Analisi gestionale dell’attività dell’officina trasfusionale (Area Vasta Nord Ovest)

Elisabetta Golginimedico anestesista ed igienista. Direzione Sanitaria AOU Pisana. Ha conseguito c/o la SDA Univ. Bocconi il Diploma di management in Gestione ed Organizzazione in Sanità. Dal 1987 al 1992 incarichi c/o USL3 Versilia. Dal 21/09/92 al 31/03/01 c/o USL2 Lucca. Dal 01/04/01 c/o AOUP dove ha svolto dal 23/10/08 al 30/09/13 il ruolo di direttore del Controllo di Gestione e dal 01/10/13 ha incarico in Direzione Sanitaria di promozione dell’innovazione e monitoraggio delle ricadute sulla qualità dell’assistenza.

D.F. RussoOfficina Trasfusionale Area Vasta Nord-Ovest, AOU Pisana;
N. BucalossiU.O. Gestioni Economiche e Finanziarie, AOU Pisana;
F. AquinoScuola di Specializzazione Igiene Medicina Preventiva, Università di Pisa;
F. GemmiDirettore Sanitario AUO Pisana

 

Nel 2014 l’AOUP ha aperto la Officina Trasfusionale (OT) dell’Area Vasta NO per accentrare la lavorazione degli emocomponenti raccolti dalle donazioni ed i test di valutazione immunoematologici al fine di ottimizzare la qualità degli stessi e ridurre i costi.
L’AOUP si è posta come obbiettivo per il 2015 la valutazione economica delle attività della OT e la quantificazione del costo dei prodotti.

 

 Parole chiave: Officina Trasfusionale, emazie concentrate, buffy coat, plasma da congelamento, plasma da aferesi


Introduzione
Elisabetta GolginiNell’anno 2014, l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana, prima azienda sanitaria in Toscana e seconda in Italia, dopo l’esperienza di Pievesistina in Emilia-Romagna, ha aperto la nuova “Officina Trasfusionale” (OT) dell’Area Vasta Nord-Ovest. Questa struttura risponde all’esigenza di accentrare le procedure di lavorazione delle unità di emocomponenti raccolte dalle donazioni ed i test di valutazione immunoematologici al fine di ottimizzare la qualità delle stesse e ridurre i costi, oltre a costituire una banca di stoccaggio e compensazione per un’efficiente redistribuzione dei prodotti in base alle reali esigenze.
L’Officina Trasfusionale dell’AOUP costituisce il punto di riferimento dei servizi trasfusionali (ST) della nuova Azienda USL Nord Ovest e rientra nella programmazione regionale che prevede la costituzione di due strutture affini anche per le altre due nuove Aziende USL in un sistema Hub-Spoke, centrato sulle Officine Trasfusionali a cui si appoggiano i servizi trasfusionali territoriali.
L’Officina Trasfusionale ha iniziato prima la lavorazione delle unità raccolte presso la AOUP e progressivamente dalle strutture trasfusionali di tutta l’Area Vasta Nord-Ovest, iniziando a lavorare a pieno regime dal 28 aprile 2015.
Allo stato attuale, la Officina Trasfusionale raccoglie dai servizi trasfusionali territoriali sacche di sangue intero e plasma da aferesi che, dopo processazione ed esecuzione di esami immunoematologici, danno luogo a prodotti quali le emazie concentrate (EC), i buffy coat (da cui deriva il concentrato piastrinico) (BC) e plasma (da frazionamento ed aferesi). Le emazie concentrate, i buffy coat ed una quota del plasma saranno poi redistribuiti verso le strutture sanitarie per impiego clinico, mentre la maggior parte del plasma è destinata all’industria che fornisce, in compensazione, gli emoderivati alla Azienda USL Nord Ovest.

Obiettivi
La Direzione Aziendale della AOUP si è posta come obiettivo per l’anno 2015 la valutazione economica delle attività della Officina Trasfusionale e la quantificazione del costo dei prodotti finiti al fine di formalizzare una tariffa da applicare alla azienda sanitaria richiedente i prodotti stessi.
È stata quindi messa in atto da parte della Direzione Sanitaria un’analisi dei costi della Officina Trasfusionale, basata su una documentazione puntuale dei costi dei vari fattori produttivi utilizzati.

Materiali e Metodi
L’analisi dei costi ha previsto una ricognizione da parte della Direzione Aziendale del personale afferente alla Officina Trasfusionale, numerosità e professionalità impiegate, e della dotazione tecnologica e strumentale.
La prima attività effettuata dal personale tecnico è l’accettazione delle sacche, identificate con un apposito codice a barre inserito nello specifico software Mesis collegato al sistema regionale del Centro Regionale Sangue “JCRS”. Si seguono quindi due filiere: le sacche di plasma da aferesi sono inviate direttamente al congelamento rapido (a temperatura di -70°C) tramite abbattitore e poi stoccate nei congelatori dedicati (a temperatura di -40°C); le sacche di sangue intero invece sono sottoposte ai processi di centrifugazione e frazionamento da cui derivano come prodotti le emazie concentrate (EC), il plasma da frazionamento ed i buffy coat (BC) utilizzati per produrre i pool di piastrine. Questi prodotti, effettuata la separazione e la saldatura sterile, sono indirizzati verso lo stoccaggio; il plasma da frazionamento segue le medesime procedure del plasma da aferesi, le sacche di sangue sono stoccate in emoteca a temperatura di +4°C, mentre i BC vengono posizionati sull’agitatore piastrinico a temperatura di +21°C.
Tutti i prodotti finiti sono sottoposti alle procedure di etichettatura e bleeding list.
Parallelamente alle attività di lavorazione sono eseguiti gli esami immunoematologici sul sangue dei donatori per la validazione delle sacche.
Per quanto riguarda la ricognizione delle strumentazioni in uso alla Officina Trasfusionale la Direzione Aziendale ha stilato la lista di tutti i macchinari dedicati alla struttura e calcolato in base alla data di entrata in servizio gli ammortamenti il cui costo è stato attribuito al singolo prodotto in base al numero degli articoli 
prodotti.
La Direzione Sanitaria ha effettuato una serie di sopralluoghi presso la Officina Trasfusionale per una valutazione puntuale dell’attività monitorando i tempi di lavoro ed il personale impiegato in tutte le varie fasi di lavorazione degli emocomponenti e di effettuazione degli esami di validazione.
Sono quindi state identificate 6 fasi in cui è stata suddivisa l’attività: accettazione; centrifugazione e frazionamento; congelamento; validazione; etichettatura, bleeding list, stoccaggio e confezionamento; consegna. Di ogni fase è stato valutato il reale assorbimento di risorse umane e strumentali con il calcolo dell’ammortamento.
Parallelamente è stata effettuata una valutazione sul numero di emocomponenti lavorati dalla Officina Trasfusionale in un anno ed i corrispettivi derivati prodotti. I dati così ricavati rappresentano una stima, considerato che l’Officina ha iniziato la propria attività a pieno regime solo verso la metà dell’anno 2015.
La produzione annua di derivati risulta pari a 197.808 (suddivisi in 66.456 EC,66.456 plasma da frazionamento, 31.200 BC e 33.696 plasma da aferesi), ricavati a partire da circa 108 sacche plasma da aferesi e 213 sacche di sangue intero consegnate quotidianamente alla Officina Trasfusionale.
La quantificazione dei prodotti finiti è stata quindi messa in relazione alle valutazioni fatte riguardo l’attività degli operatori ed i processi di produzione precedentemente evidenziati.
Sono stati inoltre calcolati i costi degli esami immunoematologici correlati alle donazioni con una valutazione proporzionale al numero ed ai tipi di esami effettuati per singolo donatore.
Partendo dalla stima di 100.150 donazioni annue (effettuate in Area Vasta Nord-Ovest) di competenza della Officina Trasfusionale è stato valutato che il 90% saranno seconde donazioni, per le quali dovrà essere eseguito solo il test del gruppo sanguigno di verifica, mentre il 10% saranno prime donazioni e sottoposte ad una batteria di esami: test del Gruppo completo ABO Rh e test del Fenotipo Rh/Kell; i soggetti Rh negativi (10%) sono poi sottoposti al test del Du e nei rari casi di positività (5%) di questo al test di Coombs Diretto; parallelamente sui positivi (10%) per il Kell viene effettuato il test di Cellano, e in caso di positività (97,7%) il test di Coombs Diretto.
Da aggiungere agli esami effettuati sono anche da considerare i test pre-donazione che vengono effettuati sui candidati donatori prima dell’autorizzazione alla donazione stessa. Questi sono gli stessi a cui sono sottoposte le prime donazioni, con l’aggiunta del Test di Coombs Indiretto e del Test di Identificazione degli Anticorpi in caso di esito positivo di quest’ultimo (percentuale trascurabile: 0,015%).
La valutazione economica dei singoli esami è stata eseguita in base alle tariffe del nomenclatore regionale ed il costo è stato attribuito ad ogni singolo prodotto calcolando, in base alla percentuale di esami effettuati, un costo medio omnicomprensivo.

Risultati
I risultati dell’analisi effettuata hanno portato alla quantificazione di una tariffa aziendale dei prodotti derivati dagli emocomponenti: emazie concentrate, buffy coat, plasma da frazionamento e da aferesi.

Conclusioni
La constatazione di costi di produzione contenuti, sensibilmente inferiori a quelli evidenziati prima della centralizzazione, dimostra l’ottimizzazione apportata al sistema trasfusionale regionale con la costituzione della Officina Trasfusionale. L’Officina Trasfusionale Nord-Ovest può rappresentare quindi un’avanguardia ed un punto di riferimento per il Sistema Sanitario Regionale Toscano. 

 

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