Adolescenti e gioco d’azzardo


Adriana IozziPsichiatra. Direttore UFM Sert C, Firenze Centro dal 2002.

C. Conace Psichiatra convenzionato SerT C, Firenze Centro

Intervento di prevenzione del gioco d’azzardo patologico

Il presente lavoro riguarda un intervento di sensibilizzazione e prevenzione rispetto al gioco d’azzardo patologico negli adolescenti, fascia di età particolarmente a rischio di sviluppare dipendenza. L’intervento si è svolto in collaborazione con il Dipartimento Neurofarba, Sezione di Psicologia dell’Università degli Studi di Firenze e ha interessato 390 studenti delle scuole secondarie.

 

Parole chiave: GAP, adolescenti, prevenzione, scuola, ricerca

Adriana IozziGli adolescenti rappresentano una categoria a rischio di sviluppare abuso o dipendenza sia da sostanze legali o illegali sia da comportamenti come il gioco d’azzardo, internet.
Fermandoci a considerare il gioco d’azzardo risulta che tra i giovani ha una prevalenza maggiore che negli adulti. I dati Eurispes e Telefono Azzurro evidenziano che il 12% degli adolescenti italiani gioca online, mentre il 27% lo fa in modalità “non online”, con una percentuale di rischio molto alta. Il comportamento di gioco può trasformarsi in “problematico”, quando il tempo dedicato dall’adolescente a giocare è sempre maggiore e la quantità di denaro investita sfugge al suo controllo fino a diventare in alcuni casi una dipendenza con un vero e proprio craving al comportamento.
Segnali da non sottovalutare:
• irritabilità e talvolta aggressività non motivata;
• bugie ripetute
• assenza da scuola
• furti in casa
• insonnia e disinteresse generale
Nell’ambito delle attività di prevenzione della UFM SerT C del Quartiere 5, da gennaio 2013 è formalmente attiva una collaborazione con la Prof.ssa Caterina Primi e la Dr.ssa Maria Anna Donati del Dipartimento NEUROFARBA, Sezione Psicologia, Università degli Studi di Firenze, finalizzata all’attività progettuale sul gioco d’azzardo denominata:”Gambling e Adolescenti: promuovere un comportamento responsabile”.
Tale collaborazione mira ad integrare l’attività di prevenzione e cura del Servizio pubblico dell’ASL con l’attività di ricerca nell’ambito del gioco d’azzardo patologico e di altri comportamenti a rischio di dipendenza svolta dal Dipartimento NEUROFARBA, con lo scopo di incentivare il collegamento tra ricerca e clinica.
In particolare il progetto si proponeva di raggiungere i seguenti obiettivi con gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, dei centri di formazione professionale e dei centri diurni del Quartiere 5 di Firenze:
a) rilevare la diffusione del comportamento di gioco d’azzardo e del comportamento problematico di gioco d’azzardo;
b) implementare l’intervento di prevenzione del comportamento problematico/patologico di gioco d’azzardo.
La rilevazione si proponeva di indagare:
• diffusione del comportamento (numero di giocatori);
• diffusione dei vari tipi di gioco d’azzardo (il numero di giocatori per gioco);
• la frequenza di gioco per le varie attività
• numero di giochi.
Inoltre lo studio si proponeva di rilevare la prevalenza del comportamento problematico di gioco d’azzardo, calcolando il numero di adolescenti classificabili rispettivamente come giocatori non problematici, a rischio e problematici.
Il campione di studio era costituito da 390 adolescenti. Di questi 325 erano studenti di una scuola secondaria di secondo grado (70% maschi, età media 16.38), 49 frequentavano una Scuola di Formazione e Lavoro (100% maschi, età media 17.47 anni) e 16 sono stati reclutati presso un Centro Diurno (81% maschi, età media 14.89).
I partecipanti hanno compilato il SOGS-RA, uno strumento che consente di indagare le abitudini di gioco e il comportamento patologico di gioco d’azzardo, consentendo di classificare i rispondenti in: giocatori non problematici (assenza di conseguenze negative), giocatori a rischio e giocatori problematici (presenza di 4 o più conseguenze negative).

Risultati
Il 72% degli adolescenti ha dichiarato di aver fatto almeno un gioco d’azzardo negli ultimi dodici mesi. I giochi più praticati sono risultati le lotterie istantanee (56%), seguite dalle scommesse sportive (52%) e dai giochi con le carte (37%).
Calcolando il numero di giochi fatti, solamente il 30% fa un solo gioco, l’altro 70% dichiara di fare due o più giochi.
L’82% degli adolescenti giocatori è risultato classificabile entro la categoria dei giocatori non problematici, mentre l’11% è stato classificato come giocatore a rischio ed il 7% come giocatore problematico.

Intervento di prevenzione
L’intervento si proponeva di prevenire il comportamento problematico di gioco d’azzardo focalizzando l’attenzione sulle distorsioni cognitive, uno dei principali fattori di rischio. Alla base delle distorsioni cognitive si trova un sistema di credenze, di convinzioni illusorie che le persone hanno sul gioco d’azzardo, per esempio l’esito dei giochi (essere convinto di poter controllare il risultato attraverso la propria abilità), le cause del risultato (attribuire le perdite a cause esterne, come la cattiva sorte, e le vincite a cause interne, come la propria competenza) o le aspettative legate al gioco (ritenere che attraverso il gioco si possano risolvere problemi che nulla hanno a che vedere con l’esito dei giochi). In particolare l’intervento si è centrato sul ragionamento probabilistico e i principali errori che si possono commettere in relazione al calcolo delle probabilità e sul pensiero superstizioso, cioè sulla falsa convinzione che esista una relazione di causa effetto tra due eventi in realtà tra loro indipendenti. L’intervento mirava a ridurre le distorsioni cognitive attraverso il potenziamento del ragionamento probabilistico corretto e la riduzione del pensiero superstizioso.
All’intervento hanno preso parte un sottogruppo di studenti che avevano partecipato alla rilevazione. Nello specifico hanno partecipato 165 studenti, 97 (93% maschi, età media 16.93) frequentanti il secondo anno di un istituto professionale e 68 (100% maschi, età media 17.56) frequentanti il secondo anno della Scuola Formazione e Lavoro.
I risultati hanno indicato che l’intervento è stato efficace nel modificare a breve termine le distorsioni cognitive legate al gioco d’azzardo. Nello specifico, al termine dell’intervento, solamente gli studenti del gruppo sperimentale hanno mostrato un decremento significativo del livello di distorsioni cognitive legate al gioco d’azzardo, a differenza di quelli del gruppo di controllo.

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In Evidenza

Si informano i lettori di Toscana Medica che sarà di prossima pubblicazione un forum dal titolo “LA FRAGILITA’ OSSEA: UN PROBLEMA CHE POSSIAMO AFFRONTARE MEGLIO”. Si ringrazia la

lilly

per il proprio contributo non condizionante.

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