Prima esperienza in Italia di terapia assistita con gli animali (TAA) in terapia intensiva su pazienti adulti

Laura Tadini BuoninsegniLAURA TADINI BUONINSEGNI, Firenze, Specializzata in Anestesia e Rianimazione a Firenze. Dottorato di ricerca in Scienze Anestesiologiche e Chirurgiche con borsa di studio Università di Studi di Firenze nel 2010. Dirigente Medico I livello c/o la SOD Anestesia e Rianimazione-Nuovo Ospedale del Mugello fino a giugno 2013, attualmente presso la SOD Cure Intensive del Trauma e Supporti Extracorporei–AOUC. Ha conseguito il 1° livello del percorso di formazione in Interventi assistiti con animali presso Natura Animale.

M. BONIZZOLI, L. CECCI, A. PERIS, SOD Cure Intensive del Trauma e Supporti Extracorporei, Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi.

P. GARVIN, Direzione Diritti di Cittadinanza e Coesione Sociale – Settore Politiche Giovanili, per la famiglia e per lo sport, Regione Toscana.

È ampiamente documentato come la relazione che si instaura tra uomo e animale sia in grado di determinare significative modificazioni fisiologiche e quindi importanti effetti terapeutici nell’uomo. All’interno dell’AOUC nel reparto “Cure Intensive del Trauma e Supporti Extracorporei” è stato avviato, in collaborazione con la Scuola Nazionale Cani Guida per Ciechi della Regione Toscana, un progetto di terapia assistita con animali in cui il cane interviene come prezioso co-terapeuta nel processo di cura in particolare su obiettivi psicologici e fisioterapici.


Parole chiave: interventi assistiti con animali, Pet Therapy, cane, Terapia Intensiva

L’effetto benefico della relazione che si instaura tra uomo ed animale è comprovato da solide basi scientifiche ed il valore terapeutico di tale rapporto può essere di grande aiuto nel percorso di cura. Oltre a benefici documentati a livello fisiologico, come la diminuzione della pressione arteriosa in seguito al contatto fisico con l’animale e la correlazione tra il possesso di un animale da compagnia e l’aumentata sopravvivenza in soggetti affetti da malattie coronariche, l’interazione con l’animale offre, agendo in particolar modo sulla sfera emozionale, un prezioso “strumento” di supporto al medico nell’ambito del processo di cura e di riabilitazione.
I malati ricoverati in Terapia Intensiva sono particolarmente esposti a manifestare disturbi cognitivi ed affettivi che, pur riconoscendo una patogenesi multifattoriale, sono correlati alle diverse esperienze vissute durante il ricovero (come il senso di solitudine, la separazione dall’ambiente e dagli affetti familiari, l’instaurarsi di stati di ansia e depressione). Tali disturbi possono contribuire ad una perdita di motivazione nel malato ad affrontare il percorso di cura verso la guarigione. In un ambiente a così elevata tecnologia ed invasività come la Terapia Intensiva il contatto con l’animale, se gradito al malato, provoca un effetto rilassante e distraente aumentandone il grado di benessere percepito ed agendo così positivamente sulla motivazione a guarire.
In Italia si è assistito ad un progressivo evolversi di progetti con il coinvolgimento di animali da compagnia a favore della salute umana (inizialmente definiti in modo improprio con il termine di pet therapy). Nel 2003 le Terapie assistite con animali sono state riconosciute come cura ufficiale mediante decreto ministeriale e nel 2015 sono state elaborate e pubblicate le “Linee guida nazionali per gli interventi assistiti con gli animali (IAA)” con lo scopo di garantire la tutela sia delle persone che degli animali coinvolti. L’acquisizione di dati scientifici è premessa fondamentale per valutare l’adeguata collocazione e valorizzazione degli IAA nell’ambito del Sistema Nazionale Sanitario. Al momento attuale non esiste, nel panorama sanitario italiano, alcuna esperienza di questo tipo su malati adulti (>18 aa) ricoverati in Terapia Intensiva, sebbene programmi svolti all’estero abbiano dimostrato una sua importante e significativa valenza terapeutica specie sulla sfera psico-motoria.
Per Terapia assistita con animali (TAA) si intende un intervento a valenza terapeutica, e pertanto prescritto da un medico, personalizzato sul paziente, che integra e coadiuva, attraverso un preciso protocollo terapeutico, le terapie mediche tradizionali ed è finalizzato al miglioramento della sfera fisica, emotiva, cognitiva e neuro-psicomotoria.
L’avvio operativo del progetto è stato preceduto da un’articolata fase di pianificazione iniziata con un incontro, al fine di condividerne la possibilità di realizzazione dato le peculiarità dell’ambiente, tra i responsabili del progetto (dott.ssa Manuela Bonizzoli e dott.ssa Laura Tadini Buoninsegni) ed il responsabile dei Servizi Tecnici della Scuola Nazionale Cani Guida della Regione Toscana, individuata come braccio operativo del progetto stesso garantendo così la presenza “accreditata” di personale con formazione ed esperienza qualificata e certificata in IAA. Sono stati organizzati quattro incontri, destinati alle coppie coadiutore-cane della Scuola, di familiarizzazione con il reparto in cui ad ogni singolo operatore è stato illustrato l’ambiente, la tipologia e quindi le problematiche principali dei malati ricoverati; contemporaneamente il cane ha potuto familiarizzare con i rumori, gli odori ed i macchinari. Ha avuto luogo inoltre un sopralluogo operativo da parte della Direzione medica di presidio e del Coordinatore Infermieristico del Settore Igiene Ospedaliera Controllo Infezioni, con la cui collaborazione è stato elaborato un protocollo volto alle “Misure di prevenzione della trasmissione di infezioni durante lo svolgimento delle sedute di Terapia assistita con animali”, sebbene in letteratura non siano state mai documentate infezioni trasmesse durante IAA. Tali misure prevedono schematicamente l’igiene delle mani degli operatori, che indossano un camice monouso durante la seduta, la successiva sanificazione degli oggetti utilizzati durante l’interazione con il cane (giochi, spazzole ecc) e delle superfici del box di degenza con cui il cane è venuto in contatto (sponda del letto, sedia ecc) ed il lavaggio con acqua e sapone delle mani del paziente a fine seduta.
È stata elaborata una brochure informativa destinata ai familiari dei malati ricoverati in cui sono illustrate le finalità di questa terapia e sono stati inoltre pianificati e svolti degli incontri formativi con il personale sanitario di reparto con l’obiettivo di illustrare le modalità di esecuzione della seduta di Terapia assistita con animali, le tematiche inerenti gli aspetti igienico-sanitari ed il lavoro di équipe necessario per ottimizzare le sinergie all’interno del team operativo multidisciplinare (medico, infermiere, psicologo, coppia coadiutore-cane, fisioterapista, medico veterinario comportamentalista).
A dicembre 2015 è stata approvata e stipulata la convenzione tra l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi (AOUC) e la Regione Toscana – Scuola Nazionale Cani Guida per Ciechi, rappresentando il primo esempio, nel panorama sanitario italiano, di collaborazione tra due enti pubblici nell’ambito degli IAA.

terapia animali 01
A gennaio 2016 il progetto ha preso avvio operativo con due sedute programmate a cadenza bisettimanale della durata prevista di un’ora. Tali sedute sono personalizzate e rivolte a malati ricoverati nella SODc “Cure Intensive del Trauma e Supporti Extracorporei” dell’AOUC (direttore dott. A. Peris), coscienti o in fase di recupero della coscienza, con interesse noto per gli animali, in condizioni cliniche stabili seppur con ancora necessità di supporto medico intensivo. Avendo valenza terapeutica sono registrate in cartella clinica; hanno luogo all’interno del box di degenza in presenza del medico e dell’infermiere che hanno in cura il malato e nel rispetto scrupoloso del protocollo igienico-sanitario condiviso. I principali obiettivi consistono nel ridurre il livello di ansia e di stress legati al ricovero,  lo svezzamento dalla ventilazione meccanica invasiva in quei malati in cui si instaura una forte componente ansiogena e incentivare esercizi fisioterapici mirati. In quanto di supporto al piano di cura, la loro programmazione viene proseguita anche quando il malato è trasferito nel reparto di Terapia Sub-Intensiva.
A ciascun paziente sono somministrati test psicometrici di valutazione, pre e post seduta di Terapia assistita con animali, da parte dell’équipe costituita da psichiatri e psicologo dell’AOUC.
Il progetto prevede inoltre una fase di follow-up, già operativa per i malati dimessi dal reparto di Terapia Intensiva, attraverso cui sarà possibile documentare i benefici attesi sulla sfera psico-emotiva.
La durata del progetto è di 24 mesi in modo da permettere una rigorosa raccolti dati.

Gli studi condotti sugli effetti fisiologici prodotti dall’interazione tra uomo e animale (specialmente attraverso il contatto fisico e visivo) hanno dimostrato fondamentalmente una modificazione della risposta neuroendocrina in termini di ridotta escrezione a livello ematico di cortisolo, adrenalina e noradrenalina ed un contemporaneo aumentato rilascio di ossitocina. Questo neuropeptide prodotto a livello ipotalamico, considerato il vero protagonista nella relazione tra uomo e animale, esplica importanti funzioni regolatorie ed integrative su numerosi altri sistemi di trasmissione nervosa, quali:

• i recettori alfa 2 implicati nella regolazione delle secrezioni di noradrenalina in condizioni di stress;
• il sistema colinergico;
• i recettori serotoninergici, modulando la liberazione di serotonina ed agendo quindi sul tono dell’umore;
• i recettori per gli oppiodi, aumentando la soglia di percezione del dolore ed esercitando anche un potente effetto antiinfiammatorio attraverso meccanismi di origine centrale.



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