La gravidanza donata:

prima esperienza di un Centro di Procreazione Medicalmente Assistita pubblico in Italia

Maria Elisabetta CocciaMaria Elisabetta Coccia, Professore Associato di Ginecologia  e Ostetricia , Direttore SODc Procreazione Medicalmente Assistita, AUO Careggi

 

Valentina Basile, Laura Badolato, Paolo Evangelisti, Francesco Bertocci, Rita Picone, Francesca Rizzello, Cinzia Cozzi, Francesca Piazzini, Claudia Giachini, Rossella Fucci, Chiara Romanelli, Eleonora Ralli, Luciana Criscuoli, Struttura Organizzativa Dipartimentale complessa Procreazione Medicalmente Assistita AUO Careggi

La Struttura Organizzativa Dipartimentale Complessa di Procreazione Medicalmente Assistita dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi è stata il primo centro pubblico a offrire tecniche con Procreazione Assistita Eterologa cioè con donazione di gameti a coppie provenienti da tutta Italia. I dati relativi ai primi tre anni di attiovodomazione

vità mostrano una procedura complessa dove l’importanza della gestione multidisciplinare preconcezionale e della gravidanza è alla base dell’ottimizzazione degli outcomes gravidici.

 

Parole chiave: Careggi, procreazione medicalmente assistita eterologa, gameti, outcome gravidico, infertilità

L’ovodonazione è una tecnica di Procreazione Medicalmente Assistita di tipo eterologo che consiste nella donazione di gameti femminili da parte di una donatrice a una coppia che ricerca una gravidanza. È una tecnica ampiamente utilizzata nei Centri di Procreazione Medicalmente Assistita di tutto il mondo; in Europa il numero dei cicli di ovodonazione è stato stimato a 33.605 cicli per l’anno 2012 e più della metà è stato effettuato in Spagna, che copre la richiesta delle coppie provenienti da Paesi dove non è consentita per legge (dati European Society of Human Reproduction and Embriology 2016). In Italia la legge 40 del 2004 ha vietato il ricorso alla tecnica di Procreazione Medicalmente Assistita eterologa sino alla sentenza 162/2014 della Corte Costituzionale, che ha sancito che è legittimo, esclusivamente in riferimento al caso in cui sia stata accertata l’esistenza di una patologia che sia causa irreversibile di sterilità o infertilità assolute. La tecnica di ovodonazione presenta alti tassi di successo legati all’età dell’ovocita donato, consentendo a donne con ridotta o assente riserva ovarica per motivi oncologici, chirurgici o genetici di ottenere una gravidanza; inoltre è utilizzata in donne con bassa chance riproduttiva per età del gamete (> 40 anni). È noto che l’età può, però, influenzare l’outcome gravidico: infatti nel documento Conferenza Regioni, la Procreazione Medicalmente Assistita eterologa è sconsigliata in donne di età > 50 anni per l’aumento esponenziale dei rischi ostetrici.
La Struttura Organizzativa Dipartimentale Complessa di Procreazione Medicalmente Assistita dell’Azienda Ospedaliera di Careggi è stata il primo centro pubblico a offrire tecniche di fecondazione con gameti donati. Coppie provenienti da tutta Italia hanno fatto richiesta per poter accedere a questo percorso. Al momento del primo colloquio i medici effettuano un’accurata anamnesi in cui sono richiesti esami per valutare lo stato di salute “globale”, non solo riproduttiva; talvolta si procede con approfondimenti e consulenze cardiologiche e internistiche per ridurre potenziali rischi legati a condizioni pre-gravidiche della paziente. In presenza di fattori di rischio modificabili, compresa l’obesità, è nostra premura la correzione prima di procedere con il ciclo.
Ogni coppia riceve gameti “dedicati” provenienti da donatori/donatrici volontari sulla base della normativa europea vigente che garantisce uno screening infettivologico, genetico e psicofisico.
Dal settembre 2014 al 31 ottobre 2017, 2.264 coppie sono giunte ai nostri ambulatori per intraprendere il percorso di Procreazione Medicalmente Assistita eterologa. Al 30 settembre abbiamo iniziato 760 cicli con donazione di gameti di cui: 523 cicli di ovodonazione (440 giunti a embryo transfer – ET –), 48 cicli di inseminazione intrauterina da donazione di seme (IUI-D), 165 cicli di Procreazione Medicalmente Assistita eterologa con donazione di seme (fecondazione in vitro con ET – FIVET-D –/iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo – ICSI-D –) (di cui 129 con ET) e 12 cicli con donazione di entrambi i gameti. In Tabella I sono riportati inoltre i risultati in termini di gravidanze: 164 gravidanze da tecniche di ovodonazione (pregnancy rate – PR/ET – 37%), 19 gravidanze dai cicli IUI-D (PR/ET 39,6%), 50 gravidanze (PR/ET 30%) dai cicli di FIVET-D/ICSI-D con donazione di seme e 7 gravidanze da doppia donazione.

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Una elevata percentuale dei pazienti provenivano da fuori Regione, in particolare il 61% nei cicli di ovodonazione e il 60% nei cicli di eterologa maschile.
A oggi sono nati 119 bambini di cui 66 femmine (55,4%) e 53 maschi (44,5%) e le rimanenti sono gravidanze on going. I 99 parti sono avvenuti per via vaginale nel 39% (30 casi) mentre tramite taglio cesareo nel 70% (69 casi) (Tabella II).

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La Tabella III indica la modalità di parto per tecnica di Procreazione Medicalmente Assistita ed emerge che la ovodonazione si accompagna a un alto tasso di tagli cesarei, verosimilmente poiché si tratta di donne di maggiore età.
Per quanto concerne l’outcome della gravidanza dei nati 2015-16 i risultati sono “safe” e mostra

no che nel 79% (78/99) dei casi i parti avvengono oltre la 37a settimana di gestazione. Nel 21% si è verificato un parto pretermine ma non sono noti parti in epoca gestazionale inferiore a 28 settimane (Tabella IV).Tab 3 coccia

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Attualmente sono in corso 95 gravidanze (Tabella V). Delle 133 gravidanze seguite negli anni 2015-2016 con il nostro follow-up telefonico da parte di un team ostetrico dedicato abbiamo rilevato che nel 73% dei casi (97) non sono insorte patologie in gravidanza, nel 16% dei casi (25) c’è stata una sola patologia, mentre solo nell’8% (11) le gravidanze sono state pluripatologiche. Per quanto riguarda le patologie insorte in gravidanza abbiamo evidenziato l’insorgenza di diabete gestazionale, minaccia di parto pretermine, colestasi, ipertensione gestazionale, pre-eclampsia e ritardo di crescita (Tabella VI). Si segnala una perdita al follow-up pari al 4%.

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Questi dati rappresentano la prima esperienza di offerta e gestione di Procreazione Medicalmente Assistita eterologa in un servizio pubblico in Italia, dato che la Regione Toscana è stata la prima Regione a garantire l’accesso a queste tecniche.
Il team multidisciplinare (ginecologo, ostetrica, andrologo, internista, psicologo e ostetrico) ha avuto un ruolo fondamentale nel portare la donna nella migliore condizione di salute psicofisica possibile prima di intraprendere la gravidanza.
Crediamo che la gestione di comorbidità preliminarmente in epoca preconcezionale sia stato il fattore vincente per garantire i risultati di un outcome con tassi di complicanze di gravidanza sensibilmente contenuti. Abbiamo puntato sull’importanza del percorso preconcezionale ma anche su percorsi assistenziali dedicati in gravidanza. L’avere ottenuto gravidanze in cui nel 73% dei casi non insorgevano patologie e aver avuto nel 79% dei casi un parto a termine deve rassicurare le pazienti e gli operatori sull’ottimo outcome che deriva da un’accurata gestione clinica.
Nel frattempo in questi mesi dall’invio dell’articolo alla pubblicazione abbiamo raggiunto il numero di 151 bambini nati
Un ringraziamento speciale a Lisa Settecase e a Lucia Gazzarri e un ulteriore grazie al team infermieristico e al team dei tecnici di laboratorio.

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