L’Esperienza formativa di simulazione in un ospedale di secondo livello continua e …cresce!

Susanna FalorniSUSANNA FALORNI, laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Univ. di Siena, specializzata in Pediatria presso l’Univ. di Firenze, perfezionata in Neonatologia presso l’Univ. “La Sapienza” di Roma, perfezionata in Emergenze Pediatriche, Urgenza-Emergenza e Terapia Intensiva Pediatrica presso l’Univ. “Cattolica del Sacro Cuore” di Roma.
Dal 2014 Direttore della U.O. Pediatria e Pronto Soccorso Pediatrico dell’Asl 9 Grosseto, dal 2016 Resp. Area Funzionale Dipartimentale Pediatria e Neonatologia dell’Asl Sudest Toscana.
Socia fondatrice dell’AMIETIP.

L. BERTACCA, medico del Pronto Soccorso Pediatrico, Ospedale della Misericordia di Grosseto, Azienda Usl Toscana Sud-Est.

F. BONSIGNORI, L. CROCI, L. FARMESCHI, medico del Pronto Soccorso Pediatrico, Ospedale della Misericordia di Grosseto, Azienda Usl Toscana Sud-Est.

S. PETTINI, F. CASTORINA, E. CARONE, infermiere del Pronto Soccorso Pediatrico, Ospedale della Misericordia di Grosseto, Azienda Usl Toscana Sud-Est.

P. PISANELLI, medico del Pronto Soccorso, Ospedale della Misericordia di Grosseto, Azienda Usl Toscana Sud-Est.

M. BREGGIA, Direttore della U.O. Medicina e Chirurgia d’Urgenza Accettazione e Pronto Soccorso, Ospedale della Misericordia di Grosseto, Azienda Usl Toscana Sud-Est.

La complessa assistenza ad un paziente critico, specialmente pediatrico, rappresenta un momento di forte stress per gli operatori coinvolti nell’ambito dell’emergenza.

 

Parole chiave: simulazione pediatrica, formazione, bambino critico, pronto soccorso, emergenza


La simulazione rappresenta un percorso formativo che permette di allenare alla gestione di eventi critici in sicurezza. In ambito pediatrico questo si rende ancor più necessario poiché le vere emergenze sono eventi ad alto rischio e bassa frequenza. All’Ospedale Misericordia di Grosseto è stato implementato un progetto di simulazione in situ, la cui novità è stata di introdurre un programma di simulazione itinerante nei presidi periferici. L’obiettivo finale era quello di formare in ogni ospedale della provincia di Grosseto operatori in grado di affrontare l’emergenza pediatrica, stabilizzare il bambino critico lavorando in team, prestare le cure necessarie ai pazienti in qualunque situazione e, nei casi più gravi, consentire lo spostamento del paziente, in sicurezza, all’ospedale provinciale o alle strutture regionali di secondo livello.
La necessità di formarsi per crescere nella medicina d’urgenza sottende la consapevolezza che la gestione di un paziente critico, specialmente pediatrico, rappresenta un momento di forte stress per gli operatori coinvolti e, soprattutto, che nessuno è così bravo da non cercare di migliorarsi. Fra le varie criticità nella gestione di una emergenza vi è anche il fatto che diverse figure professionali, spesso non abituate a lavorare fra loro, devono necessariamente integrarsi nel loro operato e che le capacità dei singoli devono essere messe a disposizione del lavoro di squadra; specialmente in un ospedale di II livello dove le risorse devono essere integrate fra loro al fine di garantire il miglior outcome possibile per tutti i pazienti critici.
La Simulazione rappresenta una recente metodica per la crescita professionale dei sanitari che sta acquisendo negli ultimi anni sempre più spazio e rilievo anche all’interno delle scuole di specializzazioni mediche ed infermieristiche italiane, sebbene sia ancora poco diffusa nei vari centri ospedalieri come modalità di aggiornamento. L’ospedale della Misericordia di Grosseto ha avviato un programma di formazione attraverso la Simulazione in area critica già a partire dall’anno 2011, all’interno dell’area del Pronto Soccorso Pediatrico. In quella occasione vennero formati complessivamente 150 operatori alla gestione di un paziente pediatrico critico, con rilievo di grande interesse ed elevato tasso di gradimento dei discenti. Da allora, ogni anno, anche su richiesta degli stessi operatori, il corso di formazione è stato portato avanti con grande motivazione ed interesse da parte della Direzione Aziendale, dal Direttore del Pronto Soccorso e dalla Direttrice della U.O. Pediatria, perché ritenuto altamente formativo. Poter affrontare in sicurezza le varie situazioni di emergenza su un manichino consente di allenare i discenti alla gestione di emergenze, anche rarissime, azzerando i rischi per il paziente, migliorando la performance dei singoli professionisti di fronte alla gestione di possibili futuri casi reali ed il loro lavoro in team. In ambito pediatrico la simulazione si rende ancor più necessaria poiché le vere emergenze sono eventi ad alto rischio e bassa frequenza. Si stima, infatti, che il numero assoluto di codici maggiori (rossi e gialli) pediatrici giunti al nostro Pronto Soccorso Pediatrico di Grosseto sia stato di 1884 nell’anno 2015 e di 2006 nel 2016, rispettivamente il 10,32% e 11,41% del totale degli accessi pediatrici, in linea con i dati degli altri Pronto Soccorso Pediatrici nazionali. Ecco che la simulazione diventa un programma di allenamento, una palestra dove poter individuare e sconfiggere eventuali criticità, migliorare le competenze individuali ed il lavoro in team, riducendo il rischio clinico.
A partire dall’anno 2014 il programma di simulazione dell’Ospedale di Grosseto è entrato a far parte del SimpNET: network regionale di Simulazione Pediatrica, promosso ed organizzato dall’Ospedale Meyer di Firenze. Presso il centro di Simulazione del Meyer, ad oggi, sono stati formati complessivamente 12 istruttori di simulazione che hanno portato avanti il programma di formazione presso la nostra azienda. La novità introdotta nel piano formativo nel 2016, fortemente voluta dai Direttori del Pronto Soccorso e della Pediatria, è stata quella di una simulazione in situ “itinerante”.
Considerando la strutturazione degli ospedali in Maremma (4 periferici con PS e 1 centrale con Pronto Soccorso Pediatrico) e la centralizzazione a Grosseto dei codici maggiori l’obiettivo finale era quello di avere, in ogni ospedale della provincia di Grosseto, personale in grado di affrontare l’emergenza pediatrica, saper stabilizzare il bambino critico lavorando in team, prestare le cure necessarie ai pazienti in qualunque situazione e, nei casi più gravi, consentire lo spostamento del paziente, in sicurezza, all’ospedale provinciale o alle strutture regionali di secondo livello. Questo in linea con la logica organizzativa della rete tra strutture provinciali, di area vasta e regionali.
Gli istruttori, ovvero facilitatori di simulazione, si sono recati nelle realtà lavorative dei PS, portando la simulazione nei presidi Ospedalieri periferici. Nella sede dei Pronto Soccorso di Pitigilano, Castel del Piano, Massa Marittima ed Orbetello sono state condotte simulazioni in situ con ampia partecipazione e apprezzamento del personale multidisciplinare locale.
La simulazione in situ, effettuata nella sede di lavoro quotidiano, ha consentito, da un lato di rendere ancora più realistico lo scenario da gestire in emergenza aumentando la fedeltà della simulazione stessa, dall’altro di individuare eventuali criticità lavorative logistiche e/o strutturali.
Le simulazioni sono state una occasione per riorganizzare il materiale pediatrico dell’emergenza, di spostare alcuni presidi, di confrontarsi su chi fa che cosa nell’assistenza dell’emergenza pediatrica con confronti costruttivi ed utili per organizzare il team al momento del bisogno.
 La simulazione deve essere, infatti, vissuta con spirito critico anche verso il consueto ambiente di lavoro, mettendo a nudo le eventuali risorse materiali disponibili e non, così da poter modificare le criticità rilevate, migliorando la qualità del lavoro stesso. Simulazione, quindi, intesa come strumento di crescita lavorativa nell’organizzazione delle risorse strutturali e materiali, non solo come motivo di crescita formativo individuale.
Complessivamente nell’anno 2016 vi è stato un imponente programma formativo di simulazione pediatrica portato avanti da istruttori del Pronto Soccorso Pediatrico e Generale di Grosseto con 12 sedute di simulazione all’interno della area vasta sudest nella provincia di Grosseto. Nella sede centrale del progetto, presso l’Ospedale della Misericordia Grosseto sono state eseguite 8 simulazioni con 12 partecipanti ciascuno.
Quattro giornate di simulazione sono state effettuate presso i presidi periferici. Infine, su richiesta della Scuola di Specializzazione Pediatrica di Siena abbiamo effettuato 6 corsi di simulazione presso l’Ospedale le Scotte, con 12 partecipanti per ogni edizione, includendo operatori strutturati e specializzandi in formazione di Pediatria.
In totale sono stati formati 216 discenti nell’anno 2016. Ogni corso di formazione ha avuto durata di 5 ore, comprensive di una breve parte teorica di circa 1 ora, e lo svolgimento da 2 a 4 scenari clinici simulati per seduta.
Il team partecipante alle sedute di simulazione era multidisciplinare composto da medici, infermieri, specializzandi di pediatria e medicina generale. Prevalentemente hanno aderito al corso di formazione specializzandi in Pediatria dell’Università di Siena, medici Pediatri, medici del reparto di Emergenza –Accettazione ed Anestesia rianimazione, Cardiologi, infermieri di reparti di chirurgia e di terapia intensiva neonatale, così come personale medico infermieristico del 118.
La giornata formativa prevedeva una breve fase iniziale di teoria con principi di Crisis Resource Management (CRM), seguita dalla simulazione di casi clinici e dal debriefing su quanto accaduto in simulazione con i facilitatori di simulazione. Quest’ultima parte rappresenta il cuore di tutto il programma di simulazione, con possibilità di apprendimento e crescita sia individuale che nel lavoro in team secondo i principi del CRM: leadership, divisione dei ruoli, comunicazione efficace, contributo personale, gestione delle risorse e visione globale. Principi che sono in uso da decenni in ambito aereonautico e che solo negli ultimi anni si stanno facendo strada nella formazione in sanità.
Tutte le simulazioni hanno previsto l’impiego di un manichino a media fedeltà e di attori che rendessero ancora più realistico lo scenario clinico presentato ai vari partecipanti. Il gruppo di lavoro multidisciplinare si è trovato a gestire 2 casi clinici, sia adulti che pediatrici, fin dal loro arrivo in area critica con il personale medico/infermieristico del 118 (simulato tramite impiego di attori). È stato richiesto di gestire completamente il caso clinico con inquadramento diagnostico-strumentale e somministrazione di terapie secondo protocolli e recenti linee guida. Particolare rilevanza è stata data alla gestione del paziente critico in team nel reale ambiente di lavoro quotidiano. Dopo aver terminato la gestione dello scenario il gruppo si è riunito con i facilitatori di simulazione per un debriefing strutturato, reale strumento di apprendimento per i discenti con feedback su emozioni vissute, decisioni operative ed azioni intraprese. Sono stati, infine, fatti richiami ai protocolli/linee guida più recenti inerenti i casi clinici simulati e piccole pillole di emergenza fornite come take home message. Secondo il principio trasmesso dal SimPnET nel quale fermamente crediamo, “See one, simulate many, do one, competently, teach everyone”, la simulazione è fondamentale per l’aggiornamento e formazione continua, e dovrebbe essere presente nel programma di aggiornamento di ogni sanitario.

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CHE SCEGLIERE, L'ANALISI DEL SANGUE O IL SERVIZIO DA THE?
Chi fa la spesa alla Coop può ricevere un tesserino a punti che dà diritto, dopo una certa raccolta, a un qualche oggetto per la casa, che siano sei bicchieri da vino o un frullatore. Oggi la genialità del marketing ha fatto un passo avanti e il cliente della Coop può utilizzare i punti in qualche Laboratorio convenzionato per farsi quella che si suol dire “una bella analisi completa”. Per la verità, data l’entità del ticket che grava su una buona parte della popolazione, l’idea non è male. Alla Coop si deve pur andare a far la spesa; invece che l’ennesimo servizio da the potersi fare le analisi con i punti del tesserino consente un notevole risparmio perché la spesa complessiva della famiglia non cambia. Qualcuno può osservare che così si aumenta l’offerta e quindi la spesa complessiva del servizio, ma queste sono inezie che il libero mercato e la globalizzazione finanziaria ignorano senza patemi. In realtà nella nostra vecchia Europa avevamo pensato che la Salute fosse un diritto da affidare ad un Servizio pubblico, che  garantisca l’equità e l’uguaglianza delle prestazioni.  Chi acquista di più viene curato meglio? Come dire che si possono spendere i nostri soldi in cibi raffinati e golosi tanto il colesterolo è compreso. Mi faccia due etti che c'entra anche la VES!
Antonio Panti

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Si informano i lettori di Toscana Medica che sarà di prossima pubblicazione un forum dal titolo “LA FRAGILITA’ OSSEA: UN PROBLEMA CHE POSSIAMO AFFRONTARE MEGLIO”. Si ringrazia la

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