Invalidità civile per stranieri

Accesso ai servizi nell’ex USL di Empoli

Daniela Lepore, specialista in Medicina Legale e delle Assicurazioni nel 1990 c/o l’Univ. di Modena e in Igiene e Medicina Sociale nel 2005 c/o l’Univ. di FI. Dal 1999 è Dirigente Medico Legale c/o l’ASL 11 di Empoli, dove, dal 2009, è Direttore dell’U.O. di Medicina Legale.

PAOLO DEL GUERRA, Dirigente medico UF Prevenzione Luoghi di Lavoro  Zona Empolese USL Toscana Centro.

I riconoscimenti di invalidità civile (IC) e di handicap rappresentano il presupposto giuridico per la concessione di benefici non solo economici: la Corte Costituzionale, con la recente sentenza n. 230/15, ha ultimato il percorso di “demolizione” – secondo l’espressione letterale della stessa – di ogni residua differenza con i cittadini italiani, iniziato nel 2008.

Parole chiave: Invalidità civile, handicap, accompagnamento


Daniela LeporeI dati sull’accesso ai servizi sociali e sanitari da parte degli immigrati sono scarsi, e le ricerche disponibili indicano difficoltà, in particolare per barriere di natura soprattutto culturale.

La Tabella 1 mostra gli accessi alle prestazioni sociali di tipo residenziale per alcune tipologie di utenza.

 

 

Tabella 1


La popolazione residente nel nostro territorio è indicata in Tabella 2: la percentuale di stranieri, superiore alla media nazionale, è cresciuta in due anni di oltre un punto percentuale.
Nell’età scolare, i dati MIUR per l’anno 2013-14 mostravano, con una tendenza all’aumento, che gli alunni stranieri erano il 9% del totale, gli alunni con disabilità il 2,6%, e gli alunni disabili stranieri rispettivamente il 3,3% degli stranieri totali e l’11,5% degli alunni con disabilità (fonte: FISH).

Tabella 2I riconoscimenti di invalidità civile (IC) e di handicap rappresentano il presupposto giuridico per la concessione di benefici non solo economici: la Corte Costituzionale, con la recente sentenza n.230/15, ha ultimato il percorso di “demolizione” – secondo l’espressione letterale della stessa – di ogni residua differenza con i cittadini italiani, iniziato nel 2008.
L’INPS, nella circolare n. 13983 del 04.09.13, aveva riepilogato le provvidenze introdotte a seguito di tali sentenze:
• indennità di accompagnamento (n. 306/08 e 40/13);
• pensione d’invalidità agli invalidi civili totali (n. 11/2009 e 40/13),
• assegno mensile agli invalidi civili parziali (n. 187/10);
• indennità di frequenza (n. 329/11).
Anche la Corte europea dei diritti dell’uomo era intervenuta sulla stessa linea, stabilendo che disposizioni diverse contrastano col principio di non discriminazione nel godimento dei diritti fondamentali della persona.
L’analisi dei dati di IC può fornire utili indicazioni sia per valutare le necessità espresse nelle domande, sia per realizzare interventi mirati di orientamento e di supporto.
Abbiamo valutato le domande nelle due zone distretto della ex-USL 11 Empoli presentate da stranieri, confrontando il I° trimestre degli anni 2013 e 2016.
Le domande sono state rispettivamente 67 su 1803 totali (3,72%) nel 2013; 65 su 1203 (5,40%) nel 2016: si osserva quindi un aumento relativo a fronte di una diminuzione delle domande totali (–33,4%).
Le nazionalità più rappresentate sono Marocco, Romania e Albania; nel 2013 sono pervenute numerose domande anche da cittadini cinesi. Sono invece scarse le domande dalla comunità senegalese, storicamente insediata nel Valdarno Inferiore (circa 1700 nel 2015).
Nella zona Valdarno la proporzione è maggiore per circa 1/3; il dato, a nostro parere, potrebbe trovare spiegazione in una maggiore azione proattiva di realtà associative a supporto degli immigrati.
La valutazione è riportata in Figura 1. La percentuale di domande inappropriate (che non danno cioè luogo a benefici: non invalidi +35-45%) è piuttosto elevato e in crescita, da 18/62 (29,0%) nel 2013 a 23/57 (40,4%) nel 2016.
Tra i riconoscimenti nella popolazione di età <18 anni si rilevano 8 indennità di frequenza e 4 indennità di accompagnamento (IA) nel 2013, rispettivamente 5 e 0 nel 2016.
La finalità prevalente è la provvidenza economica e l’aiuto per l’inserimento in centri specializzati secondo la patologia. Per l’ottenimento di insegnante di sostegno la domanda è invece presentata ai sensi della L. 104/92, anche contestualmente alla IC.
Nella popolazione >18 anni danno potenzialmente luogo a benefici economici 5 IA nel 2013 e 6 nel 2016, oltre a 14 riconoscimenti tra il 67 e il 100% nel 2013 (rispettivamente 11 nel 2016). Si evidenzia 1 solo caso di cecità civile in ciascun periodo.

Figura 1
I riconoscimenti di IC >45% danno invece accesso al sistema del collocamento mirato al lavoro ai sensi della L. 68/99.
Tra gli ultrasessantacinquenni sono presenti alcuni soggetti riconosciuti invalidi nelle fasce non percentualizzate (“lieve” e “medio-grave”), che non danno luogo a provvidenze economiche.
Le patologie collegate al ricono­scimento sono prevalentemente di ­natura neuropsichiatrica (soprattutto nei minori per deficit genetici e ADHD), osteoarticolare (>18 anni) e cardiovascolare (congenita nei <18 anni, ischemica e valvolare nei >18 anni). Soprattutto negli anziani è altamente frequente il rilievo di barriere linguistiche, talora solo parzialmente compensate dai familiari.
Per confronto, la popolazione italiana presenta uno spostamento di utenza e riconoscimenti verso fasce di età più avanzata; la percentuale di domande inappropriate è minore. Le patologie più comuni sono anche qui neuropsichiatriche (in particolare demenze), malattie neoplastiche, cardiovascolari e osteoarticolari. Le differenze possono essere in parte spiegate con la diversa distribuzione anagrafica, con maggiori tassi di natalità e prevalenza delle fasce più giovani tra gli immigrati; sono infatti meno frequenti, pur se non rari, i ricongiungimenti familiari che consentono l’immigrazione di anziani. In conclusione i dati mostrano complessivamente un trend in crescita del ricorso all’istituto dell’IC, pur ancora in proporzione inferiore agli italiani.
Emerge la necessità di migliore informazione ed assistenza, in quanto è elevata – e apparentemente crescente – la proporzione di domande che non danno luogo a benefici: ciò comporta da un lato aspettative non soddisfatte e dall’altro consumo di risorse pubbliche (ogni domanda ha un costo, dal momento della ricezione alla fase di riconoscimento, sino alla trasmissione dell’esito, per nulla dire di eventuali ricorsi giudiziali). Si tratta di un’attività che compete soprattutto ai Patronati, o alle Associazioni di volontariato e degli stessi immigrati che provvedono all’assistenza nel disbrigo di pratiche. Nel momento attuale infatti sarebbe opportuno mettere in atto ogni iniziativa utile a migliorare l’appropriatezza delle prestazioni medico legali erogate.

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In Evidenza

Si informano i lettori di Toscana Medica che sarà di prossima pubblicazione un forum dal titolo “LA FRAGILITA’ OSSEA: UN PROBLEMA CHE POSSIAMO AFFRONTARE MEGLIO”. Si ringrazia la

lilly

per il proprio contributo non condizionante.

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