La sorveglianza sanitaria dei soggetti con pregressa esposizione professionale ad amianto in Regione Toscana

Francesca BattistiFrancesca Battisti, Laureata in Medicina e Chirurgia (2008, Università di Pisa), specializzata in Igiene e Medicina Preventiva nel 2014 c/o l’Università degli Studi di Pisa, perfezionata in “Programmazione, Organizzazione e Gestione delle Aziende e dei Servizi Sanitari” c/o l’Università Cattolica del Sacro Cuore (Roma). Dal 2014 svolge incarichi di collaborazione c/o l’Istituto per lo Studio, la Prevenzione e la Rete Oncologica (ISPRO), Firenze

Elisabetta Chellini, SS Epidemiologia dell’Ambiente e del Lavoro, Istituto per lo Studio, la Prevenzione e la Rete Oncologica (ISPRO), Firenze

Piergiuseppe Calà, Regione Toscana

Nel maggio 2016 la Regione Toscana con la Delibera GRT n. 396 ha istituito un programma gratuito  di sorveglianza sanitaria, tra i pochi presenti in Italia, rivolto ai soggetti toscani che siano stati esposti professionalmente ad amianto in maniera significativa. Sono presentati l’organizzazione del programma, le modalità  di accesso e i riferimenti dei  26 ambulatori territoriali  di primo livello.

 

Parole chiave: amianto, sorveglianza sanitaria, ex-esposti, medicina del lavoro, prevenzione

A  seguito della messa a bando dell’amianto, avvenuta oltre vent’anni fa grazie alla Legge 257 del 1992, sono cessate le esposizioni significative di tipo professionale a questo agente cancerogeno certo. A oggi l’esposizione occupazionale è residuale nelle attività di bonifica e smaltimento di materiali contenenti amianto, che vengono eseguite applicando le norme vigenti di prevenzione del rischio nei luoghi di lavoro.
Come previsto anche dal T.U. 81/2008 sulla sicurezza sul lavoro, la lunga latenza delle patologie asbesto-correlate giustifica la sorveglianza sanitaria anche dopo la cessazione del rapporto di lavoro (art. 259 comma 2).
Nel maggio 2016 la Regione Toscana, con la Delibera GRT n. 396, in ottemperanza alla Legge regionale n. 51/2013 art. 6 comma 2, ha dato avvio a un programma gratuito di sorveglianza sanitaria (tra i pochi presenti sul territorio nazionale) rivolto ai soggetti toscani che nel corso della loro vita professionale siano stati esposti ad amianto in maniera significativa. Il programma è diventato operativo nell’aprile 2017.
La sorveglianza offerta dal Sistema Sanitario Regionale Toscana attua immediatamente i nuovi LEA approvati l’anno scorso (DPCM 12/01/2017 – Allegato 1 – punto C 6).
La sorveglianza sanitaria è realizzata sulla base di specifici piani operativi elaborati dalle Aziende USL e dalle Aziende Ospedalierio-Universitarie, che sono stati validati da Regione Toscana, nell’ottica di offrire omogeneità e appropriatezza delle prestazioni delle strutture sanitarie interessate dalla sorveglianza (ambulatori medicina del lavoro, radiologie, pneumologie, oncologie).
Il modello organizzativo è articolato in attività di 1° e 2° livello.
Sono stati attivati 26 ambulatori di 1° livello di medicina del lavoro dislocati nelle varie zone delle Aziende USL (Tabella I), e 3 ambulatori di 2° livello per ciascuna Area Vasta (presso la AOU Pisana per l’area Nord Ovest, presso il presidio ospedalieri P. Palagi a Firenze per l’area Centro, e presso l’AOU Senese per l’area Sud-Est).

Tab I
Al primo contatto con il paziente il medico del lavoro esegue l’anamnesi occupazionale per definire e attestare la pregressa esposizione occupazionale ad amianto. Se risulta una pregressa esposizione il soggetto può entrare nel percorso di sorveglianza sanitaria, che prevede:
l’anamnesi fisiologica, familiare, patologica prossima e remota;
la visita medica con somministrazione del questionario respiratorio standardizzato CECA e MRC;
la spirometria di base;
la radiografia del torace se non effettuata negli ultimi 3 anni con classificazione ILO per le pneumoconiosi.
Inoltre, è prevista un’informazione sui rischi legati alla pregressa esposizione professionale ad amianto, un counseling motivazionale per la riduzione dei rischi da altre esposizioni occupazionali e non, l’invio dei fumatori al Centro Antifumo e degli asbestosici al servizio di Igiene Pubblica per la vaccinazione anti-influenzale e anti-pneumococco.
Nel caso in cui i risultati della visita di 1° livello indichino la necessità di approfondimenti, ovvero siano stati evidenziati sintomi e/o obiettività positiva per problemi a carico dell’apparato respiratorio e gastro-intestinale, il soggetto viene inviato agli ambulatori di 2° livello.
È previsto un follow-up a 3 o 5 anni a seconda dell’intensità dell’esposizione pregressa ad amianto e a 1 anno in caso di patologia respiratoria non maligna.
Tutte le prestazioni sanitarie sono gratuite per coloro che risulteranno ex-esposti ad amianto per motivi professionali e così pure la visita iniziale per la valutazione e l’eventuale attestazione dell’esposizione, in virtù del finanziamento previsto dalla Regione Toscana derivato dai proventi da sanzioni per potenziamento attività di prevenzione sui luoghi di lavoro (DD 6752/2015).
Le prestazioni sanitarie previste gratuitamente possono essere richieste solo dal medico del lavoro, che attesta l’esposizione e che quindi attribuisce al soggetto il codice regionale di esenzione D99 che vale per tutti gli accertamenti e le visite successive.
Per coloro che non risulteranno ex-esposti ad amianto, la prima visita comprendente solo l’anamnesi occupazionale sarà gratuita, ma non potranno accedere gratuitamente alle altre prestazioni sanitarie previste.
Possono accedere a questo servizio coloro che presentano i seguenti criteri di eleggibilità:
presentino una pregressa esposizione professionale ad amianto attestata dal medico del lavoro di un ambulatorio di sorveglianza sanitaria;
residenti in Toscana;
di età inferiore agli 80 anni;
abbiano cessato l’esposizione a rischio da meno di 30 anni;
sono in pensione o sono in attività in un’azienda diversa da quella dove sono stati esposti.
Le modalità di accesso possibili sono due:
su invito, da parte dei servizi pubblici di Prevenzione Igiene e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro delle ASL, nel caso siano a loro noti i nominativi dei lavoratori che hanno prestato servizio presso ditte note per aver utilizzato amianto nel processo produttivo nel passato;
ad accesso spontaneo, per i soggetti che ritengono di aver avuto nel passato un’esposizione professionale ad amianto e desiderano sottoporsi a una valutazione specialistica da parte del medico del lavoro. In tal caso è necessario che gli interessati contattino il referente dell’ambulatorio più vicino alla loro residenza ai numeri telefonici o agli indirizzi e-mail indicati in Tabella I.
Ulteriori chiarimenti sui criteri di eleggibilità e le modalità operative della sorveglianza sanitaria definite sulla base delle più recenti evidenze scientifiche sono disponibili nel documento tecnico Linee di indirizzo per la sorveglianza sanitaria degli ex-esposti ad amianto (disponibile all’indirizzo URL http://www.regione.toscana.it/consiglio-sanitario-regionale/, pagine “pareri”, alla voce “amianto”).
Si sottolinea come le finalità del percorso di presa in carico del lavoratore ex-esposto ad amianto siano principalmente riconducibili a temi etico-sociali e medico-assicurativi e di ricerca epidemiologica, tra cui in particolare:
a)    effettuare il riconoscimento della pregressa esposizione e valutarne la durata e l’intensità in modo da stimare gli eventuali rischi per la salute;
b)    informare il lavoratore ex-esposto sulle patologie legate all’esposizione ad amianto, sulle possibilità attuali di diagnosi e cura, e sui centri diagnostico-assistenziali del SSR ai quali eventualmente rivolgersi;
c)    approfondire il nesso causale per quei soggetti con pregressa esposizione ad amianto affetti da una patologia asbesto-correlata, indirizzarli a centri assistenziali accreditati e avviare l’iter medico-assicurativo e medico-legale di malattia professionale;
d)    informare l’ex-esposto sugli eventuali rischi aggiuntivi, offrendogli sostegno per modificare comportamenti rilevati a rischio (per esempio fumo attivo);
e)    approfondire la conoscenza del problema amianto e del suo impatto nel territorio.
Il medico di medicina generale può svolgere un ruolo informativo importante nel coinvolgimento dei propri assistiti che ritiene possano usufruire di questo servizio di recente avvio, facilitandone l’adesione. I medici di medicina generale, infatti, costituiranno per il paziente un supporto decisionale molto importante, sia nell’ottica di favorire la partecipazione alla sorveglianza da parte dei soggetti che riceveranno l’invito sia nel consigliare gli assistiti con storia nota o presunta di esposizione professionale ad amianto di richiedere una visita presso gli ambulatori di primo livello.

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