All’Ordine un Convegno sulla Legge 219/2017

Massimo MartelloniMassimo Martelloni, Direttore UOC Medicina legale e CRM Lucca, Presidente nazionale della COMLAS, Società Scientifica dei Medici Legali delle Aziende Sanitarie. Consigliere dell’Ordine di Firenze

 

Pier Claudio DattoloPiero Claudio Dattolo, Direttore SOC Nefrologia Firenze 2, Presidente SIN, Società Italiana di Nefrologia, Sezione Tosco-Ligure. Consigliere dell’Ordine di Firenze

 

Da due Consiglieri dell’Ordine una nota a margine del Convegno sulla Legge 219/2017 che si è svolto il 31 maggio presso la sede di via Vanini.

 

Parole chiave:  DAT, Legge 219/2017, bioetica, fine vita, cure palliative

Un resoconto breve su una intensa, partecipata e positiva giornata di lavoro è sempre un esercizio difficile. Tuttavia vogliamo ricordare alcuni passaggi significativi che testimoniano il valore di una missione medica aderente al proprio codice deontologico nel quadro di una medicina condivisa col paziente, persona assistita, e con i suoi familiari .
La legge sul consenso informato e sulle disposizioni anticipate di trattamento, ovvero sulle decisioni di fine vita, rappresenta il punto di approdo di un percorso storico durato oltre cento anni; il cosiddetto “Diritto Gentile” viene portato a compimento e per legge dello Stato. Come già affermato nelle aule dei Tribunali e nei Trattati e nelle Convenzioni Internazionali, la tutela della salute viene finalmente intesa non solo come diritto sociale, ma anche come diritto di libertà. I concetti di “autodeterminazione” e “medicina condivisa medico-persona assistita” ne costituiscono le basi portanti.
Nel convegno sono emerse considerazioni storiche, filosofiche, mediche, medico-legali e giuridiche confluenti a confermare un impegno che sia l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Firenze sia la FNOMCeO stanno attuando in tutto il Paese a sostegno della libertà delle cure nel rispetto della dignità e della libertà decisionale della persona assistita anche quando è venuta meno la capacità di intendere e di volere.
È emerso con forza l’impegno dell’Ordine alla divulgazione della legge, con attività formative per i propri iscritti e iniziative volte a favorire la massima integrazione e collaborazione interdisciplinare e interprofessionale.
Gli interventi dei relatori e lo stesso dibattito nella tavola rotonda hanno confermato che i medici avevano già coraggiosamente fatto tanto con il loro codice deontologico. Oggi, comunque, i cittadini avevano bisogno di una legge in grado di dare certezze nel comportamento delle istituzioni e dei professionisti. L’Ordine di Firenze ha ricordato come molti siano ancora i problemi da affrontare anche per far emergere le responsabilità della Pubblica Amministrazione.
Il tempo della comunicazione è tempo di lavoro. Questo assunto deontologico, che da sempre sosteniamo in prima linea, non ha ancora l’attenzione delle Istituzioni Sanitarie.
Per il fine vita in particolare è necessaria una strategia politica da parte delle Regioni che, pur nelle attuali difficoltà economiche e non solo, a fronte dello sviluppo di ospedali per intensità di cure, permetta la crescita di strutture territoriali a bassa intensità di cure. In altre parole abbiamo bisogno di più hospice non solo per i pazienti oncologici, ma anche per le altre malattie croniche degenerative terminali.
Alcune considerazioni conclusive:
• l’epidemiologia sta cambiando, la popolazione è sempre più anziana e comorbida. Ciò significa notevole aumento di problematiche legate alla cronicità e necessità di adeguamento culturale da parte dei medici e di politiche sanitarie che facilitano la presa in carico dei pazienti, anche nelle fasi terminali di vita. Un dato su tutti: il 34% dei posti letto in medicina è occupato da malati terminali che muoiono entro 3 giorni dal ricovero;
• c’è un grande consumo improprio di risorse terapeutiche nelle fasi terminali di vita senza che questo determini un miglioramento della qualità di vita dell’individuo stesso;
• per l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Firenze non basta aver approvato una buona legge. Il cammino è appena iniziato e la problematica etica relativa alle scelte assistenziali e individuali di fine vita deve trovare risposte da parte delle strutture socio-sanitarie di riferimento;
• infine, nel Convegno è emersa una forte richiesta da parte dell’Ordine, Ente Sussidiario dello Stato, per la reintroduzione dei Comitati Etici orientati alla buona pratica clinica a livello sia regionale che aziendale. Non bastano i comitati per le sperimentazioni farmacologiche. Un Paese costituzionalmente libero come il nostro ha bisogno nelle Aziende Sanitarie e a livello regionale di Comitati Etici che esprimano un pensiero terzo, libero e indipendente.

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