Pazienti virtuali

Questo contributo è diretto a coloro che intendano utilizzare o produrre risorse multimediali per la formazione dei medici. Accanto a una chiara definizione di paziente virtuale, verranno illustrati i principali fattori che ostacolano la loro adozione e le soluzioni che le tecnologie telematiche offrono per una maggiore diffusione.

masoniMARCO MASONI

 

 

MARCO MASONI, MARIA RENZA GUELFI,  JONIDA SHTYLLA, Unità di Ricerca di Innovazione Didattica ed Educazione Continua in Medicina (IDECOM), Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica, Università di Firenze.


La pratica clinica costituisce parte fondante l’attività professionale del medico. L’acquisizione delle competenze necessarie per lo svolgimento di tale attività avviene tipicamente nei reparti clinici che lo studente, generalmente, inizia a frequentare intorno al terzo anno del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia. Durante questa fase il medico apprende le basi del ragionamento clinico, fondamento imprescindibile dell’attività professionale futura.
Lo sviluppo delle tecnologie telematiche consente di creare un’ampia varietà di risorse formative che simulano un incontro reale tra medico e paziente. Un paziente virtuale è un particolare tipo di simulazione di un reale incontro tra medico e paziente con l’intento di rappresentare una risorsa utile per la formazione e/o la valutazione. Tramite questo software lo studente interagisce con la rappresentazione di un paziente attraverso uno schermo per ottenere storia clinica, condurre un esame obiettivo e assumere decisioni diagnostiche e terapeutiche (Association of American Medical Colleges, 2007). È importante sottolineare come questa definizione escluda video e/o diapositive che illustrano casi clinici, come pure manichini che simulano il comportamento di pazienti reali.  I pazienti virtuali possono essere di tipo lineare o ramificato (branched). Nel primo caso, tipicamente, l’utente accede al materiale in modo progressivo e sequenziale seguendo il formato HEIDR – History, Examination, Investigations, Diagnosis e Therapy (Rx) – vedi Figura 1.

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Nel secondo caso gli esiti del paziente variano in funzione delle scelte messe in opera dal discente, con feedback calibrati a seconda delle decisioni assunte.
Il ragionamento clinico è una competenza fondamentale che il medico deve acquisire per svolgere in modo appropriato l’attività professionale. Molti esperti ritengono che tale competenza si acquisisca attraverso l’esposizione a un elevato numero di casi clinici. I pazienti virtuali rappresentano una risorsa formativa adatta allo scopo in quanto permettono accessi plurimi ed errori in un ambiente sicuro e controllato oltre alla fruizione di casi clinici rari difficilmente riscontrabili nei reparti. Infine, il loro utilizzo consente uno stretto monitoraggio del progresso delle conoscenze del discente.
Va tuttavia sottolineato che sono necessarie ulteriori ricerche per meglio definire ed esplorare il ruolo dei pazienti virtuali e la loro modalità di integrazione nei corsi di formazione.
I formatori interessati a utilizzare pazienti virtuali potrebbero produrre tali risorse multimediali in modo autonomo. Purtroppo questa strada è difficilmente percorribile per vari motivi. Uno dei più importanti è quello economico: la produzione di un paziente virtuale richiede una cifra a partire da € 15.000-20.000. Il costo risulta superiore se si vuole produrre un caso clinico ramificato (branched), che offra cioè snodi decisionali e feed-back corrispondenti, e ancora maggiore se si utilizzano tecniche di riconoscimento vocale e di intelligenza artificiale che possono consentire al computer di rispondere in modo automatico alle domande dell’utente. Un altro aspetto da considerare è il fattore tempo: la letteratura riporta che occorrono 14-18 mesi per la produzione di un caso clinico. Infine è necessario un team multidisciplinare per realizzare casi clinici che deve comprendere, oltre all’esperto medico, almeno un instructional designer e un produttore multimediale.
Per superare questi ostacoli una soluzione conveniente comprende l’adozione di una logica di riuso di risorse didattiche multimediali prodotte da terzi. La sua applicazione è facilitata da due importanti caratteristiche:
• lo sviluppo di specifiche tecniche XML da parte dell’associazione MedBiquitous che consentono l’interoperabilità e lo scambio di pazienti virtuali tra piattaforme e-learning appartenenti a diverse Università e istituzioni;
• la disponibilità di una licenza di tipo Creative Commons, che rappresenta l’infrastruttura legale che consente la modifica e la condivisione di opere oggetto di proprietà intellettuale.

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La Tabella 1 mostra un elenco di repositories online contenenti pazienti virtuali che l’utente può visionare e decidere di riutilizzare.
Numerosi Corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia, soprattutto negli Stati Uniti e in Canada, hanno adottato l’uso di pazienti virtuali. Nonostante questi ultimi rappresentino una risorsa educativa digitale assai promettente, il loro uso (e riuso) è ancora limitato nei corsi di formazione sanitari e nazionali.

BIBLIOGRAFIA
Le voci bibliografiche possono essere richieste a:

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