La fibrillazione atriale

Appropriatezza diagnostico-terapeutica


1. La Fibrillazione Atriale (FA) è una causa comune di stroke ischemico: riguarda circa un quarto di tutti gli infarti cerebrali ed oltre la metà di quelli di origine cardioembolica. Tra gli affetti da stroke ischemico, circa il 15% ha una storia di FA cronica o parossistica precedente l’episodio acuto.

2. Sono obiettivi di questo documento:
• Identificare correttamente e precocemente i soggetti con FA;
• Identificare e trattare le patologie sottostanti la FA;
• Trattare efficacemente i pazienti al fine di ridurre il rischio di morte, di ictus, di scompenso cardiaco e di ospedalizzazioni ripetute;
• Garantire il follow-up e la presa in carico.

3. Il perseguimento di questi obiettivi è di competenza di diversi attori, ciascuno nel suo ruolo; nello specifico:
 
• Medici di Medicina Generale
• Infermieri (di Comunità, di AFT e Casa della Salute)
• Pazienti e Familiari
• Farmacie
• 118
• Medicine d’Urgenza Ospedaliera
• Specialisti Cardiologi

 4. La diagnosi di FA può essere sospettata clinicamente ma richiede la sua dimostrazione elettrocardiografica. La finalità della diagnosi è la prevenzione degli eventi cardiovascolari, dello scompenso cardiaco, dello stroke e di ospedalizzazioni non pianificate.

5. Il riconoscimento della FA con paziente in condizioni emodinamicamente stabili e senza significativi disturbi deve promuovere un trattamento immediato del rischio trombotico e del rischio di scompenso, se indicato.

Figura 1

6. Il rischio trombotico deve essere valutato con la scala CHA2DS2-VASc (v. appendice), nel sospetto di una FA non valvolare. Nella FA che accompagna una malattia valvolare è obbligatorio avviare subito il trattamento. Si deve anche tenere conto del rischio emorragico con il punteggio della scala HAS-BLED (v. appendice).

7. La diagnosi di FA di prima insorgenza deve promuovere un approfondimento diagnostico rivolto al possibile riconoscimento dei fattori predisponenti o delle patologie sottostanti, e al loro trattamento.

8. Si intendono come esami di primo livello quelli di pertinenza del medico di medicina generale e sono: la registrazione ECG e gli esami ematochimici. Gli esami di approfondimento – secondo livello – vanno indicati dal Medico Cardiologo.

9. Vi sono situazioni in cui il paziente deve essere inviato a procedure urgenti:
• pazienti con instabilità clinica;
• pazienti con FA sicuramente presente da meno di 48 ore.

TAB01

 

TAB02

In Evidenza

Si informano i lettori di Toscana Medica che sarà di prossima pubblicazione un forum dal titolo “LA FRAGILITA’ OSSEA: UN PROBLEMA CHE POSSIAMO AFFRONTARE MEGLIO”. Si ringrazia la

lilly

per il proprio contributo non condizionante.

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