Morire di morbillo

Antonio Panti


Antonio PantiNon poteva non succedere; la Federazione degli Ordini dei Medici aveva segnalato assai per tempo questo rischio ed è stata finalmente ascoltata dalla politica ma, purtroppo, tardi. Morire di morbillo. A un anziano medico sembra impossibile che in paese munito di uno dei migliori servizi sanitari del mondo ciò possa accadere. Una sconfitta della società e un grave segnale per i medici. I quali, evidentemente, non hanno saputo farsi divulgatori della razionalità e dei successi della scienza e, spesso, non hanno accolto con comprensione, competenza e disponibilità le sacrosante domande dei cittadini. Tutte, anche quelle meno pertinenti, perché ogni domanda segnala un problema di chi la pone e il vero professionista, quello degno di questo nome, sa farsene carico.
La scienza non è vera o falsa, pone problemi di realtà. Il calo dell’immunità di gregge provoca il ritorno di malattie che crediamo scomparse, ma non lo sono, e ne vediamo le conseguenze. E poco conta qualche  medico che per le più varie ragioni protesta contro l’obbligo vaccinale (alcuni curando a caro prezzo le pretese patologie da vaccino) oppure si dichiara, come qualche cittadino, a favore degli antibiotici ma non dei vaccini. Misteri dell’animo umano! La scienza si fonda sull’esercizio della ragione, come la democrazia, una considerazione di cui i medici dovrebbero avere consapevolezza.
Ricordiamo che la Costituzione bilancia esattamente il “diritto del singolo” alla tutela della salute con “l’interesse della collettività”. La libertà recede o trova limiti nell’interesse degli altri e ciò spiega la ratio di qualsivoglia provvedimento di sanità pubblica quale, in buona sostanza, è la legge sull’obbligo vaccinale che, ci auguriamo, comprenda anche i professionisti della sanità. Altresì la Costituzione richiama ai “doveri di solidarietà” e vincola i genitori ad “assolvere i loro compiti”.
Il Consiglio dell’Ordine di Firenze ringrazia i colleghi medici di famiglia, pediatri e pubblici dipendenti che assolveranno con la consueta dedizione l’impegno che li attende. Nello stesso tempo il Consiglio ricorda che il medico è un esercente un servizio di pubblica necessità e quindi, fatto salvo il diritto di critica a qualsiasi decisione sulla sanità, non può esentarsi dal collaborare all’attuazione di provvedimenti di sanità pubblica. L’Ordine interverrebbe.

In Evidenza

Si informano i lettori di Toscana Medica che sarà di prossima pubblicazione un forum dal titolo “LA FRAGILITA’ OSSEA: UN PROBLEMA CHE POSSIAMO AFFRONTARE MEGLIO”. Si ringrazia la

lilly

per il proprio contributo non condizionante.

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