La nuova legge sulle vaccinazioni della Regione Toscana

Considerazioni


Chiara AzzariCHIARA AZZARI, Professore associato di Pediatria, si è laureata in Medicina e Chirurgia nel 1984, Dottore di Ricerca in pediatria (1989), Specialista in Pediatria (1993) e in Allergologia e Immunologia Clinica (2000), Direttore della Clinica Pediatrica II. Ha studiato all’Università di Firenze e alla University of Washing-ton (Seattle, USA).

 

Paolo BonanniPAOLO BONANNI, Ordinario di Igiene, Università degli Studi di Firenze.

 

 

Giovanni Vitali RosatiGIOVANNI VITALI ROSATI, Pediatra a Firenze, Responsabile per la Fimp della rete vaccini della Regione Toscana, Consigliere della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) della Provincia di Firenze dal 2009, Membro della Commissione regionale vaccini della Toscana.

 

È indubbio che i vaccini rappresentino una della maggiori, se non la più grande, conquista della medicina.
Le flessione dei tassi vaccinali è quindi estremamente preoccupante.
Un provvedimento di sanità pubblica è assolutamente indispensabile.


Parole chiave: vaccini, sanità pubblica, tasso vaccinale, tutela della salute


L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima che ogni anno circa 3 milioni di persone, di cui moltissimi bambini, siano salvate dalla morte grazie ai vaccini. Tuttavia, ancora circa un milione e mezzo di individui perdono la vita ogni anno nel mondo per malattie potenzialmente prevenibili con vaccino. Questo perché oggi un bambino ogni cinque a livello globale non viene vaccinato. Se da una parte i Paesi in via di sviluppo compiono enormi sforzi per migliorare le coperture vaccinali, dall’altro lato, soprattutto nei Paesi più avanzati, si assiste ad un calo dell’adesione ai programmi vaccinali. Questa situazione si è resa evidente negli ultimi anni sia in Italia, che in tutti gli altri Paesi europei, ed ha cause molteplici e in parte diverse a seconda dei periodi e delle differenti realtà geografiche. Il rifiuto/sfiducia verso le vaccinazioni è diventato talmente importante e preoccupante che l’OMS ha costituito un gruppo di studio, il “SAGE (Strategic Advisory Group of Experts) working group on vaccine hesitancy”, con lo scopo di analizzare le motivazioni del rifiuto o della più diffusa perplessità vaccinale (vaccine hesitancy) e di dare indicazioni utili su come affrontare questo problema.

legge vaccini Figura 1


L’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) ribadisce che in tutti i Paesi dell’Unione Europea gli operatori sanitari vengono ancora identificati come la più importante e la più affidabile fonte di informazioni sulle vaccinazioni. Il rapporto di fiducia instaurato con la popolazione li colloca in una posizione unica per aiutare i genitori a comprendere e a scegliere responsabilmente.
Il Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale stabilisce l’obiettivo di raggiungere e mantenere una percentuale di copertura vaccinale del 95% per tutte le vaccinazioni, per garantire il mantenimento di una adeguata protezione di comunità (o immunità di gregge). La protezione di comunità è fondamentale sia per ridurre la circolazione dei patogeni (e ridurre quindi il contatto fra la popolazione e i patogeni stessi), ma anche per proteggere quella parte di popolazione che per reali controindicazioni mediche non può effettuare alcune vaccinazioni (contenenti microrganismi vivi e attenuati), o che non è in grado di rispondere al vaccino con un’adeguata risposta immunitaria. Vale inoltre la pena rammentare che per la sola vaccinazione per cui la protezione comunitaria non esiste in quanto malattia non contagiosa, cioè il tetano, la necessità di essere coperti dalla vaccinazione è comunque resa indispensabile dall’estrema pericolosità della malattia, e dal fatto che non è possibile immunizzarsi per contatto naturale con il germe o la sua tossina. Ciò significa che il solo modo per proteggersi contro il tetano è attraverso la vaccinazione richiamata periodicamente.
Quando le percentuali di copertura vaccinale calano in modo rilevante, le malattie ricompaiono. In Siria nel 2012 la copertura vaccinale per polio passò dal 98% al 68% a causa della guerra civile, e a seguito della ridotta copertura si verificarono 22 casi di polio paralitica. La diffusione della malattia non dipese dal peggioramento delle condizioni igienico-sanitarie. Di ciò è conferma quanto accadde in Russia e altri stati ex-sovietici nel 1991-1997: a causa del calo delle coperture, si verificarono 150.000 casi e 5.000 morti per difterite, una malattia che si trasmette invece tramite le goccioline emesse respirando e parlando.
Il calo delle coperture vaccinali contro il morbillo ha determinato epidemie in molti paesi d’Europa. È fondamentale ricordare che alle epidemie si associano casi di morte e di complicanze gravi. Tra i 9.000 casi di morbillo verificatisi in Francia nel 2011, furono registrati 2 morti e 12 casi di encefalite (cioè più di un caso ogni 1.000) oltre ad altre complicanze.

La situazione in Italia e in Toscana
In Italia le coperture vaccinali aggiornate al 4 ottobre 2016 mostrano una sensibile riduzione per tutte le vaccinazioni, riduzione che prosegue ormai da alcuni anni.
Come possiamo notare in Tabella 2, negli ultimi tre anni si sta assistendo ad un calo che, anche se meno pronunciato di quanto accade nel resto di Italia, porta le coperture vaccinali per tutte le vaccinazioni al di sotto della soglia del 95%, con la sola eccezione dell’anti-tetanica. Tale calo è particolarmente preoccupante per morbillo, parotite, rosolia e varicella.

Vaccinazioni obbligatorie
e raccomandate
In Italia è in vigore per tutti i nuovi nati l’obbligo di legge per le vaccinazioni contro difterite, tetano, poliomielite, epatite B. Le altre vaccinazioni inserite nei calendari vaccinali in regime di offerta attiva e gratuita sono definite ”raccomandate”. Tale distinzione è, dal punto di vista scientifico e di sanità pubblica, anacronistica. In effetti, le vaccinazioni obbligatorie e le vaccinazioni raccomandate sono ugualmente importanti. L’obbligo vaccinale è una misura nata per la prima volta circa ottant’anni fa (la prima vaccinazione obbligatoria è stata quella contro la difterite a partire dal 1939), per contrastare malattie che causavano migliaia di morti infantili e tantissime sofferenze: i dati della letteratura scientifica, così come le statistiche demografiche di tutti i Paesi del mondo, fanno capire in maniera indiscutibile il grande impatto che l’obbligo vaccinale ha avuto sulla notevole riduzione (in qualche caso sull’eliminazione completa) di queste malattie nel nostro e in altri Paesi.

Tabella 1
Si trattava di una misura “obbligatoria” per tutti i genitori dei nuovi nati, con carattere coercitivo e automatico, resa importante dall’emergenza epidemica del tempo al fine di garantire un intervento omogeneo, costante e tempestivo in tutto il Paese, che potesse rendere progressivamente immuni sempre più coorti di bambini, riducendo quindi notevolmente il rischio di ammalarsi.
Già vent’anni orsono fu posta in discussione la necessità di equiparare tutte le vaccinazioni presenti nel calendario vaccinale, rendendole o tutte obbligatorie o tutte raccomandate. Tuttavia, confidando nella progressiva maturazione del livello culturale e della preparazione specifica nel campo delle vaccinazioni da parte della popolazione, si ritenne allora che un intervento legislativo fosse in realtà superfluo.
In effetti, la sanità pubblica ha sempre confidato nel fatto che la popolazione avrebbe accettato tutte le vaccinazioni allo stesso modo, proprio perché ne era indubbia l’importanza e l’utilità. Sulle vaccinazioni non esistono verità contrastanti, ma evidenze scientifiche che dimostrano in maniera univoca uno straordinariamente favorevole rapporto tra rischi e benfici.
Non vi è dubbio che un sistema in cui non vi sia alcun obbligo, e che raggiunga un’adesione pressoché unanime alle vaccinazioni per intima convinzione dei genitori sulla bontà e ragionevolezza di tale scelta, sia il sistema di prevenzione idealmente migliore.
Tuttavia, in presenza di una realtà contraddistinta da una diffusa disinformazione, in cui la notizia scientificamente documentata è messa costantemente sullo stesso piano di quella ‘ad effetto’ ma senza alcuna fondamento reale, risultandone un comprensibile disorientamento dei genitori, si rende indispensabile segnalare e sostenere la scelta delle vaccinazioni per mantenere e migliorare lo stato di salute dei bambini attraverso forti azioni di indirizzo, come quelle previste dalla presente Legge Regionale.
Peraltro, le disposizioni della recente Legge Regionale sono in linea con le raccomandazioni del Comitato Nazionale di Bioetica, che ha rimarcato come occorra “porre in essere, in caso di situazioni di allarme, azioni ripetute e adottare provvedimenti di urgenza ed eventuali interventi legislativi necessari a ripristinare o raggiungere un livello accettabile di sicurezza sanitaria ottenibile mediante il mantenimento di elevate coperture vaccinali”.

Tabella 2
Si tratta di norme pensate per proteggere la comunità e in particolare:
• chi ha le difese immunitarie compromesse
• i bambini piccoli, non ancora vaccinati
• i bambini che pur essendo stati sottoposti a tutte le vaccinazioni raccomandate, non hanno sviluppato una risposta immunitaria sufficiente a proteggerli adeguatamente.

Insieme a queste importanti iniziative, il cui unico obiettivo è la tutela della salute dei bambini, in particolare di quelli più deboli, e dell’intera popolazione regionale, è necessario e cruciale continuare a mettere in atto tutte le strategie necessarie per fugare i dubbi dei genitori, ascoltandoli con attenzione, manifestando comprensione per i loro dubbi e per le loro paure, e illustrando con chiarezza e comparativamente i gravi danni causati dalle malattie insieme ai modesti rischi derivanti dalla somministrazione dei vaccini.
Considerando quanto già deliberato sulla stessa materia dalla Regione Emilia Romagna, la Regione Toscana ritiene importante, al fine di superare l’anacronostica distinzione tra due tipologie di vaccinazioni, obbligatorie e raccomandate, che lo stesso obbligo sia necessario per tutti i bambini che frequentano i servizi educativi prescolari e riguardi pertanto tutte le vaccinazioni che fanno parte del Piano Nazionale delle Vaccinazioni.
A questo riguardo si fa notare che nel Piano Nazionale Vaccini 17-19 si sottolinea l’importanza: “dell’allineamento degli strumenti normativi in tema di offerta vaccinale per superare l’antistorica distinzione tra vaccinazioni obbligatorie e facoltative: si propone di adottare un unico istituto normativo che, abrogando le norme precedenti, classifichi e definisca in modo univoco tutte le vaccinazioni che il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale prevede siano offerte in modo attivo e gratuito sul territorio nazionale come raccomandate”.

In Evidenza

Si informano i lettori di Toscana Medica che sarà di prossima pubblicazione un forum dal titolo “LA FRAGILITA’ OSSEA: UN PROBLEMA CHE POSSIAMO AFFRONTARE MEGLIO”. Si ringrazia la

lilly

per il proprio contributo non condizionante.

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