I nuovi dati 2011-2012 della mortalità in Toscana

Andrea Martini  Laureato in statistica, lavora presso SS Epidemiologia AmbientaleOccupazionale dell’ISPO di Firenze. In particolare si occupa da anni della gestione ed elaborazione dei dati di mortalità del Registro Regionale toscano.

E. Chellini, L. Giovannetti, C. Lombardi


S.S. Epidemiologia Ambientale-Occupazionale, Istituto per lo Studio e la Prevenzione Oncologica, Firenze

Andrea MartiniNel 2011 e 2012 il Registro di Mortalità Regionale toscano (RMR) ha registrato rispettivamente 41.659 e 43.126 decessi tra i residenti in Toscana. L’aumento del numero dei decessi nel 2012 è confermato dall’aumento dei tassi grezzi di mortalità generale e anche se si depura per l’effetto dell’invecchiamento della popolazione (tassi standardizzati per età) il costante decremento della mortalità, registrato dal 1987, anno di avvio del RMR, sembra arrestarsi. Il fenomeno si ripercuote sulla speranza di vita alla nascita che pure subisce un arresto attestandosi a 80,3 anni negli uomini e a 84,9 nelle donne toscane. Bisogna tuttavia considerare che la nostra regione presenta valori di speranza di vita alla nascita superiori a quelli italiani e che, a sua volta, l’Italia risulta tra i Paesi europei seconda dopo la Svezia per i maschi e terza per femmine dietro a Spagna e Francia.
Anche il trend in riduzione della mortalità cosiddetta prematura, perché avviene prima dei 65 anni, sembra aver cambiato direzione nell’ultimo biennio per i maschi ma non per le femmine: gli anni di vita persi prima dei 65 anni aumentano tra gli uomini (da 33.110 nel 2011 a 33.523 nel 2012) e diminuiscono nelle donne (da 19.865 nel 2011 a 19.098 nel 2012).
La popolazione toscana, come peraltro la popolazione italiana, sta invecchiando, cioè ha il privilegio di poter vivere a lungo e di morire in tarda età (37.102 donne e 20.703 uomini sono morti dopo gli 85 anni nel 2012, cioè il 56 ed il 34% rispettivamente). La mortalità rispecchia questo fenomeno presentando tassi elevati per malattie cronico-degenerative. Il numero dei decessi per tumore ha già superato quello per malattie del sistema circolatorio dal 2004 nei soli uomini, mentre il sorpasso tra i due tassi standardizzati è evidente in ambedue i sessi (sempre dal 2004 negli uomini e dal 2012 nelle donne) (Figura 1). In generale gli andamenti per le varie cause di morte sono in riduzione ad eccezione delle malattie del sistema nervoso, per le quali pesa lo spostamento della demenza di Alzheimer dal gruppo dei Disturbi psichici con la nuova classificazione ICD-10 dal 2010.
Nelle donne desta preoccupazione il continuo aumento dei decessi per tumore del polmone, da ricondurre agli incrementi osservati nell’abitudine al fumo tra le donne, che dal 2009 è la seconda causa tumorale dopo il tumore della mammella ed è probabile che diventi in futuro la prima causa tumorale in questo sesso come è già accaduto negli Stati Uniti d’America nel 2002 (Tabella 1).

Tabella 1

Figura 1
Figura 2Negli uomini a destare preoccupazione è il tasso di mortalità per suicidio per il quale si osserva un trend in leggero rialzo ed ha scavalcato nel 2012 quello per incidenti stradali che al contrario continua a diminuire grazie agli interventi di contrasto che sono stati attivati negli ultimi anni.
Una buona notizia ci viene dalla mortalità infantile: torna a scendere dopo il rialzo del 2010 e scende anche la mortalità infantile dei bambini nati da immigrati anche se il divario tra questi e i bambini nati da italiani rimane pressoché costante. Al riguardo ricordiamo che il tasso di mortalità infantile toscano è al di sotto di quello italiano e risulta uno dei più bassi al mondo.
Questi dati derivano da un lavoro di raccolta, registrazione ed elaborazione dei dati riportati sulla scheda ISTAT di morte che viene compilata dai medici certificatori (curante o necroscopo) per quanto riguarda la parte sanitaria e dagli ufficiali di stato civile dei Comuni in cui avvengono i decessi per quanto riguarda la parte anagrafica. La scheda è composta da due copie calcanti che definiscono i due flussi esistenti a livello nazionale secondo il DPR 285/90: la prima copia va a implementare il flusso con finalità statistiche gestito da ISTAT, mentre la seconda implementa il flusso con finalità amministrativo-sanitarie gestito dalle ASL (Figura 2). Il Registro di Mortalità Regionale, istituito presso ISPO dalla Regione Toscana, di concerto con le ASL toscane raccoglie i dati di questo secondo flusso dal 1987, ma si avvale anche delle informazioni dell’altro flusso. Da una parte produce dati con le codifiche ufficiali delle cause di morte prodotte da ISTAT e sempre da ISTAT riceve le informazioni complete sui toscani deceduti in altre regioni italiane che nel 2011 e 2012 sono stati rispettivamente 739 e 680. Nel contempo ha la possibilità assieme alle ASL di controllare l’accuratezza e la completezza dei dati di mortalità relativi ai toscani recuperando così i dati sui deceduti la cui residenza viene attribuita da ISTAT erroneamente ad altra regione e che nel 2011 e nel 2012 sono stati rispettivamente 442 e 306. 

 

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