La Global Therapy Dog per gli ospiti della Residenza Sanitaria Assistita (R.S.A) di Cantagrillo

Antonella Rosaspina  Fisioterapista Libera Professionista, lavora con utenti psichiatrici e/o con handicap, con anziani.

E. Pellegrino  Medico Specialista in Igiene e Med. Preventiva (Ordine dei Medici di Firenze), Direttore R.S.A. Bonelle e Cantagrillo, Cooperativa Sociale “Gli Altri”, Pistoia.

E. Pertucci  Coordinatore R.S.A. Bonelle e Cantagrillo, Cooperativa Sociale “Gli Altri”, Pistoia.

C. Manzini  Animatrice, R.S.A. Cantagrillo, Cooperativa Sociale “Gli Altri”, Pistoia.

L. Ricci  Fisioterapista, R.S.A. Cantagrillo, Cooperativa Sociale “Gli Altri”, Pistoia.

A. Grecomoro  Presidente Cooperativa Sociale “Gli Altri”, Pistoia.


Antonella RosaspinaL’impiego degli animali per la terapia degli ospiti con problemi neurologici e/o psichiatrici ha avuto inizio nel 1960 quando Boris Levinson, un neuropsichiatra infantile americano, scoprì che la partecipazione del suo cane alle sedute aveva effetti positivi su un piccolo paziente autistico che aveva in cura. Iniziano da qui le ricerche sugli effetti degli animali da compagnia in campo psichiatrico.

In generale la Pet-Therapy, meglio definita Terapia o Attività Assistita dagli Animali, è una terapia dolce, non sostitutiva di quella farmacologica o di altre terapie, ma che sicuramente ne può migliorare l’efficacia.
La Pet-Therapy può comprendere:

  • attività assistite dall’animale
  • educazione assistita dall’animale
  • terapie assistite dall’animale

Il progetto che è stato attivato presso l’R.S.A. di Cantagrillo con sede a Serravalle Pistoiese (Cooperativa Sociale “Gli Altri”) da Giugno 2015 è seguito dalla Fisioterapista Antonella Rosaspina coadiuvata dallo staff della struttura. Si rivolge agli ospiti con patologie neuromotorie quali Morbo di Parkinson, ictus cerebrali, sclerosi multipla o patologie ortopediche (fratture etc.), come anche a quegli ospiti affetti da demenze senili e Morbo di Alzheimer. Le sedute vengono eseguite suddividendo gli ospiti per patologia. Vengono utilizzati cani di razza bulldog inglese, dolci e pacifici tali da infondere un senso di equilibrio e tranquillità negli ospiti, stimolando risposte motorie nelle persone per le quali la comunicazione non può avvenire attraverso i classici canali sensoriali.

Il progetto prevede obiettivi e risultati da raggiungere attraverso quattro fasi importanti:

  1. la prima fase che cura gli aspetti cognitivo-relazionali ed emotivo-comportamentali;
  2. la seconda fase cura l’aspetto motorio per il mantenimento ed il recupero di competenze motorie deficitarie; il cane svolge il ruolo di facilitatore dei movimenti attivi, attivi assistiti e passivi globali, del ripristino della deambulazione e potenziamento della stessa con relative schede di valutazione specifiche;
  3. è la fase della stimolazione verbale e non verbale;
  4.  la quarta fase è quella dell’integrazione con altre attività previste nei programmi di stimolazione globale degli ospiti, con l’aiuto dell’animatore.

Gli obiettivi generali sono:

  • Area motoria: favorire il coordinamento oculo-manuale, favorire azioni come lanciare oggetti, camminare.
  • Area delle autonomie: permettere l’acquisizione delle capacità di accadimento, rendere il soggetto sicuro di sé e disponibile all’apprendimento individuale.
  • Area della socializzazione: stimolare la comunicazione verbale e non verbale.
  • Area dell’affettività: permettere alla persona di riscoprire la possibilità di poter scambiare affetto in maniera incondizionata.
  • Migliorare lo stato d’animo, ridurre lo stress e le turbe dell’umore (ansia, apatia, depressione).
  • Ridurre i disturbi comportamentali (agitazione, aggressività).
  • Stimolare la memoria a lungo termine attraverso l’evocazione di ricordi legati ad un precedente possesso di animali.
  • Stimolare le capacità cognitive.

L’attività si svolge nel salone di ingresso, facilmente accessibile, luminoso e spazioso e per alcune attività nella palestra della struttura. L’ambiente deve essere silenzioso, tranquillo e l’attività è da svolgere possibilmente senza interruzioni; gli anziani vengono disposti in circolo. Le sedute avvengono due volte al mese e ogni seduta dura 3 ore, per un totale di 6 mesi; sono previste uscite nei dintorni della struttura con il cane al guinzaglio. Viene coinvolto il Fisioterapista della Residenza nell’organizzazione degli interventi e nella selezione degli utenti idonei in base agli obiettivi da raggiungere; l’Animatrice nella raccolta delle informazioni personali ed emotive degli utenti selezionati e nell’organizzazione di attività di pubblicità degli interventi messi in atto.

Il progetto prevede una verifica intermedia a metà percorso e una verifica finale; lo strumento utilizzato è la riunioni di équipe, sia per la valutazione iniziale degli ospiti idonei alla terapia, sia per la valutazione periodica delle competenze acquisite. Le valutazioni avvengono anche attraverso schede specifiche che indagano l’area cognitiva e relazionale della comunicazione, l’area comportamentale e l’area motoria. Vengono effettuati video e/o foto sulle attività organizzate, con il fine di valutare l’andamento della terapia e riesaminare a fine progetto il percorso svolto. I familiari degli utenti coinvolti sono informati sulle attività e sui risultati raggiunti.
Il presupposto è che generalmente all’interno di una R.S.A. il gruppo sociale tende a chiudersi, non ci sono più argomenti nuovi sui quali discutere, non sempre vengono date responsabilità agli anziani che quindi si potrebbero sentire inutili e senza stimoli. “In un simile quadro l’animale diventa il compagno ideale per l’anziano attraverso diversi meccanismi, soprattutto psicologici ed emozionali, come i fenomeni di sostituzione e di compensazione” (Ballarini, 1995: 160).
La Pet Therapy dunque può essere uno strumento che aiuta a raggiungere un benessere psicofisico: “Il benessere possibile dell’anziano, la sua salute in senso lato, passano anche attraverso il rispetto del desiderio di occupare spazi in cui la decisionalità personale e la crescita cognitiva continuano a essere esercitate...importante è inserire l’invecchiamento nella cultura come processo fisiologico e non patologico...creare condizioni in cui il benessere sia mantenuto il più a lungo possibile e al livello più alto possibile. Occorre inoltre trovare strumenti per mezzo dei quali sia possibile recuperare il benessere perso o compromesso” (Del Negro, 1998: 84).
Durante le precedenti edizioni della Global Therapy effettuate nella R.S.A. di Cantagrillo, la Fisioterapista ha potuto verificare miglioramenti in diversi ospiti come una riduzione del tremore e una consistente diminuzione dello stato ansioso alla presenza e al contatto con il cane che si riflette anche nella rigidità degli arti. Veri e propri cambiamenti del tono umorale con una evidente diminuzione di eccessive e ossessive richieste d’aiuto. Inoltre, con l’aiuto del guinzaglio o di un passeggino per il cane si è osservato una maggiore resistenza nella deambulazione riuscendo a percorrere anche lunghi tratti. Trattandosi di sindromi a carattere progressivo (o a stadi), uno dei nostri obiettivi è di mantenere le capacità di concentrazione, coordinazione e anche di linguaggio. Alcuni anziani, con problemi di disartria, alla presenza del cane riescono a scandire meglio le parole rendendo l’eloquio più fluido
Ad oggi, si riconoscono i benefici legati agli animali ma non si conoscono precisamente i meccanismi alla base della correlazione positiva tra salute e contatto con gli animali, rendendo così necessari ulteriori esperienze e più approfonditi studi.

 

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