Gruppo psicoeducativo e gruppo di sostegno

Per gli utenti del Servizio Alcologico Territoriale dell’UFM Ser.D. B Firenze

Patrizia PantiPATRIZIA PANTI, laureata in Medicina e Chirurgia e specializzata in Psichiatria presso l’Università degli Studi di Firenze. A partire dagli anni ’90 si è occupata di dipendenze con particolare riguardo a disturbi alcolcorrelati. Oggi è responsabile del Servizio Alcologico Territoriale dell’UFM Ser.D. B di Firenze.

 

A. Barbanti

C. Borrello

L. Calviani

L. Cicatiello

S. Cocchi

S. Falchini

M. Ginanneschi

E. Giuliani

M.C. Giugni

A. Tilli

Nel 2016 è stato effettuato uno studio sulle persone che hanno partecipato al Percorso S.A.T. (Gruppo psicoeducativo e di sostegno) organizzato dal Servizio Alcologico Territoriale del Ser.D. B di Firenze. Emerge che ci sono pochi invii da parte di ospedali e medici e che la ritenzione in trattamento sembra essere favorita dal frequentare un gruppo per il sostegno all’astinenza sul territorio.

 

Parole chiave: alcoldipendenza, servizio, ritenzione, trattamento, gruppi


L’Unità Funzionale Multidisciplinare (UFM) Ser.D. B Firenze, si rivolge ai cittadini residenti nei Quartiere 1 Oltrarno e Quartiere 3 che afferiscono al Presidio Piazza del Carmine e ai residenti nel Quartiere 4 che afferiscono al Presidio Lungarno S. Rosa. Presso questi Presidi sono attivi rispettivamente i seguenti Servizi: Servizio per le Dipendenze (SER.D. 2 e 3), Servizio Alcologico Territoriale (S.A.T. 2 e 3), Ambulatorio Gioco d’Azzardo Patologico (G.A.P. 2 e 3), Centro Antifumo (presente solo presso il Presidio S. Rosa).
Nel febbraio 2011 è stato attivato, dal Servizio Alcologico Territoriale (SAT) presso il Presidio Santa Rosa, un “Percorso SAT” articolato in un Gruppo Psicoeducativo e in un Gruppo di Sostegno con la finalità di informare gli utenti e le loro famiglie sulle problematiche connesse all’uso di alcol e di motivarle a prendersi cura della propria salute.
Il Percorso SAT
Dopo il primo colloquio di accoglienza, la discussione del caso in équipe e l’assegnazione degli operatori di riferimento, i pazienti sono inseriti nel Percorso, salvo diversa valutazione da parte degli operatori.
Le attività dei gruppi sono articolate in incontri settimanali della durata di circa 2,30 ore complessive e prevedono la partecipazione dei pazienti con problematiche alcolcorrelate, possibilmente accompagnati da almeno un familiare.
Nel Gruppo Psicoeducativo che si svolge durante la prima ora, a cicli di dieci incontri, sono trattati argomenti a tema con gli operatori del SAT (Medico, Psicologo, Educatore Professionale, Assistente Sociale) che si avvicendano in base all’argomento, mentre la seconda parte degli incontri (Gruppo di Sostegno) ha il carattere della discussione di gruppo, sempre alla presenza degli stessi due operatori SAT (uno psicologo e un medico).
È richiesta la partecipazione dei pazienti e delle loro famiglie a un ciclo di dieci incontri psicoeducativi e la frequenza regolare al Gruppo di Sostegno per un periodo di almeno un anno, durante il quale si lavora perché la famiglia sia inserita in un gruppo territoriale di sostegno alla sobrietà.
Con tale finalità agli ultimi incontri psicoeducativi partecipano anche rappresentanti degli Alcolisti Anonimi (AA) e dei Club degli Alcolisti in Trattamento (CAT).
Nel periodo di tempo in cui il paziente frequenta il Percorso, effettua la valutazione sanitaria con il medico di riferimento e gli interventi di urgenza che si rendano necessari. Segue un progetto personalizzato, concordato con gli operatori di riferimento che potrà o meno comprendere l’inserimento in un CAT o in AA, tenendo conto anche del percorso fatto durante la frequenza ai Gruppi.

TAB01

Una ricerca
Nel 2016 è stato effettuato uno studio sulle 245 persone che sono state in carico ai due servizi della UFM nel periodo dal 1 febbraio 2011 (momento di attivazione del Percorso) al 1 febbraio 2016, al fine di analizzare la partecipazione al Percorso descritto.
I risultati mostrano che gli uomini sono 184 e le donne 61 con un rapporto maschi/femmine di 3,0.
L’età media degli utenti è di 49,3 anni. La fascia d’età più rappresentata è quella che va dai 50 ai 59 anni (Tabella 1).
Per quanto riguarda lo stato civile prevalgono i celibi/nubili con il 41,7% mentre i coniugati sono rappresentati dal 21,2% degli utenti, seguono separati (15,5%), conviventi (6,1%), divorziati (4,1%) e vedovi (1,6%).
La maggioranza ha conseguito la licenza media inferiore (43,7%) o superiore (20,0%).
Per quanto riguarda l’invio, il 51,4% del campione è giunto al Servizio su propria iniziativa (motivazione volontaria) oppure indotto dai familiari (4,5%) o da altre persone (0,8%), il 15,9% attraverso altri servizi della USL o un altro Ser.D. (2%) o da altri enti pubblici (5,7%), lo 0,4% è arrivato al Servizio tramite i servizi sociali territoriali o da strutture del privato sociale (0,8%), il 3,3% vi è stato inviato da strutture ospedaliere o da medici privati e lo 0,4% dal medico di base, infine il 4,1% afferisce al Ser.D. come alternativa al carcere, 13 persone vi si sono rivolte su segnalazione della prefettura o magistratura (0,4% l’art.75 e 4,9% art.121 comma 2) e l’1,6% tramite la commissione patenti (Tabella 2).
66 persone hanno partecipato a tutto il Percorso SAT (26,9%) mentre 24 (il 9,8%) l’hanno interrotto prima della conclusione.
54 (22%) persone hanno frequentato un gruppo per problemi alcolcorrelati organizzato sul territorio (CAT, AA, altri).
La maggioranza degli utenti (60%) ha un’aderenza al trattamento di due anni e oltre.
La ritenzione in trattamento sembra avere un beneficio dal frequentare i gruppi territoriali: infatti, gli utenti che li hanno frequentati restano più spesso in carico al servizio per oltre due anni rispetto a chi non ha mai frequentato i gruppi (83,3% vs 53,0%).

TAB02

Conclusioni
Gli operatori del Servizio si sono confrontati sui dati raccolti e hanno prodotto le seguenti riflessioni.
Il numero di persone che giunge al SAT in maniera volontaria o tramite familiari o altre persone sembra indicare una discreta visibilità del Servizio Alcologico. Al contrario gli invii da parte di ospedali e medici privati e ancora di più dai medici di medicina generale appaiono scarsi. Gli operatori devono dunque accrescere la collaborazione con questi canali d’invio soprattutto per la loro potenzialità di intercettare le problematiche alcolcorrelate al loro esordio. I medici di medicina generale, in quanto vicini alle famiglie del territorio e gli ospedali, tramite i pronto soccorso, rappresentano ambiti privilegiati per il raggiungimento di gran parte della popolazione e dei giovani che vi afferiscono soprattutto nei fine settimana.
La ritenzione in trattamento del 60% degli utenti per due o più anni può essere considerata un indicatore positivo della buona riuscita dei trattamenti (AA.VV., 2001 e De Angeli e Serpelloni, 2003).
La ritenzione in trattamento sembra essere favorita dal frequentare un gruppo territoriale e, poiché uno degli obiettivi del Percorso SAT è anche quello di favorire l’inserimento in gruppi territoriali di sostegno all’astinenza, questo studio conferma l’importanza di cercare di perseguire quest’obiettivo e anche la necessità di potenziare quest’aspetto del lavoro.

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In Evidenza

Si informano i lettori di Toscana Medica che sarà di prossima pubblicazione un forum dal titolo “LA FRAGILITA’ OSSEA: UN PROBLEMA CHE POSSIAMO AFFRONTARE MEGLIO”. Si ringrazia la

lilly

per il proprio contributo non condizionante.

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