Il concetto di Readability

Marco MasoniMARCO MASONI, Unità di Ricerca di Innovazione Didattica ed Educazione COntinua in Medicina (IDECOM), Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica, Università di Firenze.

 

 

MARIA RENZA GUELFI, Unità di Ricerca di Innovazione Didattica ed Educazione COntinua in Medicina (IDECOM), Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica, Università di Firenze.

SIMONA BAZZANI, Laureata in Teorie della Comunicazione, Università di Firenze.

 

Nella letteratura medico-scientifica esistono numerosi studi dedicati alla valutazione della qualità delle informazioni sanitarie disponibili in rete prodotte per il cittadino in termini di readability, un termine che indica la facilità di comprensione di un testo scritto. Il primo contributo su questo tema illustra il concetto di readability e le diverse formule che si utilizzano per la sua valutazione. Il secondo contributo discute alcuni dei numerosi studi condotti sul materiale informativo online e fornisce un esempio di valutazione della readability di un documento prodotto per la pubblicazione in rete.


L’importanza di Internet come mezzo per la pubblicazione e diffusione di informazioni sanitarie è estremamente aumentata in questi ultimi anni. I cittadini sempre più spesso cercano in Internet soluzioni alle loro problematiche di salute, mediante un processo di disintermediazione che non coinvolge alcun professionista sanitario, nonostante molti siti Web sottolineino che le informazioni online non devono sostituire il tradizionale incontro con il medico. Di conseguenza la qualità delle informazioni online acquisisce un’importanza fondamentale.
Un aspetto correlato alla qualità dell’informazione in rete è il concetto di readability che indica la facilità di comprensione di un testo scritto. Fattori che influenzano la comprensibilità di un documento sono il suo contenuto dal punto vista sintattico e concettuale, come pure la sua presentazione in termini di chiarezza ed organizzazione. Ciò significa che chi pubblica contenuti online dovrebbe considerare il livello di istruzione di colui a cui è diretto il materiale, il cittadino medio. Specialmente in ambito sanitario, comprendere pienamente il significato del testo scritto è cruciale per assumere decisioni consapevoli.
Secondo l’American Medical Association il cittadino medio è in grado di leggere un testo scritto pari a un livello di istruzione dell’VIII grado, che in Italia corrisponde al termine della Scuola Secondaria di I grado. In realtà la capacità di comprensione di un testo da parte di un individuo è 2-3 gradi inferiore al grado di istruzione ottenuto. Per questo motivo il Servizio Sanitario Americano raccomanda che le informazioni siano scritte a un livello di istruzione che varia dal III al VII grado, per essere certi della comprensibilità del materiale prodotto.

Formule per il calcolo della readability
Sarebbe estremamente utile fornire una quantificazione del concetto di readability e ancor più creare una corrispondenza tra struttura sintattica di un testo e livello di istruzione necessario per la sua lettura e comprensibilità. Numerosi linguisti si sono dedicati a questo scopo creando delle formule per dare una valutazione numerica della leggibilità di un testo scritto.
Una delle formule più accreditate ed utilizzate nella lingua inglese è quella messa a punto da Rudolf Flesch negli anni ’70 denominata Flesch–Kincaid Grade Level (FKGL):

FKGL = 0.39 (  ) +

+ 11.8 (  ) – 15.59
Il risultato che si ottiene è un numero che corrisponde al livello di istruzione necessario per comprendere il testo analizzato. La Tabella 1 mostra i gradi di alfabetizzazione in base all’età nel sistema scolastico americano.
Altre formule che si affiancano alla FKGL e che forniscono un numero che indica gli anni d’istruzione formale necessari affinché un testo sia comprensibile sono l’Indice Fog di Gunning e il test denominato SMOG.
Con riferimento alla lingua italiana, la formula più conosciuta e degna di nota (soprattutto perché si tratta del primo indice di leggibilità che calcola la lunghezza delle parole in lettere, anziché in sillabe) è quella prodotta dal Gruppo Universitario Linguistico Pedagogico, coordinato dal linguista Tullio de Mauro, denominata Indice Gulpease (G):

G = 89 - (Lp / 10) + (3 × Fr)
Lp = (100 × totale lettere)/(totale parole)
Fr = (100 × totale frasi)/(totale parole)

Pagina 28 Tabella 1

In una scala da 0 a 100, punteggi più alti indicano una maggiore leggibilità del testo, mentre punteggi più bassi indicano una maggiore difficoltà del testo. Testi con un indice inferiore a 80 sono difficili da leggere per chi ha la licenza elementare, inferiore a 60 sono complessi per chi ha la licenza media, inferiore a 40 sono difficili da leggere per chi ha un diploma superiore.
Dall’osservazione di queste formule si evince che esse utilizzano una base concettuale comune che considera il calcolo della readability principalmente in funzione della lunghezza delle frasi e delle parole in esse contenute, oppure dal numero di sillabe che compongono ciascun termine.
Ovviamente non mancano critiche alla validità delle formule proposte. Secondo alcuni la lunghezza delle frasi e delle parole non sono indici sufficienti poiché non viene presa in considerazione la semantica e la successione logica del testo. Inoltre la maggior parte delle formule per la readability sono state create nella seconda metà del secolo scorso, un periodo antecedente alla diffusione del Web. Ciò significa che non considerano gli aspetti tipici dell’informazione in rete come la multimedialità e l’ipertestualità. Nonostante queste osservazioni, peraltro estremamente condivisibili, diversi studi hanno dimostrato che queste formule possiedono una loro validità in ambito biomedico.
L’applicazione delle formule proposte è estremamente semplice: la maggior parte degli elaboratori di testi (per esempio Word) e numerosi siti web contengono algoritmi che consentono di calcolare la readability di un testo con un semplice copia e incolla.
Nel prossimo contributo descriveremo i risultati ottenuti in alcuni dei numerosi studi condotti sulla readability del materiale educativo per i pazienti disponibile in rete.

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