La buona leadership in medicina

Marcello Montomoli  Responsabile Centro di Formazione e Simulation Training DEU-118 Siena. Specialista in Geriatria e in Scienza dell’Alimentazione. Membro della National Faculty SIMEU corsi BLS, ACLS, PALS, American Heart Association. Professore a contratto Scuole di Specializzazione in Medicina di Emergenza-Urgenza, Cardiologia e Anestesia e Rianimazione Univ.Siena. È Ufficiale Medico della Riserva della Marina Militare Italiana e ha partecipato ad operazioni nazionali e internazionali.


Marcello MontomoliFin troppo spesso si legge che “la Medicina è in crisi”. In realtà, fino alla fine del mondo, per la natura stessa dell’Uomo, la Medicina non andrà mai in crisi, nel senso che ci sarà sempre bisogno dell’incontro fra un paziente e un medico. A essere in crisi sono i modelli e i paradigmi ormai inadeguati al contesto in continuo turbolento mutamento, tipico della società attuale, che cambia alla velocità dell’elettronica! La cosiddetta “società liquida” di cui scrive il sociologo Zygmunt Bauman ha effetto anche nel campo sanitario, mettendo in crisi modelli di formazione professionale e modelli di organizzazione sanitaria inadeguati alla nuova realtà.

Nel virtuoso e fisiologico processo di adattamento, i medici di oggi (e ancor più le generazioni che stiamo formando ora) hanno la necessità di potenziare anche altre aree di competenze, necessarie a lavorare con risultati e soddisfazione in ambiti sempre più orientati al lavoro in team, all’interazione fra team diversi, alla integrazione multiprofessionale dei saperi e delle abilità tecniche. Fra queste molteplici nuove aree di competenza, una più di altre è prioritaria, sia per i pazienti sia per i medici: la buona leadership. La buona leadership è conditio sine qua non per il perseguimento di risultati in termini di performance, sicurezza, aggregazione, integrazione, collaborazione, umanizzazione, benessere individuale e collettivo nelle organizzazioni sanitarie.

Le abilità cognitive e operative ritenute importanti per la buona leadership sono differenti a seconda del livello in cui si esercita il proprio ruolo: leadership strategica (es. direzione aziendale), leadership operativa (es. direzione di dipartimento o di struttura), leadership di team (frontline). Una buona dose di “intelligenza emotiva” (vedi D. Goleman) sarà sempre di più un aspetto fondamentale della nuova leadership medica. Questi concetti sono molto importanti quando si tratta di riconoscere, selezionare, addestrare e affinare lo skill mix necessario a ben operare a ciascun livello.

La mappatura delle competenze del buon leader in Medicina è area ancora da esplorare appieno, dibattuta e non priva di incongruenze, ma data la rilevanza della leadership, sempre più in letteratura compaiono lavori che aggiungono elementi e aree di nuove funzionalità. Molti dei concetti e degli approcci che oggi connotano le dottrine della leadership derivano prevalentemente dall’ambito dell’industria e del business in generale. Con tutti i limiti dell’adattamento di questo tipo di cultura all’ambito sanitario, ci sono comunque aree di applicabilità anche nelle aziende sanitarie. In prospettiva, la branca della ricerca e della metodologia organizzativa definita Evidence-based healthcare (Assistenza Sanitaria basata sulle Prove Scientifiche) potrà dare maggiori e più specifiche informazioni per lo sviluppo e la valutazione critica di queste tematiche.


Differenze tra Leader e Manager
Nella tradizione si è operata una distinzione tra i concetti di Management e Leadership (“Management is doing things right; leadership is doing the right things”- P. Drucker). La leadership va oltre la mera gestione, e questo spiega perché non sempre chi occupa un ruolo manageriale è capace di sviluppare una vera leadership. È altrettanto vero che non tutti i leader possono aspirare alla nomina a ruoli manageriali (ma questa è un’altra storia,….. per gli interessati rinviamo alla lettura del pungente saggio di Pierluigi Celli “Comandare è fottere”, sic). Tuttavia anche dai leader scadenti si può imparare molto: cosa non fare (Tabella 1).

La distinzione fra management e leadership appare per alcuni autorevoli autori (H. Mintzberg) artificiosa e fuorviante: in realtà il buon management si fonda sulla buona leadership (e viceversa) ed è strumento indispensabile di qualsiasi azienda, comprese quelle sanitarie. La diffusione di buoni manager sanitari potrà rappresentare un elemento di raccordo fra la componente puramente gestionale e quella clinica, con risultati soddisfacenti per tutti: pazienti, clinici e manager (come, ad esempio, nell’esperienza del Kaiser-Permanente). Potremo finalmente porre fine a quel diffuso sentire, segno di un rapporto disfunzionale tra mondo gestionale e mondo clinico, riassunto nelle corsie e negli ambulatori con una espressione di disagio: “Proviamo a fare bene i medici e gli infermieri nonostante l’Azienda…”.

Tabella 1

La formazione alla buona leadership per le nuove generazioni di medici e altri operatori sanitari

Nelle prime fasi dello sviluppo professionale e dell’esercizio professionale è fisiologico sviluppare una abilità altrettanto importante per il lavoro interprofessionale: la capacità di essere un membro del team (membership), di lavorare insieme agli altri, per un obbiettivo comune e condiviso. Lo sviluppo di una buona membership è un viatico per la costruzione futura di una buona leadership: si potrà più agevolmente condurre in modo eccellente una squadra se prima si è giocato bene nel ruolo di componente del team (“He who cannot follow cannot lead”-B. Franklin).

Tuttavia questa transizione di ruolo non è automatica, va coltivata e addestrata progressivamente. Un buon coach potrà aiutare il giovane professionista, anche con l’utilizzo di domande “potenti” e potenzianti del tipo: “come posso dare il mio contributo in modo efficace, tempestivo ed educato al team leader e a tutto il team?”. Parimenti importante, fin dalle prime fasi dello sviluppo professionale è la disciplina di saper essere leader di se stessi (self-leadership). Successivamente con il progredire della professione e la possibilità di giocare dei ruoli di leadership, lo sviluppo di queste abilità dovrà essere reso specifico per le concrete realtà di esercizio della leadership.

La conoscenza della mappa delle competenze di leadership consente di avviare processi di auto- ed etero-valutazione, alla ricerca dei punti di forza e delle aree di miglioramento/sviluppo personali: si tratta di applicare una sorta di circuito di Deming a questa specifica area del training. La ricerca delle mille opportunità che la vita studentesca prima, e professionale poi offre di fare pratica: pratica di reparto e ambulatorio, partecipazione a riunioni, congressi, seminari, progetti di ricerca e sviluppo sono tutti ambiti in cui potersi esercitare avendo sempre presente questa nuova mappa. Molteplici sono le evidenze provenienti da vari ambiti che dimostrano che questo percorso ha inoltre importanti ricadute sul wellness personale e sulla salute organizzativa, anche attraverso la capacità di automotivarsi, e tutti sappiamo bene come nell’attuale contesto sia importante sapersi automotivare: un potente vaccino contro il burn-out.


L’imperante tecnicismo e la deriva economicista, ormai divenuti pervasivi e invasivi fra le professioni sanitarie hanno comportato una involuzione dell’umanesimo medico (tanto che, in modo assolutamente paradossale per la Medicina, si parla del “problema dell’umanizzazione dell’assistenza e della cura”!!!) le nuove leadership potranno beneficiare di spazi di riflessione filosofica ed etica, anche con una reintroduzione del metodo socratico in Medicina (“leadership riflessive”). In questa ottica si qualificano le più alte espressioni di leadership, intesa come spirito di servizio (“servant leadership”).

In conclusione, la leadership può essere coltivata, sviluppata e addestrata in modo specifico ed è importante che questo tipo di formazione trovi ampia diffusione per consentire lo sviluppo di un numero sempre maggiore di team e gruppi di lavoro ad elevata performance. Guardiamo con fiducia al futuro, scoviamo le molte opportunità offerte dal change management, dedichiamoci con impegno a sviluppare la buona leadership in Medicina.

 

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