Programma residenziale intensivo breve per alcolisti

Gabriele BardazziGABRIELE BARDAZZI, specialista in Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva e Tossicologia Medica. Dal 15/04/1996 lavora presso l’Alcologia della UFM C della USL Toscana Centro come dirigente medico gastroenterologo ed è referente del Centro Alcologico Diurno del Day Service Alcologico e del Centro anti-fumo. Membro effettivo della Comm. Medica Locale Patente di Guida (Firenze) in qualità di membro dei servizi per lo svolgimento delle attività di cura, riabilitazione e reinserimento sociale dei soggetti con problemi e patologie alcol correlate. Dal 2009 è responsabile del Centro di Consulenza Alcologica della ex ASL 10.
MIMMA DARDANO, Comunità Terapeutica Faltona.

LUCA MAGGIORELLI, Comunità Terapeutica Faltona.

GAIA GORDIGIANI, Comunità Terapeutica Faltona.

ANNA CARLA ARONE, Comunità Terapeutica Faltona.

MARIA GRAZIA TORRENTI, Comunità Terapeutica Faltona.

DONATELLA STECCHINI, Centro Diurno-Day Service Alcologico UFM SERD C USL Toscana Centro.

ILARIA MAGINI, Centro Diurno-Day Service Alcologico UFM SERD C USL Toscana Centro.

ADRIANA IOZZI, responsabile UFM SERD C USL Toscana Centro.

Nel trattamento dell’alcoldipendenza vengono usate metodiche diverse e spesso in alternativa fra loro. In questa esperienza le varie metodiche vengono usate contemporaneamente ed in armonia utilizzando operatori specificatamente formati e che lavorano da anni nel trattamento dell’alcoldipendenza.
Altra prerogativa di questa esperienza è il forte ancoraggio del trattamento al tessuto sociale dove il paziente abitualmente risiede. Seppure i dati siano preliminari appaiono incoraggianti sia sul versante dell’efficacia di risultato che su quella del risparmio economico, vista la brevità della durata del trattamento.


Parole chiave: alcoldipendenza, Comunità Terapeutica, gruppi di auto-aiuto, psicoterapia, medicina complementare

Il Presidio Alcologico dell’UFM SERD (Servizio per le dipendenze patologiche) C di Firenze dell’Azienda USL Toscana Centro collocato presso Villa Basilewsky comprende, oltre al Servizio Alcologico Territoriale (SAT), anche un Centro Diurno e un Day Service Alcologico “La Fortezza”. Al Centro Diurno Alcologico accedono non solo i pazienti del territorio di riferimento (Quartiere 5) ma anche quelli inviati dagli altri SERD del Dipartimento di Firenze e dai SERD vicini. Il Day Service accoglie alcolisti che hanno avuto accesso al DEA o ricoverati nei reparti degli ospedali fiorentini che vengono inviati dopo la dimissione.
Questo progetto sperimentale si caratterizza per una perfetta integrazione tra Servizio Pubblico (UFM SERD C Centro Diurno-Day Service Alcologico “La Fortezza”) e Privato Sociale (Associazione Progetto Arcobaleno Comunità pedagogica-riabilitativa di Faltona). Nello specifico le attività del Centro Diurno Alcologico svolgono un ruolo di preparazione e di motivazione al successivo percorso in Comunità Terapeutica. Il target è costituito da pazienti con problematiche gravi di alcol-dipendenza, soggetti con situazioni familiari complesse e rete sociale deteriorata, persone con comorbilità psichiatrica. Tutti i pazienti iniziano il progetto in fase di alcol-dipendenza attiva e pertanto nella prima fase (Centro Diurno-Day Service Alcologico) eseguono all’interno della struttura una detossicazione farmacologica con trattamento anti-astinenziale. Con il SERD inviante viene condiviso il programma che il paziente effettuerà. Il paziente trascorre un mese all’interno del programma del Centro Diurno-Day-Service e successivamente, in diretta continuità, inizia il percorso presso la Comunità di Faltona. Il programma residenziale ha una durata di 4 mesi. Dei 10 posti della Comunità, autorizzati dalla Regione, sono stati riservati 3 posti specificatamente per il progetto.
Le attività del Centro Diurno-Day Service Alcologico sono sia riabilitative che sanitarie; infatti tutti gli utenti, oltre ad una valutazione medica giornaliera delle problematiche alcol-correlate, eseguono esami bioumorali, un Rx Torace, una visita cardiologica, una ecografia addominale ed un esame elettromiografico degli arti inferiori. Oltre a queste valutazioni che fanno parte del protocollo diagnostico, i pazienti possono eseguire altre indagini che si rendano necessarie mediante consulenze che la struttura prenota con specialisti della Azienda USL Toscana Centro. Inoltre i pazienti verranno sottoposti ad una valutazione psicodiagnostica.
Nell’ambito del Centro Diurno-Day Service sono previsti due posti letto per il trattamento antiastinenziale. In genere il paziente alberga in tale ambiente per la prima settimana continuando successivamente il trattamento in regime ambulatoriale. Per quel che concerne le attività riabilitative, esse si articolano in un’offerta diversificata per rispondere alle diverse problematiche che emergono nel trattamento di una patologia così complessa come quella dell’alcoldipendenza. Cardine del trattamento sono gli incontri motivazionali di gruppo che si tengono due volte la settimana. In questa occasione, con il supporto di testimonianze, di chi effettua un programma di recupero, si cerca di motivare il paziente/famiglia ad un cambiamento nei confronti della propria dipendenza. Due volte la settimana si effettua una attività educativa con l’ausilio di audiovisivi per favorire l’identificazione proiettiva delle dinamiche della dipendenza. Una volta alla settimana viene eseguita in gruppo una tecnica di rilassamento e di percezione corporea. Durante le quattro settimane di permanenza all’interno del programma del Centro Diurno i pazienti iniziano a prendere contatto con gli operatori della Comunità di Faltona e con gli specialisti del Progetto Sperimentale che li seguiranno nella fase successiva. I familiari dei pazienti sono sempre coinvolti in tutte le fasi del programma terapeutico. Alla fine del mese di programma del Centro Diurno i pazienti vengono messi in contatto con i Gruppi di Auto-Aiuto (Alcolisti Anonimi, Club per Alcolisti in Trattamento, Narcotici Anonimi), che costituiscono un elemento integrante del trattamento dell’alcoldipendenza. Gli obiettivi del programma residenziale intensivo breve sono: a) il consolidamento dello stato di astinenza alcolica; b) il proseguimento della partecipazione ai Gruppi di Auto-Aiuto di riferimento per territorio del paziente/famiglia; c) il miglioramento dello stile di vita; d) l’ideazione di un progetto di inclusione sociale; e) la prevenzione delle ricadute. Il percorso residenziale è svolto presso la Comunità di Faltona che propone un iter Pedagogico Riabilitativo basato su alcuni punti fondamentali: la costruzione di Relazioni Autentiche, ovvero la capacità di mediare tra i propri bisogni e quelli altrui e della realtà circostante, in maniera autentica con Sé e con l’Altro; la promozione dell’autonomia e responsabilità individuali e lo sviluppo della capacità di autoprogettazione. Viene inoltre incentivata la ricostruzione della rete sociale.
Nel progetto trova parte integrante e fondamentale la presenza di tre professioniste: una esperta in Scienze Sociali, una psicologa-psicoterapeuta specialista in Terapia Cognitivo-Comportamentale (TCC) e una specialista nella tecnica dello Yoga, che avendo specifica esperienza nel trattamento dell’alcoldipendenza integrano le loro specifiche specializzazioni in modo organico.
La caratteristica del programma residenziale è, infatti, l’intensità degli interventi individuali e di gruppo rivolti ai pazienti del progetto sperimentale. Infatti, oltre alle specifiche attività della Comunità (gruppi terapeutici, laboratorio teatrale ecc.), i pazienti del progetto sperimentale effettuano un percorso “personale” che cerca di completare quello iniziato all’interno del Centro Diurno Alcologico.
La collaborazione con il SERD inviante, in realtà, costituisce uno dei cardini del progetto. Infatti vengono eseguite numerose riunioni tra il Servizio che ha in carico il paziente e gli operatori del progetto (Centro Diurno-Comunità-Professioniste). Ad alcune delle riunioni partecipa l’intero nucleo familiare del paziente. Questo forte ancoraggio del progetto alla realtà in cui vive il paziente è l’elemento innovativo di questa esperienza. Infatti, la scelta di un programma breve necessita della possibilità di avere una integrazione con la realtà socio-familiare del paziente e il programma terapeutico. Anche la scelta di far continuare la frequenza al Gruppo di Auto-Aiuto durante il percorso residenziale e che proseguirà successivamente è da intendersi in tal senso. Ogni mese l’équipe del Progetto (Centro Diurno-Comunità-Professioniste) si incontra regolarmente per una verifica ed integrazione dei vari interventi.
Il Progetto prevede, al termine del programma residenziale, un periodo di sei mesi di follow-up.


Risultati preliminari

Al momento sono stati inseriti nel progetto 15 pazienti, tutti uomini (età media 49 anni con range 38-63 anni) perché la comunità accoglie solo il genere maschile. Soltanto 1 paziente è ricaduto nell’uso della sostanza durante il periodo di trattamento e quindi ha interrotto il programma. 8 pazienti hanno completato il percorso ed il periodo di follow-up mentre 3 hanno finito il percorso e stanno completando il follow-up ed i rimanenti 3 stanno effettuando il percorso residenziale breve in questo periodo. Degli 8 pazienti che hanno ultimato il periodo di follow-up, 7 sono risultati totalmente astinenti al termine del periodo di osservazione ed 1 ha avuto una ricaduta al quinto mese di follow-up. I risultati sono illustrati nelle Tabelle 1 e 2. Dall’osservazione dei dati emerge che l’età media (49 anni) rispecchia quella degli utenti accolti nei servizi alcologici routinariamente, mentre la durata di malattia, ad eccezione di un caso, mette in luce che gli utenti arruolati nel progetto sono in trattamento da molti anni (media superiore agli 8 anni). Questo particolare è evidentemente correlato alla complessità dei casi inclusi dove il trattamento residenziale breve avviene dopo molti tentativi terapeutici, anche residenziali, effettuati precedentemente dai servizi alcologici, che hanno in carico il paziente. Nella complessità dei casi dobbiamo annoverare anche la comorbidità psichiatrica che nella nostra casistica è presente nel 60% dei pazienti inseriti (9 su 15). Per quel che concerne la provenienza dei pazienti (Tabella 3) tutti i servizi del Dipartimento delle Dipendenze ex ASL 10 hanno partecipato con estensione recentemente all’area metropolitana (SERD Empoli).

Tab 1 2

Tab 3

Conclusioni

È evidente che un programma con queste caratteristiche, intensità di trattamento, estrema brevità rispetto ai trattamenti tradizionali e forte ancoraggio al territorio di provenienza, rappresenta, se fossero confermati i risultati preliminari, una proposta estremamente innovativa sia dal punto di vista del risparmio economico che di quello dell’efficacia di risultato. Infatti, come è ampiamente noto, il trattamento in comunità ha una durata media maggiormente prolungata rispetto ai 4 mesi di questo progetto. Esperienze, seppure estremamente rare, sul territorio nazionale che si strutturano su comunità brevi non presentano la caratteristica di essere ancorate così saldamente al territorio d’origine. Peculiarità del progetto, come già detto, è anche l’integrazione tra Sistema Pubblico e del Privato Sociale che apporta notevoli benefici ai risultati del trattamento che, crediamo, siano testimoniati dal fatto che alla data odierna si è verificata una sola interruzione del programma (8,3%) con quindi un completamento del trattamento in oltre il 91,7% della casistica. Il mese iniziale, infatti, trascorso all’interno del Centro Diurno-Day Service ha non solo risvolti clinici (detossicazione, assessment della patologia alcolcorrelata, psicodiagnosi ecc.) ma svolge un ruolo fondamentale nella motivazione ad intraprendere la fase successiva, in comunità, con le migliori garanzie di risultato. Crediamo che con queste caratteristiche il progetto si possa proporre come una forma di trattamento efficace in quella fetta di popolazione che pur con tutti i limiti e le difficoltà legate ad una alcoldipendenza attiva (perdita del lavoro, deterioramento dei rapporti familiari, compromissione fisica, emarginazione sociale) presenti la possibilità di creare una rete psico-socio-riabilitativa su cui basare il programma di trattamento al momento della dimissione dalla comunità residenziale.

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In Evidenza

Si informano i lettori di Toscana Medica che sarà di prossima pubblicazione un forum dal titolo “LA FRAGILITA’ OSSEA: UN PROBLEMA CHE POSSIAMO AFFRONTARE MEGLIO”. Si ringrazia la

lilly

per il proprio contributo non condizionante.

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