Psicoterapia espressiva in riabilitazione psico-oncologica al Ce.Ri.On (ispo-lilt) di Firenze in collaborazione con l'associazione "La Finestra"

Teresa Bruno  Si è laureata in Psicologia nel 2005 a Firenze e specializzata in Psicoterapia Espressiva ad Art Therapy Italiana, è membro A.P.I.Ar.T. (Associazione Professionale Italiana Arte Terapeuti) e SIPO (Società Italiana di Psico-Oncologia). Ha conseguito il master di II° livello in Psiconcologia e relazione con il paziente all’Università La Sapienza di Roma. Dal 2008 collabora al Ce.Ri.On.


Teresa BrunoQualunque sia la diagnosi, la prognosi, la risposta alle terapie, non esistono tumori di scarsa rilevanza. Il cancro rappresenta sempre una prova esistenziale sconvolgente che riguarda tutti gli aspetti della vita: il rapporto con il proprio corpo, il significato dato alla sofferenza, alla malattia, alle relazioni familiari, sociali, professionali. L’evento tumore interrompe la percezione di continuità della vita del paziente e della sua famiglia, configurandosi come una frattura delle consuete attività, una crisi da affrontare.
Il trattamento del paziente oncologico ha l’obiettivo principale di migliorare la qualità della vita e di limitare il rischio di conseguenze psicopatologiche tali da condizionare la vita futura del malato.
Al Ce.Ri.On. (Centro di Riabilitazione Oncologica) di Firenze il paziente è accompagnato in un percorso integrato e individualizzato; la riabilitazione psicologica prevede colloqui individuali, consulenza psichiatrica e attività di gruppo. I gruppi sono condotti da psicoterapeuti e offrono uno spazio in cui sperimentare il modo di esprimersi, conoscere la propria interiorità, comunicare con gli altri, prendere coscienza del proprio corpo, diventare consapevoli nel presente.
“La Finestra” è un’associazione di volontariato fondata nel 2000 da Daniela Salvadori Guidi con lo scopo di migliorare la qualità di vita dei pazienti oncologici e dei loro familiari durante e dopo la malattia. I gruppi a mediazione espressiva di cui è responsabile al Ce.Ri.On. sono: psicoterapia espressiva (basata sulle tecniche dell’arte-terapia), musicoterapia (ascolto, espressione e comunicazione col suono, la musica, la voce), laboratorio di teatro (esperienza col corpo, il gesto, la parola attraverso la messa in scena nello spazio), scrittura creativa (la parola come espressione di sé e del corpo vissuto, anche attraverso il racconto), la madre e il materno (esplorazione e approfondimento del tema sul femminile); organizza anche gruppi Feldenkrais per favorire la conoscenza del proprio corpo attraverso il movimento guidato e consapevole.
Nel gruppo di psicoterapia espressiva si sperimenta l’uso dei colori, delle immagini e delle forme, secondo la scuola di Art Therapy Italiana e gli insegnamenti di Paola Luzzatto (The Creative Journey) che favoriscono il paziente a entrare in contatto e ad esprimere le proprie emozioni profonde. Il Viaggio Creativo è un intervento progettato da Luzzatto e Gabriel all’interno del Servizio di Psico-oncologia del Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York.
Il Ce.Ri.On. vuole offrire ai propri pazienti tutte le possibilità terapeutiche affinché l’evento tumore non resti una frattura ma diventi una crisi da integrare nel proprio percorso di vita.
Nel gruppo di psicoterapia espressiva è possibile esprimere ed elaborare le emozioni difficili e facilitare il contatto con una parte di sé più positiva. Dal 2005 ad oggi sono più di 200 i pazienti che hanno partecipato.

Immagine
Il “Viaggio Creativo” prevede 10 incontri di gruppo (più un follow-up a distanza di un mese) in cui partecipano 8 pazienti. Ad ogni seduta la psicoterapeuta propone una diversa tecnica artistica che porta alla realizzazione di un’immagine. Non è importante saper disegnare o dipingere poiché l’attenzione è focalizzata sul processo del fare, su ciò che emerge durante la realizzazione dell’immagine, non sulla bellezza di ciò che si crea. A volte può bastare una forma, realizzata con un determinato colore ed uno specifico materiale artistico, per esprimere emozioni non facilmente verbalizzabili.
“Il seme nascosto” è uno dei 10 workshop proposti nel “Viaggio Creativo”: si chiede ai pazienti di rappresentare un paesaggio senza forme di vita umana, animale e vegetale. Successivamente si individua un seme e ciascuno, guidato dalla propria immaginazione, lo fa crescere. Attraverso questa tecnica espressiva i pazienti entrano in contatto ed esprimono le loro emozioni profonde. Grazie anche alla condivisione nel gruppo trovano ascolto e sostegno, si attivano così risorse positive.
I risultati raggiunti da una delle oltre 200 pazienti che ha partecipato al percorso di gruppo possono riassumersi principalmente in tre:

  1. Espressione: grazie all’immagine realizzata la paziente è riuscita ad esprimere a se stessa e al gruppo il suo vissuto: “ho rappresentato gli opposti, il sole luminoso e la luna buia, la morte e la vita… Infatti io mi sento così adesso”.
  2. Elaborazione: è riuscita ad integrare gli opposti nell’immagine realizzata: “ho individuato il seme nella parte dove c’è più luce, ho pensato che lì ci fosse un ruscello, mi è sembrato di vedere l’acqua scorrere. Ho fatto nascere i fiori e la vegetazione. Due paesaggi divisi ma molto integrati”.
  3. Risorse: partendo dalla crisi ha contattato le sue risorse personali e si è sentita nascere e crescere insieme ai fiori e al ruscello: “sono molto soddisfatta, prima non ero consapevole di aver rappresentato tanto”.

Come disse Einstein: la creatività nasce dall’angoscia, come il giorno nasce dalla notte oscura. È nella crisi che nascono l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie.
La psicoterapia espressiva di gruppo si pone come un ulteriore strumento di cura della malattia oncologica e si fa carico degli aspetti emozionali dei pazienti che affrontano il cancro. Realizzare immagini significative, a cui viene attribuito un significato simbolico, aiuta ad entrare in contatto con parti di sé che rafforzano l’identità personale e attivano nuove risorse. L’esperienza dei gruppi espressivi si rivela significativa per i malati oncologici che affrontano la diagnosi, le terapie e i controlli medici. L’operato de la Finestra si pone nell’ambito della psicologia positiva e del benessere che caratterizza il modello bio-psico-socio-spirituale della psicologia contemporanea e della medicina maggiormente attenta ai bisogni del malato.

 

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