Screening dell’aneurisma dell’aorta addominale in pazienti asintomatici: esperienza nell’ambulatorio di medicina generale

FEDERICA SILVESTRI, laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Pisa, Diploma di formazione specifica in Medicina Generale, Diploma SIUMB (Società Italiana di Ultrasonografia in Medicina e Biologia) in Ecografia di base.

L’aneurisma dell’aorta addominale è una patologia potenzialmente mortale, che può essere diagnosticata nelle fasi iniziali tramite uno screening ecografico addominale. Questo lavoro mostra come tale procedura possa essere effettuata dal medico di medicina generale formato in ultrasonografia, con risultati sovrapponibili ai dati presenti in letteratura e con ottima adesione da parte dei pazienti.

 

Parole chiave: aneurisma dell’aorta addominale, screening, ecografia, medicina generale


Federica SilvestriL’aneurisma dell’aorta addominale (AAA) è una condizione patologica caratterizzata da dilatazione permanente del calibro aortico uguale o maggiore a 3 cm, o che presenta un incremento del 50% rispetto al diametro del tratto prossimale non dilatato; colpisce prevalentemente i soggetti di sesso maschile di età superiore ai 65 anni, con fattori di rischio associati quali il fumo di sigaretta e l’ipertensione. La complicanza più temibile, ovvero la rottura della parete aneurismatica, ha una mortalità molto elevata ed è correlata alle dimensioni dell’aneurisma dell’aorta addominale: il rischio di rottura aumenta progressivamente con l’incremento del diametro del vaso, tanto che per dilatazioni con dimensioni superiori a 5.5 cm è indicato l’intervento chirurgico riparativo in elezione.
L’ecografia addominale è lo strumento più rapido per la diagnosi precoce dell’aneurisma dell’aorta addominale e può essere utilizzato per individuare soggetti asintomatici portatori della patologia: diversi studi (MASS, Viborg, Chicester)1 hanno mostrato come uno screening ecografico precoce rivolto alla popolazione a rischio sia efficace nel ridurre la mortalità specifica per questa patologia.
Sulla base di questi dati, abbiamo effettuato un lavoro di screening ecografico per aneurisma dell’aorta addominale tra i pazienti di un medico di medicina generale (dr. Salvoni, ex Usl 2 Lucca), con obiettivo di valutare la prevalenza della patologia nei soggetti a rischio per età e confrontare i dati ottenuti con quelli presenti in letteratura; ulteriore scopo è stato verificare le potenzialità di utilizzo dell’ambulatorio di medicina generale per indagini di screening. Sono stati contattati tutti i pazienti maschi di età compresa tra 65 e 75 anni e, qualora presenti ed in fascia di età congrua, le loro compagne (data la scarsa incidenza della patologia nei soggetti femmine non è indicato uno screening di massa; abbiamo voluto verificare comunque l’incidenza dell’aneurisma dell’aorta addominale tra le signore che hanno accettato di sottoporsi all’esame).
I pazienti che hanno aderito allo screening sono stati convocati nell’ambulatorio del medico di famiglia e sottoposti ad una breve ecografia addominale, mirata ad ottenere le misure del diametro antero-posteriore e trasversale dell’aorta; coloro in cui è stata riscontrata una dilatazione patologica sono stati inviati ad eseguire indagini diagnostiche più approfondite (ecocolordoppler, angio-TC). Sono stati effettuati 161 esami totali tra luglio e novembre 2016, 102 in soggetti maschi su 153 contattati (adesione 66.7%) e 59 in soggetti femmine; la prevalenza di aneurisma dell’aorta addominale riscontrata è 5.8% tra gli uomini (6/102) e 1.7% tra le donne (1/59), dati che concordano con quelli presenti in letteratura. I soggetti con aneurisma sono tutti fumatori od ex fumatori, questo conferma come l’abitudine al tabagismo sia un fattore di rischio importante per lo sviluppo della malattia; inoltre 4 su 7 sono affetti da ipertensione arteriosa in terapia e 3 da ipercolesterolemia, due condizioni patologiche correlate allo sviluppo di aneurisma dell’aorta addominale.
I risultati ottenuti da questo lavoro offrono spunti di riflessione su vari aspetti. L’utilità di questo screening appare evidente, in particolare per coloro che presentano uno o più fattori di rischio concomitanti, quali età > 65 anni, sesso maschile, abitudine al tabagismo (fumatori, ex fumatori) ed ipertensione arteriosa; la diagnosi precoce permette di eseguire un follow-up mirato ed eventualmente di intervenire prima della possibile comparsa di complicanze.
Inoltre l’ambulatorio di medicina generale si è dimostrato un ambiente adatto a questa procedura; i pazienti infatti hanno risposto positivamente ad una proposta fatta dal proprio medico, spesso pur conoscendo poco la patologia in questione; il fatto che il dottore di fiducia li invitasse ad effettuare un esame con possibili benefici per la propria salute è stato spesso sufficiente a convincerli e ha aumentato l’adesione. Lo svolgimento dell’esame in luogo conosciuto e facilmente raggiungibile ha facilitato a persone con limitazioni negli spostamenti l’esecuzione dello screening; questo è importante maggiormente per zone rurali dove l’ambulatorio del medico di famiglia è il punto sanitario di più rapido accesso.
Infine è da considerare come l’utilizzo dell’ecografia in medicina generale possa essere non solo di supporto alla diagnosi (ecografia office) ma strumento attivo di screening, accessibile anche a chi ha formazione base in ultrasonografia; i grossi vasi addominali infatti sono ben visualizzabili con questa tecnica, che con un piccolo training può divenire alla portata di molti. In un’organizzazione di lavoro come quella attuale (medicina di gruppo, Aggregazioni Funzionali Territoriali) sarebbero sufficienti pochi medici formati per sottoporre a screening la popolazione target di tutto il gruppo, ed estendere la valutazione ad un ampio numero di partecipanti.

Conclusioni
Lo screening per aneurisma dell’aorta addominale è un’indagine utile per ridurre la mortalità specifica di questa patologia. Lo svolgimento dell’indagine all’interno della medicina generale potrebbe favorire l’adesione dei partecipanti, in quanto proposto da persona conosciuta e di fiducia, e svolto in un ambiente noto e confortevole per il paziente. Inoltre la relativa facilità di esecuzione dell’esame e la diffusione sempre più capillare dell’ecografia rendono la medicina generale un ambiente idoneo allo svolgimento di massa di questo screening.

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