L’andamento della mortalità nei toscani dal 1987 al 2013

Andrea Martini, laureato in statistica, lavora presso SS Epidemiologia dell’Ambiente e del Lavoro dell’ISPO di Firenze. In particolare si occupa da anni della gestione ed elaborazione dei dati di mortalità del Registro Regionale toscano.

E. ChelliniS.S. Epidemiologia dell’Ambiente e del Lavoro Istituto per lo Studio e la Prevenzione Oncologica (ISPO)

L. GiovannettiS.S. Epidemiologia dell’Ambiente e del Lavoro Istituto per lo Studio e la Prevenzione Oncologica (ISPO)

C. Lombardi, S.S. Epidemiologia dell’Ambiente e del Lavoro Istituto per lo Studio e la Prevenzione Oncologica (ISPO)

 

Nel 2013 i decessi in Toscana sono stati 41.897 (19.859 uomini e 22.038 donne). L’andamento nel tempo è in riduzione come a livello nazionale. La mortalità prematura (<65 anni) è quella che si riduce di più. La gran parte dei decessi avviene in età più avanzata per malattie cronico-degenerative. Gli incidenti stradali continuano ad essere la causa di morte più frequente per i soggetti giovani.

 

Parole chiave: mortalità, andamento temporale, cause di morte, speranza di vita, mortalità prematura

 

Andrea MartiniLe statistiche di mortalità sono uno strumento standardizzato a livello internazionale che consente di avere un quadro della salute (in negativo) della popolazione, per fare confronti nel tempo e fra popolazioni diverse, ed è pertanto utilizzabile a fini di programmazione e valutazione degli interventi sanitari.
In Toscana è attivo dal 1987 un Registro di Mortalità Regionale gestito per conto della 
Regione da ISPO in collaborazione con le Aziende Sanitarie Locali. Il flusso è quello previsto dal DPR 285/1990 “Regolamento di Polizia Mortuaria”. Dal 2011 a livello di ASL tutti i dati riportati sulle schede ISTAT di decesso vengono informatizzati (Decreto n. 5396/2010 – RFC 148), e attraverso il flusso regionale dei dati sanitari giungono a ISPO a cui compete un lavoro di controllo di qualità, di attribuzione della causa iniziale di morte e quindi di restituzione di tale dato a livello locale nonché di elaborazione dei dati consolidati ottenuti previo incrocio con quelli prodotti da ISTAT.
I dati più recenti sulla mortalità dei toscani sono del 2013: nel complesso la mortalità per tutte le cause è in linea con quella osservata a livello nazionale; tra i residenti in Toscana si sono osservati 41.897 decessi, di cui 19.859 negli uomini e 22.038 nelle donne. Il tasso standardizzato di mortalità è più elevato negli uomini (1.073,2 per 100.000, mentre nelle donne è pari a 694 per 100.000) e generalmente muoiono prima delle donne: il numero di anni di vita persi prima dei 65 anni di età nel 2013 è stato infatti pari a 30.417,5 negli uomini e 18.430 nelle donne. In generale l’andamento è ancora in diminuzione (Figura 1) in relazione all’aumento nel tempo della sopravvivenza, come evidenziabile anche dalla speranza di vita alla nascita che già dal 2010 risulta in entrambi i sessi superiore agli 80 anni (nel 2013 risulta pari a 81 negli uomini e 85,4 nelle donne). Continua a ridursi la mortalità infantile, anche nei residenti figli di immigrati che comunque presentano una mortalità nel primo anno di vita maggiore di quella dei nati da genitori italiani.

Figura 1La gran parte dei decessi avvengono in età più avanzata e sono dovuti a malattie cronico-degenerative quali malattie del sistema circolatorio (malattie ischemiche cardiache e malattie cerebrovascolari), tumori e malattie respiratorie (prevalentemente broncopneumopatie cronico-ostruttive).
Le malattie del sistema circolatorio sono quelle che hanno subito la riduzione maggiore, da ricondurre sia a importanti interventi di prevenzione primaria (riduzione dell’abitudine al fumo, aumento dell’attività fisica, migliore alimentazione) sia ai notevoli progressi registrati nelle cure (dalle terapie farmacologiche anti-ipertensive e per la prevenzione degli eventi ischemici acuti cardiaci e cerebrali, a quelle di riperfusione cardiaca come il bypass aorto-coronarico e l’angioplastica coronarica) sia all’operatività del sistema sanitario di emergenza disponibile sul territorio regionale.
Anche la mortalità per tumori è ugualmente in riduzione sia per il forte declino osservato per tumore dello stomaco in entrambi i sessi, sia per la riduzione della mortalità per tumore del polmone che sebbene sia ancora la prima causa di decesso per tumore negli uomini ha subito tale andamento per la notevole riduzione osservata negli ultimi decenni nel numero dei fumatori (Figura 2), sia nelle donne anche per il declino della mortalità per tumore della mammella mentre il tumore del polmone continua ad aumentare (Figura 3). Utilizzando la nuova popolazione standard proposta da Eurostat nel 2013 la mortalità per tumori non risulta aver ancora superato quella per malattie del sistema circolatorio: solo negli uomini i due tassi sono molti vicini tra loro e il numero di decessi per tumore è maggiore di quello per malattie del sistema circolatorio.

Figura 2

Figura 3

Una notazione positiva deriva anche dall’osservazione degli andamenti della mortalità per Disturbi psichici e di quelli per Malattie del Sistema Nervoso (tra cui la malattia di Alzheimer) che in entrambi i sessi dopo una continua crescita pare abbiano subito un arresto.
Grande attenzione deve essere posta alla mortalità prematura (in età inferiore ai 65 anni) che può ulteriormente ridursi se si modificano, riducono o eliminano molti noti fattori di rischio: sebbene la mortalità prematura si stia riducendo con un passo maggiore rispetto alla mortalità generale (nei maschi EAPC 1987-2013= -2,6%; nelle femmine EAPC 1987-2013= -1,8% - per confronto vedere l’andamento dell’EAPC per tutte le età e cause in Figura 1), la numerosità di questi decessi permane elevata: 2512 decessi negli uomini e 1540 decessi nelle donne nel 2013.
Rimane inoltre rilevante per i soggetti di età inferiore ai 34 anni la mortalità per cause accidentali, prevalentemente incidenti stradali, su cui ancora è necessario lavorare, rafforzando le politiche e le strategie messe in atto che prevedono un lavoro integrato di prevenzione su più fronti oltre a quello sanitario, e continua infine a crescere dai primi anni 2000 negli uomini la mortalità per suicidi, che adesso ha superato quella per incidenti stradali.
Questi e altri dati sono disponibili sul sito del Registro di Mortalità Regionale toscano: 
http://rtrt.ispo.toscana.it/rmr/index_RMR.html

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