La readability delle informazioni sanitarie in rete

Marco MasoniMARCO MASONI, Unità di Ricerca di Innovazione Didattica ed Educazione Continua in Medicina (IDECOM), Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica, Università di Firenze.

 

 

MARIA RENZA GUELFI, Unità di Ricerca di Innovazione Didattica ed Educazione Continua in Medicina (IDECOM), Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica, Università di Firenze.

SIMONA BALZANTI, Laureata in Teorie della Comunicazione, Università di Firenze.

Questo contributo esamina alcuni dei numerosi studi condotti sulla comprensibilità del materiale informativo prodotto da organizzazioni e professionisti sanitari e fornisce un esempio di valutazione della readability di un documento rivolto al cittadino.

 

Parole chiave: readability, comprensibilità, informazione, internet


Nel precedente contributo (vedi Toscana Medica n. 7/2017, pag. 28) abbiamo descritto come il concetto di readability rappresenti la facilità di comprensione di un testo scritto da parte del lettore. La letteratura medico-scientifica contiene numerosi studi dedicati alla valutazione della readability di informazioni sanitarie prodotte per il cittadino, cartacee e digitali . La quasi totalità delle indagini ha mostrato come i contenuti online possiedono un livello di complessità superiore alla capacità di comprensione del cittadino medio. Qui di seguito discuteremo alcuni dei numerosi studi condotti.
I documenti relativi al consenso informato contengono informazioni complesse per i pazienti e il loro contenuto spesso non è compreso pienamente. Ciò può esporre i professionisti e le organizzazioni sanitarie coinvolte a responsabilità penali. In uno studio del 2003 pubblicato sul NEJM questo tipo di documenti presenti in siti web di Scuole di Medicina sono stati analizzati in termini di readability mediante la formula Flesch–Kincaid Grade Level. Il punteggio medio ottenuto nei testi-campione è risultato essere 10.6, un grado di istruzione che eccede di 2.6 gradi gli standard di comprensibilità proposti dalle organizzazioni sanitarie internazionali che corrispondono in Italia al diploma di Scuola Secondaria di I grado.
Similmente una ricerca di Misra et al. (2012) ha analizzato i materiali informativi sui tumori della base del cranio ottenuti mediante una ricerca con Google. Delle prime 25 risorse web recuperate, 18 erano dedicate ai pazienti. Il livello medio di comprensibilità dei documenti, analizzati con vari indici di readability, è risultato essere mediamente a un livello di complessità superiore alla capacità di comprensione del cittadino medio. Lo studio conclude che molti materiali sanitari digitali dovrebbero essere riscritti in modo tale che il maggior numero di cittadini possa interpretarli correttamente.
Un’altra ricerca, condotta da Mark et al. (2002), ha analizzato il grado di readability delle politiche per la privacy presenti in un’ampia selezione di siti web sanitari, dimostrando che possiedono un livello di comprensibilità troppo elevato per l’utente medio della rete.

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Ovviamente le formule per il calcolo della readability possono essere applicate non solo a documenti online ma anche a quelli cartacei. Uno studio condotto da Carlos et al. (2000) ha utilizzato la formula SMOG per valutare la leggibilità di brochure sugli anticoagulanti orali per i pazienti. Il risultato della ricerca ha evidenziato un grado di readability estremamente elevato. Lo stesso studio ha inoltre mostrato l’incapacità da parte dei pazienti osservati di comprendere un testo scritto ad un livello di istruzione pari al 100 grado che corrisponde in Italia al II o III anno della Scuola Secondaria di II grado.
Dai risultati di questi studi emerge chiara la necessità che i professionisti e le organizzazioni sanitarie in generale debbano prestare maggiore attenzione al livello di leggibilità del materiale informativo prodotto, cartaceo o digitale. I contenuti sanitari devono essere compresi dal maggior numero di cittadini e non solo da coloro che possiedono un elevato livello di istruzione. Questo obiettivo è fondamentale per utilizzare pienamentele potenzialità della rete, poiché le informazioni sono fondamentali per assumere decisioni consapevoli in tema di salute.
Nella Figura 1 è mostrato un esempio di valutazione della readability di un documento in lingua italiana disponibile online. È stato analizzato il materiale pubblicato sul sito web dell’Istituto Ortopedico Rizzoli relativo alla “Artrite Reumatoide” (URL:  http://www.ior.it/curarsi-al-rizzoli/artrite-reumatoide) e valutata la comprensibilità del primo paragrafo (Cos’è l’artrite reumatoide?) mediante l’indice di readability denominato Gulpease. A tal fine è stato utilizzato lo strumento disponibile all’URL  http://labs.translated.net/leggibilita-testo/ che offre la possibilità di copiare e incollare il testo selezionato.. Il risultato ottenuto indica una certa difficoltà nella lettura del contenuto anche per chi possiede un diploma superiore. Inoltre lo strumento utilizzato evidenzia i termini che risultano troppo complessi per il comune cittadino e implicitamente ne suggerisce la sostituzione.
Mediante l‘applicazione di questa semplice procedura è possibile valutare la readability di un documento e quindi intervenire sul suo contenuto qualora gli indici di comprensibilità ottenuti siano superiori a quelli consigliati dalle principali organizzazioni sanitarie internazionali.
Alcuni ricercatori sostengono che non è sempre possibile ridurre il grado di readability di un testo, soprattutto quando occorre distribuire informazioni che sottendono concetti complessi. È stato dimostrato da Ritterband (2009) che una riduzione della lunghezza delle frasi può omettere concetti importanti per il paziente conducendo a una scarsa chiarezza e comprensibilità del contenuto. Nonostante questa eventualità non sia remota, le organizzazioni sanitarie dovrebbero controllare maggiormente la leggibilità del materiale informativo prima della sua pubblicazione rendendolo comprensibile al maggiore numero possibile di cittadini.

BIBLIOGRAFIA
Le voci bibliografiche possono essere richieste a:

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In Evidenza

Si informano i lettori di Toscana Medica che sarà di prossima pubblicazione un forum dal titolo “LA FRAGILITA’ OSSEA: UN PROBLEMA CHE POSSIAMO AFFRONTARE MEGLIO”. Si ringrazia la

lilly

per il proprio contributo non condizionante.

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