Medicina complementare

Il tentativo di uscire, in scienza e coscienza, dai molti rumors che investono le medicine complementari

Gemma BrandiGemma Brandi, Psichiatra psicoanalista, esperta di Salute Mentale applicata al Diritto, coordinatrice della Commissione per la Integrazione delle Medicine Complementari dell’OMCeO Firenze, coordinatrice di Diritti in movimento Toscana

 

 

Vengono presentati la composizione multidisciplinare e gli obiettivi della Commissione per l’Integrazione delle Medicine Complementari dell’OMCeO di Firenze [CIMC], nata per approfondire una questione dibattuta, spesso con superficialità e pregiudizio, sulla quale grande parte del mondo medico non ha basi per orientarsi e per orientare l’utenza in maniera attendibile, convinta e dunque convincente.

 

Parole chiave: integrazione, approfondimento, conoscenza, ricerca, formazione

 

La resistenza, anche del mondo medico, al libero esercizio di attività di diagnosi, prognosi e terapia che esulano, nella stragrande maggioranza dei casi, dagli insegnamenti universitari, ha assunto toni molto aspri, uscendo dall’alveo del sano dibattito scientifico. Per questo l’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Firenze, attento ai problemi di salute della cittadinanza e alle prerogative degli iscritti, ha ritenuto di tentare una disamina accorta della materia, costruendo una Commissione per la Integrazione delle Medicine Complementari (CIMC) che sia rispettosa delle norme vigenti, a livello regionale e nazionale. L’auspicio è di diffondere nel mondo medico una conoscenza, che non pecchi di superficialità, delle disposizioni e degli indirizzi terapeutici, a vantaggio dei percorsi di cura possibili e magari ignorati, incoraggiando gli approfondimenti necessari.

Poiché lo scopo della CIMC è l’integrazione, di questa fanno parte, ovviamente, Colleghi che esercitano le Medicine Complementari riconosciute, ma anche Colleghi che utilizzano strumenti convenzionali di cura. Si tratta di medici che non sono rimasti sordi all’esistenza di indirizzi nuovi benché, talora, antichissimi, e non si oppongono quindi aprioristicamente a una ipotesi integrativa. Questa apertura a una conoscenza che non ceda al facile pregiudizio e sia rispettosa delle pratiche e delle teorie degli iscritti all’OMCeO è la cifra della CIMC.

L’elenco dei membri è il seguente: Gemma Brandi, Sonia Baccetti, Simonetta Bernardini, Antonio Calabrò, Margherita Ciabini, Franco Cracolici, Lorenzo Emmi, Fabio Firenzuoli, Pierangelo Geppetti, Francesca Martella. Rocco Domenico Mediati, Gian-Aristide Norelli, Pietro Pasquetti, Eugenio Pecchioli, Jacopo Periti, Elio Rossi, Raoul Saggini, Anna Truci. La CIMC si muove sotto la supervisione consiliare di Teresita Mazzei, presidente dell’OMCeO Firenze.

Vale la pena aggiungere che esiste un’altra Commissione ordinistica, formata da esperti di chiara competenza nei diversi settori delle Medicine Complementari riconosciute a livello nazionale, cui è assegnato il compito di valutare i curricula dei medici che intendono essere inseriti negli specifici elenchi, a partire da formazioni accreditate. Si tratta di un organismo previsto dall’Accordo Stato-Regioni n. 54/2013, dalla Comunicazione n. 9/2015 della FNOMCeO e dalla legge regionale 9/2007, aggiornata con legge regionale 58/2016. Ne sono membri Simonetta Bernardini per l’Omeopatia, Franco Cracolici per l’Agopuntura, Fabio Firenzuoli per la Fitoterapia, Eugenio Pecchioli per l’Omotossicologia, Anna Truci per la Medicina Antroposofica.

Allo scopo di acquisire una conoscenza rassicurante del tema, Toscana Medica metterà a disposizione uno spazio nel quale saranno presentati i vari percorsi, vale a dire quanto c’è di teoria in ogni campo autorizzato normativamente. A introdurre le pubblicazioni provvederà, con un illuminante excursus storico sul diritto sanitario in materia, Sonia Baccetti, autorità riconosciuta nel settore, responsabile della Struttura di Riferimento Regionale per la Medicina Complementare e la Medicina Tradizionale Cinese, nonché del Centro Regionale per la Medicina Integrata. Si cercherà, inoltre, di sensibilizzare gli organi istituzionali, affinché siano attuate ricerche affidabili specie negli ambiti che subiscono insistite accuse di esercizio inappropriato e spreco. E infine, si realizzeranno incontri formativi, in accordo con le diverse Società Mediche, tramite i quali presentare le possibilità di integrazione per patologie che risultano sensibili a una risposta convenzionale e complementare insieme.

 

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