Continuità terapeutica assistenziale con farmaci H

Un progetto sperimentale dell’ex USL 11 di Empoli

Massimo GiraldiMASSIMO GIRALDI, UOC Organizzazione Servizi Sanitari Territoriali, ex USL 11 Empoli. Medico di comunità, dal 2002 in servizio presso UOC Organizzazione Servizi Sanitari Territoriali ex USL 11 Empoli. Si occupa della continuità Territorio-Ospedale-Territorio e delle dimissioni complesse. Responsabile dell’UVM specialistica ospedaliera e referente di progetti specifici (paziente medulloleso, con SLA e con gravi disabilità). Dal 2011 coordina il Gruppo Operativo Interdipartimentale Cure Continue e Palliative.

BARBARA RITA PORCHIA, Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva, Università di Firenze.

CLAUDIO BALDINI, UOC Direzione Professioni Sanitarie Territoriali, ex USL 11 Empoli.

CARLO MILANDRI, OUC Oncologia, Presidio Ospedaliero S. Giuseppe, Empoli.

ALESSANDRO SCARAFAGGI, OUC Innovazione e Sistema Qualità Territoriale, ex USL 11 Empoli.

SABINA MORICONI, UOC Farmaceutica, ex USL 11 Empoli.

ISABELLA CINAGLIA, UOC Farmaceutica, ex USL 11 Empoli.

ELUISA LO PRESTI, UOC Direzione Ospedaliera, Presidio Ospedaliero S. Giuseppe, Empoli.

PIERO SALVATORI, UOC Organizzazione Servizi Sanitari Territoriali, ex USL 11 Empoli.

 

Per garantire la continuità assistenziale e un adeguato trattamento farmacologico in soggetti che, a livello territoriale, non trovino una valida alternativa rispetto ai farmaci in fascia H, è stato costruito un percorso ad hoc da parte di un gruppo multiprofessionale e multidisciplinare nell’ex USL 11 di Empoli. Dopo quasi sei mesi dall’avvio, i risultati sono stati positivi sia in termini di soddisfazione degli utenti che di efficienza della presain carico.


Parole chiave: farmaci H, continuità terapeutica, ospedale, territorio, Empoli


La lista dei medicinali del Prontuario Terapeutico Nazionale è suddivisa nelle fasce A, C e H. Quest’ultima comprende i farmaci di esclusivo uso ospedaliero, esitabili e non esitabili. I farmaci H non esitabili possono essere soltanto utilizzati in ospedale, mentre quelli esitabili possono essere distribuiti a carico del SSN solo dalle Aziende Sanitarie, secondo indicazioni regionali.
Nell’ottica di orientare la risposta ai bisogni sanitari dei pazienti in modo da garantire la continuità assistenziale e consentire adeguato trattamento farmacologico in soggetti individuati a livello territoriale, che non trovino valida alternativa se non quella dei farmaci H, nell’ex USL 11 di Empoli è stato creato un percorso per la somministrazione di questi farmaci sul territorio. A questo scopo è stato istituito un gruppo di lavoro, multiprofessionale e multidisciplinare, costituito da operatori delle UU.OO.CC. (Organizzazione dei Servizi Sanitari Territoriali, Direzione Professioni Sanitarie Territoriali, Farmaceutica, Medicina Interna, Innovazione e Sistema Qualità Territoriale, Direzione Ospedaliera, Oncologia, Servizi Amministrativi della Rete Territoriale) che ha avuto il mandato di costruire un percorso ben definito, garantendo condizioni di appropriatezza e di sicurezza per il paziente e gli operatori sanitari.
La Figura 1 mostra in maniera sintetica le fasi del percorso.
Se l’accesso al percorso avviene dall’ospedale, lo specialista ospedaliero prescrive il farmaco mediante PTP (Piano terapeutico personalizzato) e, nel caso di soggetto ricoverato o trattato in ambito ospedaliero, provvede alla somministrazione iniziale del farmaco e alla realizzazione della presa in carico da parte delle équipe territoriali, mediante la dimissione programmata e protetta gestita dal Punto Unico di Accesso (PUA).
Se la richiesta di accesso al percorso proviene dal territorio, il medico di medicina generale o il pediatra di famiglia, in qualità di responsabile clinico del paziente sul territorio, segnala la presenza di soggetti che necessitino di trattamenti terapeutici con farmaci H al medico di comunità, afferente alla UOC Organizzazione dei Servizi Sanitari Territoriali – referente per il Punto Unico di Accesso. Il curante, parte integrante dell’équipe territoriale, fornisce anche supporto durante la somministrazione del farmaco.
In ogni caso, la richiesta di somministrazione a livello territoriale dei farmaci H deve essere determinata dalla necessità di continuare un trattamento iniziato in ambito ospedaliero in assenza di alternative terapeutiche, o qualora si tratti di una terapia prescritta dal medico di medicina generale in relazione alla documentata efficacia del farmaco e all’assenza di alternative terapeutiche. Nel caso di farmaco antibiotico con limitazione della prescrivibilità all’ambito ospedaliero, finalizzato al mantenimento dell’efficacia ed alla contemporanea prevenzione dell’insorgenza di resistenza batterica ai principi attivi, è necessario allegare il supporto di indagini microbiologiche.
Il paziente che si sottopone al trattamento deve essere informato e prestare il proprio consenso ad essere trattato con un farmaco di generale uso ospedaliero, in ambito domiciliare o in altra struttura assimilabile all’ospedale nel suo interesse assistenziale.

farmaciH Figura 1
A seguito della richiesta, il medico di comunità, referente del Punto Unico di Accesso, valuta e attiva i percorsi assistenziali proposti dagli specialisti ospedalieri e dai medici di medicina generale o dai pediatri di famiglia, convalida l’ordine del farmaco secondo le modalità previste da specifica procedura e verifica il buon andamento del progetto assistenziale, avvalendosi anche della consulenza dello specialista delle Malattie Infettive afferente al Dipartimento Medico.
La somministrazione del farmaco può avvenire in strutture definite come assimilabili all’ospedale, ovvero Hospice, strutture di Cure Intermedie come da DGRT 431/2013, strutture residenziali (RSA, RSD, CD) e Case di Cura, Distretti Socio-Sanitari, Casa della Salute, ambulatori di medicina generale e pediatria di famiglia, domicilio per cure palliative e interventi specifici di assistenza domiciliare, e sarà effettuata dagli infermieri del servizio di assistenza infermieristica territoriale.
Il farmacista si occupa della convalida della richiesta del farmaco, del reperimento e fornitura della molecola per tutta la durata del trattamento e dell’invio presso il servizio dove sarà effettuata la prestazione/somministrazione. Infine provvede alla rendicontazione trimestrale mediante report specifico da indirizzarsi al medico di comunità del Punto Unico di Accesso.
Il progetto è partito nel mese di febbraio 2016 e, alla fine di luglio, risultano 22 percorsi attivati per 15 pazienti. Diciassette trattamenti sono stati prescritti dal medico di medicina generale e cinque da specialisti ospedalieri; in venti casi sono state somministrate terapie antibiotiche e in due casi altri tipi di terapia (marziale e IPP).
Sebbene la numerosità dei soggetti sia ancora limitata, il percorso ha ottenuto notevoli risultati soprattutto per quanto riguarda la qualità delle cure, la compliance al trattamento e la soddisfazione dei pazienti e dei caregiver, soprattutto laddove la situazione di cronicità e/o di terminalità richiede maggiore flessibilità dei servizi offerti. Tale modalità operativa contribuisce allo sviluppo e all’implementazione della continuità Territorio-Ospedale-Territorio, in un’ottica di proattività e di tempestiva presa in carico, e concorre in modo diretto ad abbattere il ricorso al Pronto Soccorso, all’ospedalizzazione, al Day Service, al Centro Trasfusionale e alle prestazioni ambulatoriali nei setting specialistici (oncologico, ecc.). I benefici per i cittadini/utenti e per l’organizzazione sono rilevabili anche in termini di riduzione della spesa, con la possibilità di reinvestire le risorse per l’implementazione dei servizi territoriali e l’innalzamento del livello di qualità e sicurezza per i pazienti e i professionisti, nonché nella formazione continua integrata.

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Si informano i lettori di Toscana Medica che sarà di prossima pubblicazione un forum dal titolo “LA FRAGILITA’ OSSEA: UN PROBLEMA CHE POSSIAMO AFFRONTARE MEGLIO”. Si ringrazia la

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