Le problematiche dell’adolescenza

Una ricerca della Società Italiana di Pediatria in collaborazione col MIUR Toscana e il Liceo Michelangiolo di Firenze

Eleonora CampolmiEleonora Campolmi, Psicologa psicoterapeuta,  specializzata in Psicoterapia Breve Strategica. Esperta in Psicodiagnostica, Terapeuta Ufficiale presso il Centro Terapia Breve Strategica. Ha lavorato presso  il Centro MTS di Firenze e presso  il CIDEBIP (UNIFI). Lavora in ambito psiconcologico presso il Centro  di Riferimento Regionale per il Melanoma.

 

J. Gonzalez, Dirigente Medico Pediatria, P.O. Nuovo Ospedale del Mugello

G. Bonini, Pediatra di famiglia, Pistoia

G. Donzelli, Professore di Pediatra, Presidente Fondazione Meyer

S. Fabbri Bertoletti, Professore Liceo Michelangiolo, Firenze

L. Micozzi, Professore Liceo Michelangiolo, Firenze

M.S. Pignotti, Dirigente medico pediatra, Ospedale Meyer

L. Salvini, MIUR Toscana

G. Vitali Rosati, Pediatra di famiglia, Firenze

Obiettivo dello studio: fotografare le abitudini quotidiane degli adolescenti di oggi ed evidenziare i possibili disagi. Indagine condotta dalla Società Italiana di Pediatria (SIP) e dal MIUR Toscana su un campione di 1.000 studenti delle scuole medie superiori della Regione.  Gli studenti hanno risposto a un questionario di 60 domande che ha permesso di indagare sulla loro vita familiare e scolastica.

 

Parole chiave: adolescenti, disagio adolescenziale, abitudini adolescenti, abitudini alimentari, bullismo

La necessità di comprendere e aiutare l’adolescente e le enormi difficoltà a cui egli può andare incontro in questa delicata fase dell’accrescimento ci hanno spinti a effettuare un’indagine tra gli adolescenti toscani con l’obiettivo di stimolare pediatri e docenti ad applicare una visione olistica nell’approccio all’adolescente per promuoverne il benessere fisico, relazionale, affettivo e sociale.
L’indagine ha previsto la compilazione di un questionario di 60 domande a risposta multipla, con una scala di punteggio che va da 1 (assolutamente no/mai/totalmente in disaccordo) a 5 (assolutamente sì/sempre/concordo totalmente), in formato elettronico, attraverso una piattaforma di indagini online a tutela dell’anonimato. I ragazzi toscani sono stati raggiunti da una e-mail inviata dall’istituto secondario superiore di appartenenza, con il link per partecipare volontariamente.
Le domande sono state raggruppate in 7 aree:
dati anagrafici e socio-demografici del campione;
alimentazione e stile di vita;
percezione dell’ascolto ricevuto, capacità di esprimersi, disagio psico-emotivo;
bullismo, cyberbullismo, abusi, violenze;
affettività, sessualità, pornografia, dipendenze;
uso e gestione di internet, smart-phone e social media;
famiglia tradizionale, divorzi, omo-genitorialità, servizi sociali.
Non è stata data alcuna indicazione o limitazione per quanto riguarda la compilazione, a garanzia di ogni libertà di comportamento.

Risultati

Dati anagrafici e socio-demografici del campione
All’indagine hanno risposto 993 ragazzi di età compresa tra i 14 e i 19 (mediana: 17), di cui il 51,5% femmine e il 48,5% maschi (Figura 1). La totalità del campione risiede in Toscana e quasi il 90% è di nazionalità italiana.

Fig 1 Sesso

Percezione dell’ascolto ricevuto, capacità di esprimersi, disagio psicologico
L’87,7% degli intervistati dichiara di aver sufficiente libertà di espressione nel proprio contesto sociale, ma quasi la metà del campione (48,1%) lamenta mancanza di attenzione degli insegnanti alle problematiche extrascolastiche.
Il 46,9% dichiara di aver sperimentato un disagio psico-emotivo così importante da non riuscire a trovare sollievo e addirittura il 19,8% confessa di auto infliggersi lesioni fisiche per malessere psicologico ed emotivo.
Il 9% si è rivolto al servizio di psicologia della scuola per ansia o depressione legate a problemi scolastici (32%) o familiari (25%).
Il 44% afferma di sentire o aver sentito il bisogno di un sostegno.

Alimentazione e stile di vita
Il 27,9% degli adolescenti si vede in sovrappeso, più del 25% non fa colazione a casa e il 44% dichiara di portarsi a scuola cibo da casa, il 40% lo acquista in loco, il 16% dichiara di non mangiare niente durante l’orario scolastico.
I dati mostrano una forte correlazione (p < 0,00028) tra chi non fa mai colazione a casa e chi è ritenuto in sovrappeso dal pediatra.
Un’altra correlazione statisticamente significativa (p < 0,029) è tra chi è in sovrappeso e chi mangia “cibo acquistato nelle scuole”. Solo il 56,5% pratica attività sportiva.

Uso e gestione di internet, smartphone e social media
L’età media del primo smartphone è di 11,9 anni ± 1,99 anni, mentre quasi il 10% ha avuto il primo cellulare prima dei 10 anni (Figura 2). Il 49,5% si documenta e cerca informazioni di attualità solo attraverso internet e TV.
L’82,9% dei giovani ritiene che l’uso dei social possa provocare disattenzione e difficoltà nello studio e il 34,6% sente il bisogno che qualcuno gli sottragga il cellulare per potersi concentrare. Il 10% afferma di aver rinunciato a un’uscita con gli amici per poter utilizzare i social. Il 93,7% asserisce di sentirsi in grado di individuare in internet fonti affidabili.

Fig 2 Smartphone

Famiglia tradizionale, divorzi, omo-genitorialità, servizi sociali
Per l’82,3% la separazione dei propri genitori influisce sulla crescita di un adolescente, ma il 63,0% pensa sia migliore una separazione rispetto a una convivenza conflittuale.
Il 17,5% è figlio di genitori separati e di questi il 72,0% dichiara di essersi sentito poco ascoltato durante la separazione. Il 62,0% dei figli di separati dichiara di avere un buon rapporto con il padre e l’87,0% con la madre. Il 19,2% afferma che i genitori si offendevano l’un l’altro e che questo ha influito sul rapporto tra il bambino e il genitore denigrante.
La metà del campione afferma che i genitori non sono elastici nei confronti di quanto stabilito dal giudice riguardo alle visite col genitore non convivente e il 10,0% dichiara di essere costretto ad andare dal genitore non convivente anche contro la propria volontà.
Il 63,0% sostiene di essere favorevole alle famiglie costituite da genitori dello stesso sesso (Figura 3).

Fig 3 omo eteroparentale

Il 64,5% crede che un bambino cresciuto in una famiglia omo-genitoriale abbia le stesse opportunità di crescita psico-affettiva di un bambino cresciuto in una famiglia “tradizionale” (Figura 4), il 10% dei bambini vive o ha vissuto in case famiglia.

Fig 4 omo parentale

Bullismo, cyberbullismo, abusi, violenze
Il 51,4% del campione afferma di aver subito atti di prepotenza da parte di compagni, di questi il 14,6% conferma di essere quotidianamente vittima di forme di bullismo. Riguardo alle forme di cyberbullismo il 18% è stato attaccato almeno una volta sui social o in chat.
Per quanto riguarda le violenze in famiglia il 16,7% dei ragazzi dice che nella sua famiglia si verificano comportamenti aggressivi dovuti al padre, nel 50,2% dei casi, o alla madre, nel 25,8%. Il 28,2% dichiara di assistere a litigi tra i genitori assiduamente.

Affettività, sessualità, pornografia, dipendenze
Il 50,7% non ha ricevuto alcuna educazione sessuale in ambito familiare. Il 16,0% ammette di aver ricevuto proposte sessuali da adulti attraverso App di incontri e il 5,0% dichiara di aver fatto sesso per vantaggi economici.
Esiste una fortissima correlazione statistica (p < 0,000) tra chi ha ammesso di aver fatto sesso in cambio di una remunerazione economica e chi ammette di aver ricevuto proposte sessuali attraverso App di incontri. L’85,15% dei maschi dello studio fa uso di materiale pornografico online rispetto al 14,85% delle femmine. Il 53,4% dei ragazzi è consapevole di quanto l’uso di materiale pornografico possa creare dipendenza.
La generazione dei nostri giovani è stata la prima a nascere nell’era digitale (Nativa digitale) e di internet. La “Generazione Z” o “postmillenials” è stata esposta a una quantità di innovazioni tecnologiche impensabili per le precedenti generazioni, con influenze profonde sulla crescita personale, i rapporti sociali, la sfera affettiva. Tutto ciò influisce pesantemente sul già complesso rapporto genitori - figli adolescenti, e anche pediatra o docente - adolescente.
Dalla ricerca emerge che i ragazzi hanno bisogno di ascolto, ascolto vero. Dall’analisi dei dati si evidenzia la presenza in loro di elementi pericolosi per una corretta crescita ai quali gli adulti possono porre rimedio innanzitutto con una maggiore consapevolezza, cui questa ricerca tenta di contribuire.
Le proposte di lavoro sono interessanti e attuali: l’educazione alimentare, l’educazione a un’igiene di vita migliore, ad esempio con una cultura dello sport adeguata; l’educazione a un corretto utilizzo dei social, del web, senza precipitare nella dipendenza e con la capacità di difendersi dai siti non sicuri e dagli approcci pericolosi. Anche per l’aspetto sociale possono essere raccolti messaggi importanti: il bisogno di ascolto, di spazi individuali e del rispetto di necessità e tempistiche personali (per esempio nel contesto della separazione dei genitori) o la difesa dalla violenza intra-familiare.
Il lavoro congiunto pediatri-insegnanti può costituire un punto di forza nella difesa dell’armonica crescita del giovane di oggi.

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