Il percorso psicologico dei neopapà

Patrizia FistemairePATRIZIA FISTESMAIRE, Psicologa clinica e psicoterapeuta, coordinatrice attività psicologiche con finalità preventiva in ambito materno infantile, U.F. Consulto­riali, Zona Piana di Lucca, Azienda Usl Toscana Nord Ovest.

 

DANILO MESSINA, Psicoterapeuta Tiro­cinante Volontaria S.P.C. Psicologia Azienda Usl Toscana Nord Ovest (ex Ausl2).

MARCO VIERI CENERINI, Psicoterapeuta Tirocinante Volontaria S.P.C. Psicologia Azienda Usl Toscana Nord Ovest (ex Ausl2).

RAFFAELE DOMENICI, Direttore Dipartimento Materno Infantile Azienda Usl Toscana Nord Ovest.

PATRIZIA SCARSINI, Direttore S.P.C. Psicologia Azienda Usl Toscana Nord Ovest (ex Ausl2).

GIAN LUCA BRACCO, Direttore S.C. Ginecologia e Ostetricia Azienda Usl Toscana Nord Ovest (ex Ausl2).

LAURA GIARDINA, Responsabile U.F. Consultoriale Azienda Usl Toscana Nord Ovest (ex Ausl2).

MARIA PAOLA BELLUOMINI, Ostetrica Dipartimento Materno Infantile Azienda Usl Toscana Nord Ovest (ex Ausl2).

GIULIA FANTONI, Ostetrica Dipartimento Materno Infantile Azienda Usl Toscana Nord Ovest (ex Ausl2).

Dal maggio 2016 è stato creato presso il Consultorio familiare della Zona Piana di Lucca uno spazio di ascolto e condivisione tra neo-padri che si articola in un percorso di gruppo a termine.
L’offerta di un contenitore specifico per i padri è nato da un bisogno espresso direttamente dalla popolazione, dunque è stato accolto con una risposta significativa da parte dei padri. L’attività rientra nel percorso materno-infantile in un’ottica di equità ed appropriatezza, poiché rappresenta un intervento di prevenzione efficace di riduzione del rischio del disagio genitoriale.


Parole chiave: padre, madre, genitorialità, dubbio, paternità


Introduzione
L’esigenza di dedicare uno spazio alla figura del padre nasce direttamente dall’ascolto di una necessità espressa da un campione di donne intervistate nell’anno 2015.
L’indagine effettuata, pur avendo un rigore scientifico tale da poter essere approfondita in tal senso, è stata svolta come implementation research, per definire un servizio che sia quanto più in linea con i bisogni espressi da un campione significativo omogeneo per caratteristiche.

La nascita del progetto
Certi di incontrare un reale bisogno delle donne, intercettato dall’indagine svolta e condiviso con la comunità più ampia delle nostre utenti, ci siamo messi a pensare quale fosse il modo migliore per rispondere a questa domanda, per offrire un servizio idoneo sia da un punto di vista di appropriatezza che di efficacia. Da una sinergia di intenti e di obiettivi autentica tra Ospedale e Territorio è stato individuato il Consul­torio come luogo ove organizzare un ciclo di incontri a valenza di sostegno psicologico di gruppo per i neopapà.

Il ciclo di incontri per neopapà: “E ora che faccio?”

Il ciclo di incontri per neopapà “E ora… che faccio?” si è tenuto presso gli spazi del Consultorio familiare della Cittadella della Salute dell’Ospedale Campo di Marte a Lucca. Gli incontri sono stati tre, della durata di un’ora e trenta minuti ciascuno, tenuti nell’arco di un mese e dieci giorni di sabato mattina (in parallelo al corso tenuto dalle ostetriche per le neomamme).
È stata un’opportunità per i “quasi-papà” e “neopapà” di stare insieme per condividere e riflettere sulla nascita del proprio figlio/figlia, sui sentimenti che stavano provando, sul ruolo che avrebbero assunto e più in generale su come vedono l’esser padri nella società odierna.
L’iniziativa era rivolta a coloro che stavano per diventare papà o che già lo fossero diventati da poco (meno di dodici mesi).
Le riunioni hanno avuto una risposta molto buona in termini di partecipazione. Al primo incontro, infatti, erano presenti una ventina di neopapà molto disponibili, e in parte molto incuriositi da questi incontri. Durante i tre incontri, i partecipanti si sono confrontati sulle aspettative percepite nel loro nuovo ruolo e hanno condiviso le ansie che stavano vivendo. Si è discusso molto, infatti, sulla funzione paterna e sul ruolo atteso. Tutti i presenti erano d’accordo sul fatto che la responsabilità verso la coppia madre/nascituro era l’elemento di maggiore preoccupazione e forza. Da una parte, infatti, il pensiero di dover “pre-occuparsi” di loro portava carichi di ansia tra i presenti e dall’altra, anche grazie al confronto, si rendevano conto che questa preoccupazione era necessaria affinché potessero avere “forza” sufficiente ad affrontare la fase di vita che li aspettava.
L’immagine del cambiamento che il gruppo percepiva rispetto al proprio ruolo è stato bene espresso da un “quasi papà”, che ha raccontato di aver venduto la propria motocicletta di grossa cilindrata per ricomprare uno scooter “cinquantino” necessario “giusto a potersi spostare con sicurezza e andare al lavoro”. Questo racconto è stato accolto come una calzante metafora sui sentimenti esperiti da una buona parte del gruppo, la perdita di un ruolo potente di “esplorazione e conquista” per passare a uno più sicuro e stabile nei confronti della coppia madre/neonato, ed ha fornito la possibilità di iniziare a fermarsi a riflettere sui sentimenti dei presenti.
I partecipanti hanno poi offerto la disponibilità a soffermarsi anche sulle questioni relative alla coppia, con emozioni di gioia verso il nuovo assetto che la loro coppia stava per prendere, ma anche di preoccupazione verso i cambiamenti esperiti nelle compagne, visti come avvisaglie di un cambiamento che si sarebbe completamente palesato dopo la nascita del figlio o della figlia e che avrebbe potuto rappresentare il tramonto dell’idea di coppia come l’avevano conservata fino ad allora (con possibili vissuti di esclusione o svalutazione).
Sulla “posizione” emotiva e funzionale del papà rispetto alla coppia madre/bambino, sul dove porsi idealmente, oltre alla consueta immagine “protettiva e di filtro” tra il nucleo familiare e l’esterno delle triade, è stata fruttuosa per la discussione l’immagine riproposta da uno dei due conduttori e ripresa da uno psicoanalista inglese, Donald Meltzer (1986), che immaginava appunto una parte della funzione paterna come un “capezzolo tra il seno materno e la bocca del bambino”. Questa immagine, accolta con ilarità inizialmente tra i presenti, è diventata interessante spunto di riflessione più attenta sulle funzioni paterne modulatrici e di filtro nel rapporto madre/neonato sin dalla nascita.
La discussione si è così potuta portare sulla sensazione dei papà di avere un ruolo poco riconosciuto e marginale in questa fase, e dunque all’idea di “dover” vivere ed esperire prima del bambino quelle angosce di separazione, di perdita e di esclusione che caratterizzeranno parte della vita emotiva del bimbo dal momento del divezzamento.

Conclusioni
Si è valutato significativo dunque procedere con altri cicli di incontri a cadenza mensile in modo che quanti più padri possano usufruire del servizio e beneficiare della dimensione del confronto.


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In Evidenza

Si informano i lettori di Toscana Medica che sarà di prossima pubblicazione un forum dal titolo “LA FRAGILITA’ OSSEA: UN PROBLEMA CHE POSSIAMO AFFRONTARE MEGLIO”. Si ringrazia la

lilly

per il proprio contributo non condizionante.

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