33° World Congress of Biomedical Laboratory Science

IFBLS2018: 33° World Congress of Biomedical Laboratory Science

Alba MarzoAlba Marzo, Direttore Attività Formative del CdL Tecniche di Laboratorio Biomedico, Scuola di Scienze della Salute Umana, Università degli Studi di Firenze

 

 

 

Il presente e soprattutto il futuro delle Scienze Biomediche di Laboratorio. Se ne è parlato in un recente “World Congress” tenutosi a Firenze.

 

Parole chiave: Scienze Biomediche di Laboratorio, Medicina di Laboratorio, IFBLS, ANTeL

 

Tra il 22 e il 26 settembre 2018 si è tenuto a Firenze, presso il Palazzo dei Congressi, il 33° World Congress of Biomedical Laboratory Science, organizzato dalla International Federation of Biomedical Laboratory Science e ospitato da ANTeL - Associazione Italiana Tecnici di Laboratorio Biomedico che è membro della Federazione.

IFBLS è una organizzazione non governativa, membro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, e rappresenta 34 associazioni membro provenienti da 32 paesi del mondo.

Il Congresso, presieduto da Alba Marzo (membro uscente del Consiglio Direttivo della Federazione) e Fernando Capuano (past-president di ANTeL) ha visto la partecipazione di 560 professionisti del Laboratorio Biomedico provenienti da 52 paesi del mondo.

Durante il congresso si sono svolte 6 lezioni magistrali in plenaria, 22 sessioni scientifiche, 36 comunicazioni, 342 posters, 3 workshops, uno Student Forum articolato in 4 incontri.

Temi portanti delle sessioni plenarie sono stati il ruolo della formazione e del metodo scientifico nello sviluppo delle Scienze Biomediche di Laboratorio, il management e la gestione dei processi del laboratorio clinico, il ruolo delle tecnologie sia nell’ambito analitico, come ad esempio nella biopsia liquida, sia nell’organizzazione dei laboratori in tutte le discipline della Medicina di Laboratorio.

Le nuove tecnologie stanno modificando notevolmente lo scenario e le competenze anche nell’ambito del laboratorio biomedico: l’approccio molecolare e quello morfologico diventano sempre più interdipendenti ai fini di una diagnosi e una cura sempre più predittive e personalizzate. Conseguenza di tale importante innovazione è l’attenzione a fasi dei processi di laboratorio che risultano ormai cruciali per la qualità e l’appropriatezza delle prestazioni erogate e per l’efficacia delle cure.

Specifiche sessioni scientifiche sono state infatti dedicate alla fase preanalitica, alla qualità delle prestazioni di laboratorio, al management del laboratorio e al ruolo dell’appropriatezza, all’applicazione dei processi di digitalizzazione e gestione dei database anche nella diagnostica di laboratorio.

La trasmissione delle immagini, la telepatologia, il virtual slide system, il confronto tra pari sono strumenti sempre più alla portata di tutti i laboratori e tali confronti permettono anche di migliorare la diagnostica basata sulla morfologia, di confrontare le diverse organizzazioni, i ruoli e le funzioni. La tecnologia quindi, oltre a diventare sempre più parte dell’attività professionale, risulta anche uno strumento fondamentale nella formazione di base e nel Continuous Professional Development.

Tra gli argomenti scientifici proposti, Biosicurezza, Microbioma, Cellule staminali, Batteri MDR, Virus emergenti, Micobatteri, l’impatto della spettrometria di massa in tutta la diagnostica di laboratorio: si tratta di argomenti rilevanti per la attuale Medicina di Laboratori, sui quali si sono confrontati attivamente tanti professionisti.

I modelli di relazione tra i cittadini e i servizi di laboratorio sono vari e sempre più competitivi. Cresce anche il contributo della componente del laboratorio privato o convenzionato, specialmente in Italia, mentre in altri paesi, con una minore densità abitativa, il laboratorio si avvicina di più al cittadino attraverso il “laboratorio mobile”.

Competenze sempre più adeguate alle nuove tecnologie, maggiore attenzione a intercettare i bisogni delle comunità, maggiore competitività nell’erogazione dei servizi, appropriatezza, sviluppo professionale sono le parole chiave del futuro dei laboratori clinici dei prossimi anni.

In quest’ottica anche il concetto di identità professionale si evolve e le nuove idee devono necessariamente essere condivise. Uno specifico simposio diretto dall’attuale presidente dell’ANTeL Alessia Cabrini e gli workshops interattivi organizzati dalla attuale past-president della Federazione Marie Nora Roald (Norvegia) e dalla neo eletta Ann Bernt (Svezia) vanno proprio in questa direzione in quanto mettono a comune le idee che le diverse rappresentanze professionali riconosciute hanno nel mondo.

La Federazione dedica molto spazio agli studenti e al ruolo della formazione di base nella costruzione dell’identità professionale. Nell’ambito del Congresso 51 studenti provenienti da tutto il mondo hanno partecipato allo Student Forum confrontandosi sui contenuti delle sessioni scientifiche e degli workshops interattivi organizzati dalla Federazione arricchendo così la loro identità professionale e il loro senso di appartenenza. Una specifica sessione è stata dedicata all’utilizzo delle tecnologie, indispensabili se pur non esaustive, anche durante i processi di formazione di base nell’ambito delle Scienze Biomediche di Laboratorio.

In Italia la regolamentazione della professione, il titolo di Bachelor che abilita all’esercizio della professione, il core competence, il core curriculum e il codice deontologico sono fattori che hanno permesso l’accettazione di ANTeL, l’associazione rappresentativa della professione del Biomedical Laboratory Scientist in Italia, come membro di IFBLS.

Tutto il percorso legislativo che si è sviluppato dagli anni 90 in Italia ha portato al riconoscimento di responsabilità e autonomia professionale trasformando quindi la figura da Technician a Technologist e infine a Scientist. Tale percorso legislativo è stato recepito, anche se in modo non uniforme, dal Sistema Sanitario Nazionale. Conseguenza di tale percorso è il ruolo di responsabilità e autonomia in tutti i livelli organizzativi fino al ruolo direttivo.

In Italia i Tecnici Sanitari di Laboratorio Biomedico, pur avendo una formazione di base competitiva rispetto agli altri paesi e orientata come nel resto del mondo su tutte le discipline della Medicina di Laboratorio, non sono abilitati a eseguire i prelievi, sebbene la più alta percentuale di “errore del laboratorio” provenga proprio da quella fase del processo il cui controllo è un fattore imprescindibile dalla qualità della prestazione erogata dal laboratorio.

L’Università e l’Assessorato al Diritto alla salute al Welfare e all’Integrazione Sociosanitaria e allo Sport, presenti alla cerimonia inaugurale, hanno sostenuto negli anni in vario modo questa evoluzione.

Nella realtà della nostra Regione, l’evoluzione tecnologica avvenuta è tuttora in corso nell’ambito dei vari ambiti migliorando la qualità delle prestazioni e rispondendo ai bisogni dei cittadini. Inoltre la Regione Toscana è stata tra le prime a riconoscere la valorizzazione della professione e del suo ruolo all’interno del Sistema Sanitario Nazionale anche attraverso la loro partecipazione attiva ai tavoli istituzionali.

Anche il confronto con l’Università, in particolare con l’Università degli Studi di Firenze, ha fino a oggi contribuito allo sviluppo delle Scienze Biomediche di Laboratorio, soprattutto attraverso la formazione dei Corsi di Laurea triennali delle professioni sanitarie e in specifico del Tecnico di Laboratorio Biomedico e anche attraverso i processi di internazionalizzazione che li vede coinvolti.

Un ringraziamento particolare va a tutti i colleghi che in questi anni hanno creduto e si sono impegnati a vario titolo nello sviluppo professionale del Tecnico Sanitario di Laboratorio Biomedico comprese le sezioni dei Tecnici Sanitari di Laboratorio Biomedico di molte società scientifiche italiane della Medicina di Laboratorio che hanno contribuito con le loro specificità al valore scientifico del congresso attraverso specifiche co-sessioni costruite in collaborazione.

 

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