La medicina del pallottoliere

Fernando Prattichizzo, Dirigente medico SOC Medicina Interna 2, Empoli, AS Toscana-Centro. Tutor di Semeiotica Medica, Università degli Studi di Firenze

Per facilitare la decisione medica, l’osservazione e il ragionamento possono avvalersi di algoritmi, che consentono il calcolo degli scores, agevolmente ottenibili mediante le app dei computers. I recenti tentativi di sostituzione del consulto con l’impiego dell’intelligenza artificiale non potranno mai garantire l’approccio idiografico e multiparametrico della valutazione clinica

 

Parole chiave:metodologia clinica, algoritmo, clinical scores, intelligenza artificiale, idiografia

Fernando PrattichizzoNella prefazione di Luigi Condorelli al Manuale di semeiotica medica pubblicato nel 1975 da Giovanni Maria Rasario, l’incipit appare memorabile: “Observatio et ratio”, i due atti del “dramma” clinico. Ancora oggi, dopo un trentennio di intensissima attività medica, non è senza emozione che mi avvicino all’ammalato. Si tratta di penetrare nella psiche di un uomo sofferente, svelare i danni anatomici e funzionali che il male ha indotto nell’organismo, precisarne la causa, ricostruire l’evoluzione della malattia, indagare quali sono il terreno costituzionale o le cause contingenti che hanno predisposto l’organismo ad ammalarsi, quale sarà l’evoluzione del morbo e infine divinare come l’organismo nel complesso delle modalità di reazione dei diversi apparati e organi si comporterà sotto l’azione dei mezzi terapeutici in via di essere prescritti. Il dramma clinico ha la propria evidente complessità. Si pensi anche al fatto che le modalità di reazione al processo morboso e all’azione del farmaco sono rese enormemente complesse dalle imponenti ripercussioni del soma sulla psiche e della psiche sul soma.
Così delineati i due pilastri dell’atto medico precisiamo che la ratio, il ragionamento clinico, può essere induttivo, quando per il problema si attivano accertamenti rivolti a tutte le cause potenziali, oppure deduttivo, se si attivano accertamenti volti a confermare o smentire una o più ipotesi provvisorie, fino a raggiungere la diagnosi corretta. Nel ragionamento clinico si confrontano le informazioni raccolte con il repertorio di conoscenze personali, derivanti dalla nosografia e dall’esperienza, per formulare ipotesi provvisorie. In verità le due modalità di ragionamento non sono contrapposte, perché esistono situazioni che limitano la portata di una a favore dell’altra. Ad esempio, il metodo deduttivo non può essere applicato quando i sintomi aspecifici non permettono ipotesi verosimili, cioè a priori più probabili di altre.
Dal punto di vista matematico, il procedimento di risolvere un determinato problema attraverso un numero finito di passi elementari è chiamato algoritmo. Dal primordiale pallottoliere al semplice calcolo mentale, per arrivare ai calcolatori e alle moderne applicazioni disponibili sui computers, gli algoritmi sono utilizzati per contribuire alle decisioni mediche mediante gli scores clinici, derivanti dall’attribuzione di un punteggio a un sintomo o segno o parametro facente parte del medesimo quadro sindromico. Gli scores aiutano nella decisione medica, sono per tanti medici ritenuti indispensabili e sono stati proposti per una vasta serie di condizioni cliniche, con le sigle più fantasiose. Così, solo per citarne alcuni, abbiamo “Alvarado” per l’appendicite acuta, “Glasgow Coma Scale” per il coma, “Wells” e “Padua” per la trombosi venosa profonda, “Nexus” per il trauma cervicale, “Ottawa Ankle Rules” per il trauma malleolare, “Ottawa Knee Rules” per il trauma del ginocchio, “CURB-65” per la polmonite comunitaria, “PESI” e “sPESI” per l’embolia polmonare, “CHADS2 classical”, “CHADS2 revised” e “CHA2DS2-VASc” per il rischio di ictus nella fibrillazione atriale, “HAS-BLED”, “HEMORR2HAGES” e “ATRIA” per le emorragie in corso di terapia anticoagulante per la fibrillazione atriale. Non desti meraviglia, quindi, che a Londra il servizio sanitario stia sperimentando l’intelligenza artificiale per rispondere alle chiamate non urgenti. Digitando i sintomi, una applicazione, gestita da Babylon, decide sulla reale urgenza delle richieste, replicando a ogni testo inserito con una serie di domande per ottenere ulteriori dettagli, in ogni istante mediante un consulto con un database di tutti i sintomi e le malattie descritti nel mondo. Babylon passa al setaccio milioni di possibilità, utilizzando un algoritmo per valutare il livello di urgenza di ogni situazione.
L’applicazione offre inoltre video consulenze a pagamento con medici via smartphone, per la modica cifra di 5 sterline al mese per gli abbonati, oppure di 25 sterline per la consulenza una tantum.
Dal pallottoliere alle applicazioni dell’intelligenza artificiale il passo è stato breve, ma rischiamo di perdere l’approccio idiografico della valutazione clinica, la quale è sempre multiparametrica, dovendo comprendere aspetti psicologici, etici, sociali, assistenziali, religiosi, oltre che fisiopatologici e terapeutici personalizzati.

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