La Casa della Salute di Lamporecchio

MARCO BONINI, Specialista in Igiene e Medicina Preventiva, dal 1991 lavora nell’ambito dell’Organizzazione dei Servizi Sanitari di Base. Dal 2006 Direttore della UFC Assistenza Sanitaria di Comunità e Coordinatore Sanitario della Zona/SdS Valdinievole. Attualmente anche Direttore dell’Area Assistenza Sanitaria Territoriale e Continuità e della SOC Organizzazione Presidi e Servizi Territoriali per l’ASL Toscana Centro.

Non si parlava ancora di case della salute quando a Lamporecchio si cominciò a delineare un progetto di struttura integrata, riferimento sanitario e socio-sanitario per una popolazione decentrata rispetto ai Presidi Ospedalieri,
Comune, Volontariato, ASL e medici di medicina generale collaborarono insieme per sviluppare servizi ed iniziative attente anche alla prevenzione e all’utilizzo corretto e integrato delle risorse disponibili.

 

Parole chiave: Casa della Salute, integrazione, prevenzione, cittadini, sanità d’iniziativa


Marco BoniniBreve storia
L’esperienza della Casa della Salute di Lamporecchio nasce molti anni fa dalla voglia di sperimentare e di “andare oltre” insita forse nei geni “leonardeschi” di quel territorio.
Nasce dall’intuizione e dalla volontà di un’amministrazione locale, dal sogno di un’associazione di volontariato e dalla lungimiranza di un gruppo di medici di medicina generale.
L’idea era quella di raccogliere in un’unica sede tutte le attività sanitarie e sociali di un territorio in modo da costituire un visibile punto di riferimento per i cittadini.
Dopo innumerevoli incontri il progetto divenne formale nei primi anni del 2000 e fu approvato dalla Giunta Regionale con la Delibera 300 del 31/03/2003.
Fu siglato un accordo formale con i medici (2004) e fu individuata una struttura idonea nell’ex biblioteca comunale, concessa in comodato d’uso gratuito all’ASL 3 (15.04.2005), che iniziò i lavori di ristrutturazione.
Ma il percorso “insieme” iniziò subito con l’attivazione di una Unità di Cure Primarie (UCP) in una struttura già nella disponibilità aziendale (DGRT 198 del 20.3.2006).
La nuova struttura fu inaugurata il 23.05.2009 e fu gradualmente attivata; si iniziò con la Croce Verde, poi con i medici di medicina generale, il Servizio Sociale, gli ambulatori specialistici (Cardiologia, Otorinolaringoiatria, Urologia, Ginecologia che si trasferirono dal vicino “poliambulatorio” di Spicchio) e, poco dopo, con il pediatra (PLS); infine nel 2010 fu completata con il servizio di Emergenza 118, con un Punto di Primo Soccorso e con la Continuità Assistenziale.

Caratteristiche
La Casa della Salute è un punto di riferimento certo per circa 10.000 assistiti, oltre alle numerose presenze turistiche del Montalbano; in una sola sede la quasi totalità dei servizi territoriali ruota attorno alla figura centrale del medico di famiglia. Vi operano, oltre ai 7 medici di medicina generale in Associazione Complessa, il pediatra di libera scelta, vari specialisti (urologo, ginecologo, cardiologo, otorinolaringoiatra, radiologo), la Continuità Assistenziale, Infermieri (ambulatoriali e domiciliari), il servizio di Emergenza 118 con una postazione di automedica ed un punto di primo soccorso, un Consultorio materno infantile (ginecologo, ostetrica, psicologo, endocrinologo), il servizio vaccinazioni per l’infanzia, l’assistente sociale, le principali attività amministrative con il CUP.
Negli ultimi anni le presenze specialistiche si sono arricchite con un radiologo di provenienza ospedaliera che, oltre ad effettuare prestazioni ecografiche, offre ai medici di medicina generale una preziosa consulenza che ha permesso di ridurre in maniera considerevole le richieste di “diagnostica pesante”, TC e RM, spesso a rischio di inappropriatezza.
È così garantita la presenza contemporanea di almeno due medici 24 ore al giorno e 365 giorni all’anno, particolarmente importante per un territorio a prevalente vocazione artigianale e di eccellenza agricola, posto all’estremo est della Valdinievole e con una viabilità spesso poco scorrevole per raggiungere il Presidio Ospedaliero di riferimento.

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Organizzazione
Ciascun medico di medicina generale, il pediatra di libera scelta e gli infermieri hanno a disposizione un proprio ambulatorio e, assieme alla Continuità Assistenziale e ai medici del 118, possono usufruire in maniera coordinata dei servizi e degli spazi comuni.
Le attività specialistiche si sono articolate nel tempo in relazione alle esigenze della popolazione e collaborano a garantire un’adeguata assistenza domiciliare e la presa in carico della sanità d’iniziativa.
La presenza della Croce Verde permette una collaborazione costante per le attività ambulatoriali e domiciliari, per i prelievi di sangue per esami di laboratorio, per i servizi di trasporto con autoambulanza e mezzo attrezzato.
I professionisti hanno a disposizione apparecchiature tecnologiche che facilitano le attività di tipo diagnostico di base, favorendo così anche lo sviluppo di iniziative rivolte alla presa in carico della cronicità (Ipertensione Arteriosa, scompenso cardiaco, diabete mellito, BPCO, ecc.); è operativo un servizio di Elettrocardiografia digitale con trasmissione alla U.O. Cardiologia del Presidio Ospedaliero di Pescia per la refertazione e la consulenza.
Gli infermieri offrono prestazioni assistenziali e di supporto, domiciliari ed ambulatoriali anche per le lesioni difficili, con la preziosa possibilità di un confronto diretto e continuo con i medici curanti.

Iniziative
Accogliere nella stessa struttura più professionisti ha consentito lo sviluppo di un atteggiamento proattivo ed integrato.
Il confronto costante e la possibilità di condividere momenti di riflessione e formazione hanno determinato una particolare capacità nel perseguire un uso appropriato delle risorse con vantaggi evidenti in termini di spesa farmaceutica e diagnostica, nonché di riduzione del ricorso all’ospedalizzazione nonostante la perifericità del territorio.
A Lamporecchio fu possibile attivare il primo modulo sperimentale della Zona per la Sanità d’Iniziativa (expanded Chronic Care Model) fin dal 2009.
L’orientamento alla prevenzione, fin dalla UCP, aveva permesso un progetto specifico per lo scompenso cardiaco (2008) e poi ancora nel 2016 uno screening per la diagnosi precoce della BPCO in collaborazione con gli specialisti dei Presidi Ospedalieri di Pescia e di Pistoia e con il coinvolgimento di circa 150 pazienti selezionati per la presenza di fattori di rischio e l’individuazione di 42 nuovi casi.
Nel 2017 è in attuazione la seconda fase di una campagna di individuazione ecografica precoce dell’aneurisma dell’aorta addominale; durante la precedente fase erano state invitate circa 600 persone, selezionate previa valutazione dei fattori di rischio, con una adesione del 70% e con la diagnosi di anomalie di varia gravità nel 5% dei cittadini coinvolti.

Conclusioni
Lamporecchio è una esperienza da cui non è possibile recedere; ha consolidato tra cittadini ed operatori la consapevolezza virtuosa che solo lavorando insieme è possibile affrontare le sfide, organizzative ed assistenziali, che la moderna sanità ci propone.

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