneità data in prima istanza sul territorio; gli atleti inidonei nel corso del periodo considerato risultano essere 1081.


RIFLESSIONI E SUGGERIMENTI:
Il database di archiviazione delle inidoneità toscane appare oggi basato sul sintomo, riscontrato nell’atleta al momento della visita o in esami successivi, che ha portato all’inidoneità. Dato che uno stesso sintomo può avere alla base diverse patologie dovremmo passare a considerare la patologia di base dell’atleta monitorandolo così attraverso la propria tessera sanitaria o la cartella clinica digitale.
In Italia la Commissione Regionale d’Appello è presente in tutte le Regioni tuttavia non esiste al momento una omogeneità di archiviazione dei dati. È auspicabile quindi un sistema di archiviazione nazionale che raccolga tutti i ricorsi e le inidoneità date in modo tale che i diversi report regionali possano divenire facilmente consultabili e confrontabili.
Dai dati in nostro possesso emerge come la visita di idoneità non possa essere intesa come puro screening cardiovascolare per la morte cardiaca improvvisa perché: l’inidoneità spesso non risulta determinata dalla sola visita medica ma a seguito di esami supplementari i quali concorrono nel rendere i costi che vanno a ricadere sul SSN difficilmente valutabili; le inidoneità non essendo monitorate nel tempo non risultano utili per ottenere informazioni sulle morti cardiache improvvise correlate all’attività sportiva portandoci quindi ad auspicare la creazione di un sistema di registrazione nazionale che archivi tutti i casi di morte cardiache e la loro storia clinica precedente.
Oggi in Italia la spirometria è utilizzata nella visita medica sportiva ma dai nostri risultati possiamo osservare come solo tre inidoneità siano alla fine risultate indagabili con tale metodica diagnostica.

 

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