Medicine complementari

La Medicina Integrata nel Servizio Sanitario Toscano

Sonia BaccettiSonia Baccetti, Esperta in Agopuntura e Medicina Tradizionale Cinese, docente presso la Scuola di Agopuntura della Città di Firenze, membro della Commissione per la Integrazione delle Medicine Complementari dell’OMCeO di Firenze.È stata fondatrice e direttrice del Centro Fior di Prugna dell’Azienda USL Toscana Centro e del Centro Regionale per la Medicina Integrata della Regione Toscana

 

A fronte di un diffuso ricorso alle cure complementari, la Medicina Integrata è una realtà diffusa nel Servizio Sanitario Toscano. A partire dal ’96 un lungo iter di studio per individuare i settori di maggiore efficacia e sperimentare percorsi integrati di cura ha fatto sì che, almeno in alcuni ambiti come dolore e oncologia, l’agopuntura, la fitoterapia e l’omeopatia siano considerati sistemi di cura che migliorano la qualità della vita del paziente e favoriscono il cambiamento di stili di vita dannosi alla salute. Si presentano le tappe fondamentali dell’attività di regolamentazione regionale.


Parole chiave: integrazione, efficacia, appropriatezza, ricerca, formazione, collaborazioni internazionali

 

Il percorso di integrazione delle Medicine Complementari nel Sistema Sanitario Regionale trova il suo apice nell’art. 4 della L.R. 40/2005 Disciplina del servizio sanitario regionale, secondo il quale “I servizi sanitari territoriali della zona-distretto e quelli ospedalieri in rete sono organizzati allo scopo di garantire all’assistito la fruizione di un percorso assistenziale appropriato… Tali servizi erogano anche prestazioni di medicina complementare e integrata, in base alla valutazione di comprovata efficacia e nel rispetto della programmazione regionale in materia”. La stessa legge stabilisce che presso l’Assessorato al Diritto alla Salute opera il Centro regionale per la Medicina Integrata, parte della struttura regionale di governo clinico (art. 43); inoltre 1 rappresentante delle Medicine Complementari (MC) è membro dei consigli dei sanitari delle Aziende USL (art. 44) e 2 rappresentanti sono membri dei consigli dei sanitari delle Aziende ospedaliero-universitarie (art. 45). Il percorso di integrazione, iniziato con il PSR 1996-1998, ha previsto in ogni piano sanitario specifiche azioni programmate basate su ricerca, appropriatezza e qualità delle cure, garantite dalla formazione continua degli operatori nonché l’erogazione delle prestazioni di Medicine Complementari nell’ambito dei LEA regionali, previo il pagamento di un ticket, per garantire il diritto di accesso alle cure dei cittadini che ricorrono a tali terapie (D.G.R. 655/2005).

I settori prioritari nei quali sviluppare la Medicina Integrata sono la lotta al dolore, l’oncologia (cura degli effetti collaterali), la medicina di genere e le patologie respiratorie o atopiche. Fondamentale l’attenzione alla formazione degli operatori: in assenza di normativa nazionale, viene approvata la L.R. 9/2007 che regola l’esercizio delle Medicine Complementari da parte dei medici chirurghi e odontoiatri, veterinari e farmacisti previo iter formativo di almeno 3 anni consentendo l’annotazione in appositi elenchi presso gli Ordini professionali. Si prevede poi l’accreditamento degli istituti di formazione extrauniversitaria pubblici e privati. La legge è stata la base dell’Accordo Stato-Regioni n. 54/2013 che regola a livello nazionale la formazione in Medicine Complementari estesa anche a omotossicologia e antroposofia limitatamente ai medici chirurghi e odontoiatri. Per garantire il coordinamento tecnico-scientifico delle attività di Medicine Complementari (107 a dicembre 2017) sono state individuate le strutture di riferimento regionali: per l’agopuntura nella AUSL Toscana Centro; per la fitoterapia nella AOU Careggi; per l’omeopatia nella AUSL Toscana Nord-Ovest e per la Medicina Integrata nel percorso ospedaliero nella AUSL Toscana Sud-Est. Inoltre per garantire la funzione di raccordo tra i servizi di Medicine Complementari aziendali, le Aziende Sanitarie toscane hanno istituito un centro di coordinamento aziendale di Medicine Complementari, a valenza gestionale. Uno spazio importante è assegnato poi alla ricerca con il “Bando Ricerca Salute 2018” che ha previsto, nella linea dell’oncologia, una sublinea specifica per le Medicine Complementari. La partecipazione alla Joint Action EPAAC della Commissione Europea e la stipula del recente Memorandum of Understanding con il Servizio di Medicina Integrata del MSKCC di New York hanno consentito di stringere solidi legami con le reti europee e internazionali: il percorso di integrazione toscano ha infatti conseguito risultati particolarmente interessanti in campo oncologico, come precisato dalla D.G.R. 418/2015 che definisce le modalità di integrazione nella rete oncologica regionale dei trattamenti integrati dimostrati sicuri ed efficaci. Ancora molte cose rimangono da fare: formazione e aggiornamento continui, definizione delle linee guida terapeutiche, partecipazione ai PDTA nelle patologie più importanti e messa in rete di tutte le attività regionali sono obiettivi che miglioreranno ulteriormente il processo di integrazione delle Medicine Complementari in Toscana.

 

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É questa la prima tappa del percorso di divulgazione medica dei profili delle Medicine Complementari, annunciato nello scorso numero. La dottoressa Baccetti, apripista riconosciuta nel campo, argomenta l’iter legislativo della Regione Toscana, all’interno del quadro normativo nazionale.

 

Gemma Brandi, Coordinatrice della Commissione per la Integrazione della Medicine Complementari dell’OMCeO di Firenze

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