I fattori umani per la sicurezza delle cure: a Firenze due appuntamenti mondiali

Giulio ToccafondiGiulio Toccafondi, Lavora presso il Centro GRC Sicurezza  del Paziente della Regione Toscana. Delegato Regionale della Società Italiana  di Ergonomia (SIE)

 

Sara Albolino, Centro Gestione Rischio Clinico,  co-chair IEA 2018

Riccardo Tartaglia, Direttore Centro Gestione Rischio Clinico, chair IEA 2018

Un sistema efficiente non sempre è sicuro. L’ergonomia – o scienza dei fattori umani –, quando si occupa di sicurezza delle cure, cerca di rendere più semplice per i medici e gli infermieri apprendere, migliorare e fare la cosa sicura. Esperti e ricercatori presenteranno al congresso mondiale di Firenze soluzioni e metodi per rendere  la Sanità sicura applicando modi di pensare diversi da quello ingegneristico  e medico-legale.

 

Parole chiave: ergonomia, fattori umani,  sicurezza delle cure, multidisciplinarietà

La comprensione del fattore umano ha reso settori come l’aereonautica “ultra-safe”. Sistemi in cui l’incidenza dell’errore è prossima al minimo possibile.
Gli specialisti dell’ergonomia pensano ai sistemi complessi – come la Sanità – con un punto di vista diverso da quello ingegneristico e medico-legale. Il primo approccio, se usato come unico approccio alla sicurezza, tende a sconfinare nel tecnicismo. Ha l’obiettivo utile di costruire le condizioni per un corretto funzionamento degli strumenti meccanici, digitali e dei processi – imprescindibile ma non l’unico da adottare –. Infatti, un sistema efficiente non sempre è sicuro. Il secondo tende a ridurre tutto al comportamento del singolo professionista senza considerare gli strumenti e il contesto prossimale che influenzano le decisioni e le azioni. Tende perciò a sconfinare nella ricerca del responsabile quando qualcosa va male e tende a individuare nelle capacità del singolo la principale certezza di qualità e sicurezza. Il singolo professionista resta, per questo approccio, l’unità di analisi principale, sulla quale si agisce per modificare il livello di sicurezza del sistema.
L’ergonomia, la disciplina che studia i fattori umani, considera l’attività umana – in cui l’operatore, gli strumenti e l’organizzazione sono inseriti – come l’elemento centrale da cui partire per rendere anche i sistemi sanitari più sicuri, efficienti e vivibili per gli operatori e gli utenti. L’attività umana è determinata dagli strumenti di cui si avvale ma è costantemente arricchita e modificata dalle relazioni professionali, dalle opportunità di apprendimento, dall’esperienza professionale, dagli obiettivi impliciti ed espliciti, dalla relazione con il gruppo di lavoro e da condizioni contingenti spesso imprevedibili e incerte.
L’ergonomia ha l’obiettivo di studiare le interazioni fra gli operatori e degli operatori con gli strumenti e degli operatori con la struttura dell’organizzazione. Lo studio dei fattori umani è considerato la colonna della sicurezza del paziente. Quando si occupa di sicurezza delle cure, l’ergonomia – o scienza dei fattori umani – cerca di rendere più semplice per i medici e gli infermieri apprendere, migliorare e fare la cosa sicura.
L’ergonomia, inoltre, è una disciplina a vocazione multidisciplinare che promuove la lettura della complessità attraverso l’accoglienza di punti di vista di altre discipline. Offre il meglio di sé quando ha l’opportunità di favorire il dialogo interdisciplinare e interprofessionale. In quest’ottica si colloca al fianco dell’ingegneria, a supporto della branche della medicina umana quando esse entrano nella pratica e diventano cura al paziente. Si colloca al fianco dei giuristi e dei decisori politici per definire nuovi diritti. Storicamente così è successo con le norme di sicurezza nei luoghi di lavoro e recentemente con la legge sulla sicurezza delle cure.
Un’occasione per avvicinarsi a questa disciplina, se non la si conosce, o per apprezzarne gli utili sviluppi, se interessati, sarà il XX Congresso Mondiale dell’Associazione Internazionale di Ergonomia e Fattore Umano, IEA 2018, che si terrà in Italia, a Firenze, dal 26 al 30 agosto 2018 e avrà come tema guida “la creatività in pratica”.
Molte sessioni plenarie e parallele saranno dedicate alla sicurezza delle cure. Saranno più di 500 i contributi sul tema specifico della sicurezza delle cure. Un’intera sessione durante i 4 giorni di congresso sarà dedicata all’ergonomia in Sanità. Nei workshop pratici e nei symposia si tratteranno temi quali la sicurezza nella chirurgia robotica, il tema della comunicazione con i pazienti e con i cittadini e l’impatto delle nuove tecnologie su di essa. Il rapporto fra design e Sanità sarà affrontato da molti sessioni speciali, come sarà affrontata anche la sicurezza in radiologia e in terapia intensiva. Inoltre temi classici quali, oltre alla sicurezza sui luoghi di lavoro, la movimentazione dei pazienti e la sicurezza nella turnazione saranno ampliamente trattati da esperti provenienti da tutto il mondo.
L’Associazione Internazionale di Ergonomia e Fattore umano è stata fondata nel 1959, raccoglie oltre 50 società scientifiche nazionali accreditate di Ergonomia e Fattore Umano. Riunisce migliaia di ricercatori e professionisti di ingegneria, design, psicologia, sociologia, scienze cognitive e medicina impegnati nella ricerca, nella progettazione e nel miglioramento continuo di organizzazioni sostenibili, efficienti e sicure.
Dal momento della sua costituzione promuove l’adattamento tecnico scientifico dei sistemi produttivi alle reali potenzialità dell’attività umana. Favorisce il dialogo fra le discipline scientifiche, la scienza e l’industria. Il suo scopo è progettare sistemi e metodi produttivi scientificamente fondati che favoriscano il benessere e la qualità della vita umana.
Collabora con le maggiori organizzazioni globali fra cui l’OCSE, le Nazioni Unite (UN), l’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO), l’Organizzazione Mondiale per gli Standard (ISO) e la Commissione Internazionale per la Salute sui Luoghi di Lavoro (ICOH). Diffonde i risultati delle ricerche scientifiche dei propri membri su riviste edite da Elsevier e Taylor and Francis. Nella sua storia ha organizzato 19 congressi mondiali sul tema del fattore umano. Riccardo Tartaglia è il presidente di questa 20a edizione del congresso mondiale. Sara Albolino sarà co-chair. I comitati scientifico e organizzatore, di cui fa parte il Centro GRC della Regione Toscana, hanno costruito il programma in modo da raggiungere un obiettivo importante: rendere esplicita la relazione virtuosa tra i settori produttivi, l’ergonomia e il fattore umano. I relatori delle sessioni plenarie sono esperti di fama internazionale. I temi affrontati nelle sessioni plenarie saranno offerti ai partecipanti sotto una duplice prospettiva: quella portata dai relatori – professionisti esperti provenienti dal mondo produttivo  – e quella degli accademici membri della IEA che faranno da discussant ai relatori. Per tutti gli interessati inviatiamo a consultare la pagina web del congresso, da dove è possibile consultare il programma e iscriversi (www.IEA2018.org).
Inoltre nella stessa settimana si terrà a Firenze, come side-event di IEA, un altro importante meeting (31 agosto - 1 settembre  2018) a cui tutti gli specializzandi toscani sono invitati a partecipare: Patient safety for new medical generation. Si tratta di un evento che coinvolgerà i maggiori esperti a livello internazionale sulla sicurezza delle cure (http://iea2018.org/wp-content/uploads/2018/02/IM_3-10.pdf). L’OMS sarà presente con i suoi vertici nell’ambito della sicurezza e qualità delle cure. Nel pomeriggio del 31 agosto dalle 18 in poi, dopo il lavoro di gruppo previsto dal programma, sarà offerto a tutti i partecipanti un apericena e alcune band di specializzandi allieteranno la serata. È un grande evento per Firenze che ha ottenuto il patrocinio già di molte università straniere e quasi tutte quelle italiane, oltre che delle maggiori istituzioni pubbliche governative. Alla sua organizzazione hanno concorso numerose associazioni di giovani medici, l’Università di Firenze e il Centro GRC della Regione Toscana (WHO Collaborating Centre).

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