Perché vaccinarsi

“Il Decreto del Ministero della Salute”

Il Governo ha emanato un Decreto, di cui riportiamo ampia sintesi sull’obbligo vaccinale. Una decisione drastica rispetto al più auspicabile processo di convincimento delle persone incerte, ma resa necessaria dal sia pur modesto calo vaccinale, sufficiente però
a far riapparire gravissime patologie che credevamo scomparse.

“Il Presidente della Repubblica, visti gli articoli 77 e 87, quinto comma, della Costituzione, ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di emanare disposizioni dirette a garantire in maniera omogenea sul territorio nazionale le attività dirette alla prevenzione, al contenimento ed alla riduzione dei rischi per la salute pubblica e di assicurare il costante mantenimento di adeguate condizioni di sicurezza epidemiologica in termini di profilassi e di copertura vaccinale…”
Si legge questo all’inizio del decreto-legge firmato recentemente dal Presidente Mattarella in tema di vaccinazioni; queste poche parole racchiudono il senso di una grande iniziativa politica che dovrebbe tra l’altro servire anche e soprattutto a stemperare le polemiche talvolta esasperate, che hanno caratterizzato l’opposizione tra chi è favorevole ai vaccini e chi invece si situa sul versante “no vax”.
Al di là delle dispute ideologiche, l’importanza delle vaccinazioni è fortemente sostenuta anche e soprattutto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che considera il 95% di copertura vaccinale la soglia alla quale si raggiunge la cosiddetta “immunità di gregge”, con il conseguente arresto della circolazione dell’agente patogeno all’interno di una popolazione e la possibilità quindi di tutelare anche i soggetti fragili che, per differenti motivi, non possono essere vaccinati.
Purtroppo oggi la situazione non è favorevole nel nostro Paese dove la copertura media vaccinale è ben inferiore alle indicazioni dell’OMS, con un 93.7% per il tetano fino al preoccupante 80.7% per l’infezione da meningococco B ed all’incredibile 46.1% della varicella.

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I dati del Ministero della Salute dicono che dall’inizio del 2017 i casi di morbillo segnalati in Italia sono stati 2.851 con un incremento di ben il 500% rispetto al 2016. Sempre per il Ministero le cause principali di questa situazione si possono riassumere così: scarsa consapevolezza dei reali benefici indotti dalle vaccinazioni, ridotta percezione della pericolosità di molte malattie infettive (peraltro oggi diminuita proprio grazie alle vaccinazioni), diffusione di teorie prive di qualsiasi fondamento scientifico e di movimenti di opposizione per motivi ideologici o di altra natura, falsa correlazione tra l’assunzione dei vaccini e la comparsa di alcune malattie (celebre il rapporto vaccinazioni/autismo). Al fine di garantire definitiva chiarezza e riportare serenità a livello nazionale ecco quindi il Decreto del Presidente Mattarella recante “disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale”, le cui novità più significative possono essere riassunte nel modo seguente.
Fino ad oggi erano previste quattro vaccinazioni obbligatorie (antidifterica, antitetanica, antipoliomielitica ed anti epatite B) che salgono adesso a dodici, tutte erogate gratuitamente e che rappresentano un requisito indispensabile per l’ammissione a scuola (incluse quelle private non paritarie) per i bambini da 0 a 6 anni.
Fino a 16 anni di età i ragazzi dovranno essere obbligatoriamente vaccinati con modalità differenti in relazione all’anno di nascita e viene istituito l’obbligo di presentare il certificato vaccinale (o la documentazione per l’esonero o la ritardata vaccinazione redatti dal medico di base o dal pediatra di libera scelta) al momento dell’iscrizione a scuola. In caso di non rispetto dell’obbligo suddetto, i bambini da 0 a 6 anni non potranno essere ammessi agli asili-nido o alle scuole dell’infanzia, mentre quelli di età compresa tra 6 e 16 anni potranno comunque accedere alla scuola.
Per i genitori dei bambini di qualsiasi età, la violazione dell’obbligo vaccinale fa scattare da parte del Dirigente scolastico la segnalazione all’ASL che provvede a contattare la famiglia per un colloquio informativo e per programmare la vaccinazione.
In caso di inadempienza, ai genitori segnalati formalmente dalla ASL per mancata vaccinazione dei figli verrà comminata una sanzione pecuniaria da 500 fino a 7.500 euro, comunque proporzionata alla mancanza riscontrata.
Importante sottolineare che le ASL sono tenute a segnalare i genitori inadempienti anche alla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei minorenni i cui magistrati decideranno per l’eventuale apertura di un procedimento in materia (dunque penale, n.d.r.).
Come si può vedere da questa sintesi si tratta di un decreto che interessa numerose e delicatissime questioni che, proprio per l’estrema complessità dell’argomento, esulano dallo specifico campo delle pure e semplici evidenze scientifiche.
Un’intera Nazione, frammentata e forse anche confusa, si trova di fronte a dilemmi di eccezionale valenza umana che chiamano in causa il delicatissimo rapporto tra genitori e figli in tema di salute, con lo scopo di aiutare a stare meglio (oppure a non ammalarsi) il numero maggiore di individui.
Il DPR rappresenta un punto fermo della vicenda, ma molto ancora deve probabilmente succedere ed ormai c’è poco da aspettare, giusto il tempo per il suono delle prossime campanelle.

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