Niente è più stabile del provvisorio

Problematiche di un ambulatorio per stranieri senza permesso di soggiorno

PAOLA BINAZZI, laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Firenze nel 1984. Spec. in Ginecologia e Ostetricia nel 1989. Dal 1992 medico convenzionato a tempo indeterminato per la medicina dei servizi presso la ASL Firenze-centro con incarico di attività certificativa e funzioni di referente del poliambulatorio di Lungarno Santa Rosa. Dal 2005 al 2010 incaricata dei rapporti con il carcere minorile di Firenze. Dal maggio 2012 titolare dell’ambulatorio per stranieri temporaneamente presenti (STP).

Dal 2012, sul territorio fiorentino, è stata affidata a due medici titolari di Medicina dei Servizi a tempo indeterminato la gestione di due ambulatori per stranieri non in regola con il permesso di soggiorno.
Viene presentato il servizio e sono messe in evidenza le principali criticità dovute soprattutto alla complessità delle patologie riscontrate in pazienti con scarsa educazione sanitaria e con stili di vita non appropriati.


Parole chiave: STP, ENI, migranti, accoglienza, accesso


Paola BinazziIl D.L. 25 luglio 1998 n° 286 3° comma art. 35 stabilisce che anche agli stranieri non in regola con il permesso di soggiorno sono garantite le cure urgenti, che non possono essere differite senza pericolo per la vita o danno per la salute della persona e/o essenziali: prestazioni sanitarie, diagnostiche e terapeutiche relative a patologie non pericolose per l’immediato e nel breve termine, ma che nel tempo potrebbero determinare maggior danno alla salute o rischi per la vita (complicanze, cronicizzazioni, aggravamenti).
La Regione Toscana per provvedere a garantire l’assistenza sanitaria agli stranieri non regolari ha istituito pertanto, tramite l’ASL, specifici ambulatori. Solo nel 2012 però è stato possibile affidarli a due medici titolari a tempo indeterminato della Medicina dei Servizi, garantendo una risposta assistenziale più stabile e omogenea.
A Firenze gli ambulatori sono due:

• in Lungarno Santa Rosa il martedì dalle 11.30 alle 13.30 ed il venerdì dalle 11.30 alle 14.30.
• in Viale Morgagni il lunedì ed il giovedì dalle 14.00 alle 17.00.

Tali ambulatori sono ad accesso diretto con una media di 14,5 pazienti per seduta.
Per poter accedere al servizio è necessario recarsi nei seguenti presidi dove vengono rilasciati sia i tesserini STP (Stranieri Temporaneamente Presenti) che i tesserini ENI (cittadini europei non iscritti al SSN):
• FIRENZE, Presidio Viale d’Annunzio 29 (martedì ore 9.00-12.30);
• SCANDICCI, Presidio Via Vivaldi (martedì ore 9.00-12.30);
• S. CASCIANO, Presidio Via del Cassero 19a (mercoledì 9.00-12.30);
• S. FRANCESCO-PELAGO, Presidio Via Bettini 11 (mercoledì ore 9.00-12.30);
• FIGLINE VALDARNO, Ospedale Serristori (giovedì 9.00-12.30);
• BORGO SAN LORENZO, Presidio V.le Resistenza 17-1 (martedì 9.00-12.30).

La scadenza di tali tesserini è semestrale, pur essendo rinnovabili di volta in volta senza limiti.
L’ambulatorio per stranieri nasce con lo scopo di garantire le cure essenziali ad una popolazione giovane e in gran parte sana, venuta in Italia per cercare lavoro anche se clandestinamente e che proprio per la situazione di irregolarità non ha accesso al Servizio Sanitario Nazionale.
Nel corso degli anni però la tipologia di pazienti si è sempre più trasformata tanto che nell’anno 2015 presso l’ambulatorio di Lungarno Santa Rosa gli accessi per patologie “acute” di rapida risoluzione (febbre da raffreddamento, mal di gola, piccoli traumi ecc.) non hanno superato il 36,2%.
Gran parte della casistica (63,8%) riguarda infatti pazienti che afferiscono al servizio per patologie croniche in gran parte già presenti al momento del primo accesso e nella maggior parte dei casi curate in maniera non appropriata o non curate affatto.
Molto spesso si presentano pazienti di età superiore ai 50 anni affetti da diabete scompensato ed ipertensione con danno d’organo, che necessitano di essere completamente presi in carico in modo da stabilizzarli con una adeguata terapia e con consigli su un migliore stile di vita.
A questo proposito, si fa presente che per molti di questi utenti è quasi impossibile seguire regimi dietetici adeguati, usufruendo spesso di mense del volontariato che distribuiscono pasti una sola volta al giorno con menù fisso e dovendo per il resto sopperire con le offerte a basso costo della grande distribuzione.
Si rende pertanto necessaria una terapia farmacologica più pesante e più articolata rispetto alla popolazione regolare di pari età e patologia.
È inoltre inevitabile, a causa della complessità dei quadri clinici riscontrati, un maggior ricorso a consulenze specialistiche per poter dare una risposta sanitaria adeguata a pazienti così problematici.
Anche gran parte della popolazione più giovane presenta spesso quadri patologici di cronicità dovuti ad una assoluta mancanza di screening nel loro paese per prevenire ad esempio scoliosi, varismo o valgismo delle ginocchia, piede piatto, displasia dell’anca che portano già intorno ai 30 anni di età a sintomatologia dolorosa osteoarticolare persistente con una conseguente continua richiesta di farmaci antalgici.
Si è inoltre riscontrato in pazienti giovani una maggiore incidenza di patologie cardiache congenite o dovute a infezioni non adeguatamente curate nell’infanzia che portano a valvulopatie croniche a volte così severe da richiedere l’intervento cardiochirurgico anche se il paziente riferisce come sintomo solo di sentirsi “affaticato”.
È quindi necessaria una grande attenzione nel valutare i sintomi per cercare di trovare un giusto equilibrio che consenta nello stesso tempo sia di non sottovalutare quadri clinici importanti sia di non gravare in maniera eccessiva sul SSN.
Un’ultima osservazione riguarda l’attuale problema dei profughi che arrivano dall’altra sponda del Mediterraneo.
Nella maggior parte dei casi questi migranti sono dei richiedenti asilo che pertanto seguono un altro percorso sanitario. Tramite la Questura infatti fanno richiesta di asilo e con questo status possono iscriversi regolarmente al SSN e scegliere un proprio medico di medicina generale. I migranti vengono ospitati presso i vari centri di accoglienza presenti nell’ambito di tutta la Regione Toscana e qui vengono visitati da medici appositamente incaricati.
Se nel corso di questa visita viene riscontrata una patologia acuta che non può attendere i tempi burocratici necessari per ottenere lo status di richiedente asilo, anche a questi pazienti viene rilasciato il tesserino STP mediante il quale accedono ai nostri ambulatori.
Eventuali casi sospetti di malattie che possano creare un rischio di contagio per la comunità (scabbia, TBC) sono invece segnalati alla UFC Igiene Pubblica e poi vengono fatti afferire direttamente alle U. O. competenti (Dermatologia, Malattie Infettive).
Da tutto ciò si può evincere come l’ambulatorio per STP, nato per sopperire ad una esigenza umanitaria e per tutelare la collettività da un possibile rischio sanitario, sia diventato quasi un “laboratorio” dove si cerca di conciliare, con non poche difficoltà, le non molte risorse a disposizione con una risposta sanitaria soddisfacente.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Il nostro sito utilizza i cookies per offrirti un servizio migliore.

Se vuoi saperne di più o avere istruzioni dettagliate su come disabilitare l'uso dei cookies puoi leggere l'informativa estesa

Cliccando in un punto qualsiasi dello schermo, effettuando un’azione di scroll o cliccando su Accetto, presti il consenso all’uso di tutti i cookies.