A che servono le AFT?

Irene Bellini  Medico specializzando dal 2012 in Igiene e Medicina preventiva, Università di Firenze; attualmente tirocinante presso l’Agenzia Regionale Sanità.

P. Francesconi  Medico Agenzia Regionale Sanità, Firenze.

F. Profili Statistico Agenzia Regionale Sanità, Firenze.


Irene Bellini

Nel corso del 2014 sono state costituite dalla medicina generale 115 Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) comprendenti tutti i 2.745 medici a rapporto fiduciario e i medici di continuità assistenziale a rapporto orario, come indicato dalla L. 189/12 e nell’Accordo Integrativo Regionale approvato a fine 2012. 

L’AFT ha il compito di assistere la popolazione in carico ai medici di medicina generale che la compongono, realizzando progetti di sanità di iniziativa sul paziente affetto da cronicità e garantendo continuità assistenziale tra ospedale e territorio e di cura a livello domiciliare.
Gli obiettivi primari delineati erano quelli di valutare le necessità della popolazione assistita, i percorsi di cura e attuare azioni di governance clinica nel settore della farmaceutica, della diagnostica, della specialistica, dei trasporti e degli ausili, utilizzando indicatori e strumenti di valutazione validati.
Per quanto riguarda la formazione: sperimenta nuovi modelli organizzativi, implementa attività di prevenzione sulla popolazione, coordinandosi con la Medicina di Comunità e il Dipartimento di Prevenzione, favorisce -l’empowerment dei propri assistiti e contribuisce, coordinandosi con la Medicina di Comunità e il Dipartimento di Prevenzione, alla creazione di condizioni e contesti favorevoli ad attuare corretti stili di vita.
In più essa eroga, ove possibile, diagnostica di primo livello, anche utilizzando professionalità intrinseche dei medici che ne fanno parte.

Obiettivi delle AFT
L’obiettivo generale è quello di migliorare il percorso di presa in carico del paziente e l’appropriatezza. Gli obiettivi specifici sono ridurre gli accessi al DEA e le ospedalizzazioni, abbattere le liste d’attesa, anche in relazione all’applicazione del decreto sui codici di priorità, e migliorare l’equità di trattamento degli assistiti diminuendo la variabilità di comportamento tra i medici di medicina generale.

Cosa si osserva dall’istituzione 
delle AFT?
Confrontando i dati pre - e post - istituzione dell’AFT (rispettivamente del 2013 e 2014) ricavati dai flussi amministrativi che registrano tutti gli accessi sul territorio regionale al pronto soccorso, i ricoveri e le prestazioni specialistiche disaggregati per medico prescrittore, si può notare che nella maggior parte dei casi migliorano processi ed esiti, ma i consumi aumentano.
È stato valutato l’andamento degli indicatori di appropriatezza nella cura degli assistiti con malattie croniche, analizzando: la percentuale di aderenza alle linee guida per quanto riguarda il trattamento (nello specifico a titolo esemplificativo è stata considerata la percentuale di pazienti con scompenso cardiaco trattati con Beta-bloccanti),

Figura 1

Figura 2

i tassi di accesso al pronto soccorso, le ospedalizzazioni e i consumi di prestazioni specialistiche. Per ciascun indicatore sono stati considerati i valori medi nei 2 anni considerati e la variabilità tra i medici di medicina generale che le costituiscono espressa come variazione percentuale della deviazione standard.

Nella cura ai malati cronici, nel 72% delle AFT è aumentata in media la percentuale di pazienti con scompenso cardiaco in terapia con beta-bloccanti. Tale indicatore in media nel 2013 era, rispettivamente per l’area vasta centro, nordovest e sudest: 45,4%, 48,3% e 39,8%. Nel 2014 è passato a 47,4%, 49,4% e 40,9%, in linea con le raccomandazioni cliniche. La variabilità tra i medici di medicina generale è diminuita nella metà delle AFT (Figura 1). Andamenti analoghi si osservano anche per altri indicatori di processo.
Nel 67% delle AFT è diminuito il tasso medio di accesso al pronto soccorso (codice bianco e azzurro) e nel 63% di queste è diminuita anche la variabilità tra i medici di medicina generale. Tale diminuzione non si osserva con i valori medi:

Figura 3

Figura 4

nel 2013 il tasso medio di accesso al P.S. per 1000 nell’area vasta centro, nordovest e sudest era 49,6, 51,8 e 68,5; nel 2014 è passato a 46,9, 48,4 e 76,9 (Figura 2).
Nel 75% delle AFT è diminuito il tasso medio di ricovero ordinario in reparti di area medica (il tasso medio su 1000 abitanti per le tre aree vaste passa da 58,5, 54,1 e 53,1 nel 2013 a 55,9, 53,8 e 49,0 nel 2014) e nel 60 % di queste è diminuita anche la variabilità tra i medici di medicina generale (Figura 3).
Infine, per quanto riguarda i consumi di visite specialistiche e di indagini di diagnostica (misurati in termini di costi in base alla tariffe), nel 78% della AFT è aumentato il consumo medio di visite specialistiche (passate per le tre ASL 26,6, 27,6 e 30,9 euro procapite nel 2013 a 28,4, 28,4 e 32 nel 2014) e nel 60% di queste è aumentata anche la variabilità tra medici (Figura 4).
Nel 73% delle AFT è aumentato il consumo medio di prestazioni di diagnostica e nel 59% di queste è aumentata anche la variabilità tra medici. (Figura 5).

Figura 5

La spesa media in euro 
procapite per esami radiodiagnostici suddivisa per le tre Asl era nel 2013 53,8, 60,1 e 58,2 e nel 2014 è passata a 56,6, 59,5 e 59,9. La spesa per esami di laboratorio era nel 2013 56,4, 48,6 e 53,6 euro procapite, e nel 2014 è passata a 56,7, 51,1 e 55,0.

Conclusione
In conclusione, durante il primo anno di attività delle AFT, possiamo rilevare alcuni aspetti positivi: nella maggior parte dei casi è migliorata la qualità delle cure, come attesta l’aumentata adesione alle raccomandazioni cliniche, e sono migliorati gli esiti, in termini di accessi al pronto soccorso e di ricoveri in ospedale. Entrambi questi indicatori sono infatti diminuiti, e si è ridotta anche la variabilità tra i medici di medicina generale per quanto riguarda le ospedalizzazioni e l’aderenza alle linee guida.
Gli aspetti negativi sono l’aumento delle prestazioni di assistenza specialistica, legata probabilmente ai casi con complicanze non intercettate in passato e, in seguito ad una migliore presa in carico, sottoposti ad un maggior numero di accertamenti. Per quest’ultimo aspetto la variabilità tra i medici di medicina generale risulta invariata, tale punto costituisce pertanto un oggetto di intervento per il futuro.

 

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