Esercizio fisico e miglioramento della qualità della vita: l'esperienza della Medicina dello Sport e dell'Esercizio dell'Università di Firenze

Laura Stefani  Laurea in Medicina e Chirurgia Università degli Studi di Firenze. Spec in Medicina dello Sport, Cardiologia, Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva. Dirigente medico c/o la UO Medicina dello Sport e dell‘Esercizio 
(Dir. Prof G Galanti) 
AOU- Università degli Studi di Firenze.

M. Rotelli  Centro di Riferimento Regionale per le criticità relazionali-AOU-Firenze.

A. Frulli Centro di Riferimento Regionale per le criticità relazionali-AOU-Firenze.

L. Amoroso  Centro di Riferimento Regionale per le criticità relazionali-AOU-Firenze.

L.Belloni Centro di Riferimento Regionale per le criticità relazionali-AOU-Firenze.

G. Galanti  Medicina dello Sport e dell’Esercizio-Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica-Università degli Studi di Firenze.


Laura StefaniÈ noto come la “percezione della qualità della vita” rappresenti uno degli aspetti più importanti nell’ambito delle malattie “cronico degenerative a carattere non trasmissibile” per le quali l’aspettativa di vita è spesso di lungo termine. Tra queste si annoverano le patologie più note e più diffuse come ipertensione arteriosa, diabete, obesità e la “sindrome metabolica”, in cui il processo infiammatorio cronico è ben rappresentato e molto presto diffuso in tutti i tessuti ed apparati. Proprio per queste caratteristiche anche le malattie neoplastiche, e la “sindrome metabolica post-trapianto di organo” possono essere incluse in questo gruppo. Il termine ”percezione della qualità della vita” è molto complesso e contiene diversi parametri tra i quali sono inclusi la percezione del dolore, lo stato cognitivo, la percezione dello stato di salute in generale del proprio ruolo, lo stato emotivo e la vitalità. Alcuni di questi parametri sono attualmente facilmente valutabili attraverso l’uso di strumenti di indagine validati come il questionario SF 36. Tale strumento, che misura la qualità della vita (QoL:Quality of Life) in generale, è attualmente usato in molti ambiti per la stima della percezione soggettiva dell’individuo relativamente a concetti di salute che rappresentano i valori umani fondamentali per il livello di attività e la sensazione di benessere (Ware, 1987, 1990). Questo rende importante estendere l’indagine della qualità della vita ad un contesto più complesso costituito da elementi che sono alla base dei rapporti sociali. Il percorso PEF (Prescrizione Esercizio Fisico) che consiste nella somministrazione di una quantità individualizzata di esercizio aerobico e contro resistenza, stimato per ogni singolo soggetto a fini terapeutici, risulta efficacie nel miglioramento della QoL, purché l’aderenza al programma sia costante e senza grandi discontinuità.

Grafico 1

Grafico 2

Grafico 3

Da un vasto gruppo di pazienti afferenti alla Medicina dello Sport e dell’Esercizio dell’Università di Firenze (Prof. G. Galanti) e con la collaborazione dello staff del “Centro Regionale sulle Criticità Relazionali” AOUC (Dr.ssa. L. Belloni) è stata condotta un’indagine relativamente agli aspetti della QoL nel percorso PEF su un sottogruppo di 40 soggetti affetti da patologie cronico degenerative quali ipertensione arteriosa, sindrome metabolica, neoplasie mammella e colon, sindrome post trapianto. Tutti i soggetti, di età media di 40 anni, erano di fatto aderenti con regolarità al programma PEF da almeno 6 mesi. Seguendo le linee guida ACSM (American College of Sports Medicine), l’attività fisica aerobica e contro resistenza veniva somministrata sulla base di una stima individualizzata effettuata alla prima visita (T0). Per effettuare la valutazione della intensità dell’esercizio fisico da prescrivere, i pazienti venivano sottoposti a test cardiovascolari di facile esecuzione come il 6Minute Walking Test (6MWT), e test di valutazione della forza arti superiori ed inferiori come l’Hand Grip Test ed il Chair test. È stata effettuata inoltre, la valutazione dei parametri antropometrici, quali peso corporeo, Body Mass Index e pliche cutanee. Tali misure venivano ripetute regolarmente con cadenza semestrale. Sia all’inizio del percorso (T0) che dopo 6 mesi (T6), è stato somministrato il questionario SF36 per la valutazione della QoL.

Grafico 4L’aderenza al percorso PEF, come esercizio ”non supervisionato” e quindi basato su un programma che il paziente poteva svolgere liberamente a casa, era controllata attraverso l’uso di diari settimanali dove veniva chiesto al paziente di riportare sia l’alimentazione giornaliera che l’attività fisica svolta.
Dai risultati ottenuti attraverso le analisi dei questionari SF36 è emerso un significativo miglioramento dello stato mentale generale con riduzione dello stato emotivo e riduzione della percezione del dolore fisico. In particolare si è evidenziato un significativo miglioramento di tutti i singoli parametri relativi alla qualità della vita che si correlano positivamente con le abitudini alimentari.
I grafici riportati sono relativi ai risultati ottenuti sui pazienti analizzati suddivisi per tipo di patologia.
Nei pazienti ipertesi i si registra una riduzione nella percezione di Dolore Fisico, e un miglioramento nello svolgimento del lavoro e nelle attività quotidiane dovuto ad una riduzione del disagio emotivo (Ruolo e Stato Emotivo).
Nei pazienti con sindrome post-trapianto si registra una riduzione della percezione di Dolore Fisico, ed un miglioramento significativo nello svolgimento del lavoro e nelle attività quotidiane dovuto ad una riduzione del disagio emotivo (Ruolo e Stato Emotivo).
Nella sindrome metabolica si rileva un miglioramento dei fattori Attività Fisica, Ruolo e Stato Fisico che indica una riduzione delle limitazioni dovute alla salute nello svolgimento sia delle attività quotidiane che in quelle lavorative. Migliora anche la componente relativa a Ruolo e Stato Emotivo.
Nel campione dei pazienti neoplastici abbiamo notato un lieve miglioramento nella percezione della Attività Fisica, un sensibile miglioramento nel fattore Ruolo e Salute Fisica, oltre che una netta riduzione del Dolore Fisico.
Nonostante le differenze dei risultati riscontrate nei vari gruppi, i dati di questa indagine preliminare hanno mostrato un miglioramento della qualità della vita, durante l’effettuazione della PEF, a cui si può attribuire pertanto una efficacia terapeutica. Le prospettive future, che mirano ad una maggiore diffusione del programma di esercizio fisico come terapia, portano anche verso un maggiore adattamento delle varie tipologie di approccio in base alle caratteristiche non solo fisiche ma anche psicologiche dei soggetti interessati. L’uso dell’indagine sulla Qol resta pertanto un aspetto determinante in questo settore.

 

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Si informano i lettori di Toscana Medica che sarà di prossima pubblicazione un forum dal titolo “LA FRAGILITA’ OSSEA: UN PROBLEMA CHE POSSIAMO AFFRONTARE MEGLIO”. Si ringrazia la

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per il proprio contributo non condizionante.

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